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<channel><title><![CDATA[Studio Paroliamo a Monselice | Logopedia - Psicologia - TNPEE - Osteopatia - Nutrizione - Blog]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog]]></link><description><![CDATA[Blog]]></description><pubDate>Wed, 22 Jul 2026 15:59:22 +0200</pubDate><generator>Weebly</generator><item><title><![CDATA[Ritardo del linguaggio: quando aspettare e quando richiedere una valutazione?]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/ritardo-del-linguaggio-quando-aspettare-e-quando-richiedere-una-valutazione]]></link><comments><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/ritardo-del-linguaggio-quando-aspettare-e-quando-richiedere-una-valutazione#comments]]></comments><pubDate>Mon, 29 Jun 2026 13:03:23 GMT</pubDate><category><![CDATA[Logopedia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.paroliamo.studio/blog/ritardo-del-linguaggio-quando-aspettare-e-quando-richiedere-una-valutazione</guid><description><![CDATA[       &ldquo;Il mio bambino ha due anni e dice pochissime parole. Devo preoccuparmi?&rdquo;Questa &egrave; una delle domande che accogliamo pi&ugrave; di frequente allo Studio Paroliamo. &Egrave; naturale, come genitori, confrontare i progressi del proprio figlio con quelli dei coetanei e provare un senso di apprensione se le tappe sembrano non allinearsi.&#8203;Se stai vivendo questa situazione, fai un respiro profondo: non sei solo ad affrontare queste fatiche e ogni dubbio &egrave; legittimo [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/ritardo-sviluppo-linguaggio-consigli_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph" style="text-align:left;"><em>&ldquo;Il mio bambino ha due anni e dice pochissime parole. Devo preoccuparmi?&rdquo;</em><br />Questa &egrave; una delle domande che accogliamo pi&ugrave; di frequente allo Studio Paroliamo. &Egrave; naturale, come genitori, confrontare i progressi del proprio figlio con quelli dei coetanei e provare un senso di apprensione se le tappe sembrano non allinearsi.<br />&#8203;Se stai vivendo questa situazione, fai un respiro profondo: non sei solo ad affrontare queste fatiche e ogni dubbio &egrave; legittimo. In questo articolo, esploreremo insieme quali sono i segnali da osservare per capire se ci troviamo di fronte a un <strong>ritardo del linguaggio</strong> e quando pu&ograve; essere utile il supporto di un professionista.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Ogni bambino ha i propri tempi (ma l'osservazione &egrave; preziosa)</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph" style="text-align:left;">&Egrave; verissimo che ogni bambino &egrave; unico e segue un percorso di sviluppo personale. Tuttavia, lo sviluppo comunicativo e linguistico attraversa delle tappe fondamentali che fungono da preziosi punti di riferimento.<br />Non si tratta di etichettare un bambino o di cercare a tutti i costi un problema, ma piuttosto di <strong>osservare</strong> con attenzione le sue modalit&agrave; di interazione. Riconoscere precocemente una fatica comunicativa ci permette di intervenire in modo dolce, fornendo al bambino e alla famiglia le strategie migliori per supportare il suo potenziale.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">I campanelli d'attenzione: cosa osservare per fasce d'et&agrave;</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph" style="text-align:left;">Pi&ugrave; che concentrarci esclusivamente sul numero di parole pronunciate, &egrave; fondamentale guardare alla comunicazione nel suo insieme: il bambino usa lo sguardo? Comprende quello che gli viene detto?<br />&#8203;Ecco alcuni segnali che meritano un approfondimento, suddivisi per et&agrave;:</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font color="#2a2a2a" size="4">Verso i 12 mesi</font></h2>  <div class="paragraph" style="text-align:left;"><ul><li><strong>Assenza di lallazione:</strong>&nbsp;il bambino non produce sillabe ripetute (es. <em>"ba-ba-ba"</em>, <em>"ma-ma-ma"</em>).</li><li><strong>Scarsa reazione ai suoni:</strong> non si gira se chiamato per nome o non sembra reagire ai rumori ambientali.</li><li><strong>Mancanza di gesti comunicativi:</strong> non usa gesti come indicare con il dito (pointing), fare <em>"ciao"</em> con la mano o scuotere la testa.</li></ul></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font color="#2a2a2a" size="4">Tra i 18 e i 24 mesi</font></h2>  <div class="paragraph" style="text-align:left;"><ul><li><strong>Vocabolario molto ridotto:</strong> produce meno di 10-20 parole comprensibili (anche onomatopee come <em>"brum brum"</em> o i versi degli animali contano come parole).</li><li><strong>Fatica nella comprensione:</strong> sembra non comprendere richieste semplici e quotidiane (es. <em>"prendi la palla"</em>, <em>"dammi la scarpa"</em>) senza l'aiuto di gesti da parte dell'adulto.</li><li><strong>Assenza di imitazione:</strong> non prova a ripetere i suoni o le paroline che sente dai genitori.</li></ul></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font color="#2a2a2a" size="4">Dai 24 ai 30 mesi</font></h2>  <div class="paragraph" style="text-align:left;"><ul><li><strong>Assenza di combinazioni:</strong> non unisce due parole per formare piccole frasi (es. <em>"mamma palla"</em>, <em>"voglio acqua"</em>).</li><li>&#8203;<strong>Frustrazione frequente:</strong>&nbsp;il bambino mostra forte rabbia o frustrazione perch&eacute; non riesce a farsi capire.</li><li><strong>Poco interesse per il <a href="https://www.paroliamo.studio/blog/il-gioco-simbolico-perche-far-finta-e-fondamentale-per-la-crescita">gioco simbolico</a>:</strong> fatica a usare gli oggetti <em>"per finta"</em> (es. dare da bere a una bambola o usare un mattoncino come se fosse un telefono). Il gioco e il linguaggio sono infatti profondamente interconnessi nello sviluppo.</li></ul></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/logopedia-ritardo-linguaggio_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">L'importanza dell'ambiente e dell'alleanza terapeutica</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph" style="text-align:left;">Se noti uno o pi&ugrave; di questi segnali, il consiglio non &egrave; mai quello di farsi prendere dall'ansia, ma nemmeno di adottare un approccio eccessivamente passivo del<em> "vediamo come va, prima o poi parler&agrave;"</em>.<br />L'attesa fiduciosa &egrave; utile solo se accompagnata da una stimolazione adeguata. Spesso, basta davvero poco: modificare il modo in cui ci si rivolge al bambino, abbassarsi al suo livello visivo, rallentare il ritmo della voce e trasformare i momenti di routine in occasioni di scambio comunicativo.<br />Quando queste piccole attenzioni quotidiane non sembrano sufficienti, entra in gioco l'<strong>&eacute;quipe multidisciplinare</strong>. Lavorare insieme,&nbsp;logopedista, neuropsicomotricista, psicologo e, soprattutto, i genitori, permette di creare una vera e propria alleanza.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Quando fare una valutazione logopedica?</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph" style="text-align:left;">Se hai dei dubbi sullo sviluppo del tuo bambino, richiedere una valutazione non significa <em>"medicalizzare"</em> la situazione. Al contrario, significa ritagliarsi uno spazio di ascolto qualificato.<br />Durante una valutazione, il professionista non si limiter&agrave; a testare il bambino, ma giocher&agrave; con lui, lo osserver&agrave; nel suo ambiente naturale (il gioco) e ascolter&agrave; la tua storia di genitore. Se necessario, verr&agrave; proposto un <strong>percorso personalizzato</strong> che ha come primo obiettivo il benessere del bambino e la serenit&agrave; della famiglia, per accompagnare entrambi verso nuove conquiste.<br />Una consulenza dedicata al nostro <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/servizi-logopedia.html">Servizio di Logopedia</a></strong> pu&ograve; aiutarti a fare chiarezza e a comprendere meglio lo sviluppo comunicativo del tuo bambino. Contattaci per parlarne insieme: siamo qui per ascoltarti.</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Estate con Paroliamo: il Doposcuola Specializzato non va in vacanza]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/estate-con-paroliamo-il-doposcuola-specializzato-non-va-in-vacanza]]></link><comments><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/estate-con-paroliamo-il-doposcuola-specializzato-non-va-in-vacanza#comments]]></comments><pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:35:22 GMT</pubDate><category><![CDATA[News]]></category><category><![CDATA[Psicologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.paroliamo.studio/blog/estate-con-paroliamo-il-doposcuola-specializzato-non-va-in-vacanza</guid><description><![CDATA[       &nbsp;Con l&rsquo;arrivo della bella stagione e la fine dell&rsquo;anno scolastico, per molte famiglie inizia la consueta corsa contro il tempo per organizzare il riposo e, al contempo, gestire gli impegni accademici. Tuttavia, per gli studenti,&nbsp;in particolare per quelli con BES (Bisogni Educativi Speciali) e DSA (Disturbi Specifici dell&rsquo;Apprendimento),&nbsp;il periodo estivo pu&ograve; rappresentare una sfida complessa.&#8203;Per rispondere a queste esigenze, Paroliamo ha deci [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/doposcuola-specializzato-monselice-bambini_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&nbsp;Con l&rsquo;arrivo della bella stagione e la fine dell&rsquo;anno scolastico, per molte famiglie inizia la consueta corsa contro il tempo per organizzare il riposo e, al contempo, gestire gli impegni accademici. Tuttavia, per gli studenti,&nbsp;in particolare per quelli con <strong>BES </strong>(Bisogni Educativi Speciali) e <strong>DSA </strong>(Disturbi Specifici dell&rsquo;Apprendimento),&nbsp;il periodo estivo pu&ograve; rappresentare una sfida complessa.<br />&#8203;Per rispondere a queste esigenze, <strong>Paroliamo</strong> ha deciso di non andare in vacanza, confermando la piena operativit&agrave; del suo <strong>Doposcuola Specializzato a Monselice</strong> anche durante i mesi estivi.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Doposcuola a Monselice: un supporto mirato per ogni esigenza</font></h2>  <div class="paragraph">L&rsquo;obiettivo di Paroliamo &egrave; chiaro: trasformare il tempo estivo da fonte di ansia a occasione di crescita. Senza la pressione costante del voto quotidiano, l&rsquo;estate diventa il momento ideale per consolidare le competenze acquisite e affrontare le difficolt&agrave; con un approccio pi&ugrave; sereno e disteso.<br />Sotto la guida esperta delle nostre specialiste&nbsp;<strong>Laura</strong>,<strong> Alice e Greta</strong>, lo studio di Monselice propone percorsi personalizzati dedicati a ragazzi dai 7 ai 18 anni, strutturati su tre pilastri fondamentali:<br /><span></span><ul><li><strong>Preparazione esami:</strong> Un supporto mirato per affrontare le prove della terza media o l&rsquo;esame di maturit&agrave;, focalizzandosi non solo sui contenuti, ma sull'acquisizione di un metodo di studio solido che aumenti la fiducia in se stessi.</li><li><strong>Recupero materie:</strong> Un percorso pensato per colmare le lacune maturate durante l'anno, permettendo agli studenti di arrivare all'inizio del nuovo anno scolastico con le basi necessarie per ripartire con il piede giusto.</li><li><strong>Gestione dei compiti estivi:</strong> Un programma organizzato per smaltire gradualmente il carico di lavoro assegnato, evitando cos&igrave; la frenetica corsa dell'ultima settimana di agosto e garantendo ai ragazzi la possibilit&agrave; di godersi le vacanze in totale relax.</li></ul></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/doposcuola-paroliamo-specializzato-monselice_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Non lasciate che i libri diventino un peso</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph">La filosofia di Paroliamo &egrave; quella di evitare che lo studio diventi un peso sotto l'ombrellone. Attraverso un accompagnamento professionale e attento, l'estate pu&ograve; trasformarsi in un tempo di qualit&agrave;, dove imparare diventa pi&ugrave; semplice e gratificante.<br />Le specialiste di Paroliamo sono pronte ad accogliere bambini e ragazzi per costruire insieme un percorso su misura.<br />&#8203;<strong>Scopri il servizio e prenota i tuoi spazi:</strong> Per maggiori informazioni o per fissare un incontro, &egrave; possibile visitare la pagina dedicata al servizio al seguente link: <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/doposcuola-specializzato.html">Doposcuola Specializzato a Monselice</a></strong><br /><span></span></div>  <div style="text-align:center;"><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> <a class="wsite-button wsite-button-large wsite-button-normal" href="https://www.paroliamo.studio/contatti.html" > <span class="wsite-button-inner">Chiedi informazioni sul doposcuola</span> </a> <div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le tappe dello sviluppo infantile: un ciclo di incontri gratuiti per neo genitori a Monselice]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/le-tappe-dello-sviluppo-infantile-un-ciclo-di-incontri-gratuiti-per-neo-genitori-a-monselice]]></link><comments><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/le-tappe-dello-sviluppo-infantile-un-ciclo-di-incontri-gratuiti-per-neo-genitori-a-monselice#comments]]></comments><pubDate>Mon, 18 May 2026 11:34:40 GMT</pubDate><category><![CDATA[Logopedia]]></category><category><![CDATA[Neuropsicomotricit&agrave;]]></category><category><![CDATA[Psicologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.paroliamo.studio/blog/le-tappe-dello-sviluppo-infantile-un-ciclo-di-incontri-gratuiti-per-neo-genitori-a-monselice</guid><description><![CDATA[       Crescere un figlio nei primi tre anni di vita &egrave; un'avventura straordinaria, ricca di emozioni ma anche di naturali interrogativi. Per offrire una bussola sicura e risposte concrete alle mamme e ai pap&agrave;, nasce il progetto "Edu.Co 0-3 &ndash; Life Skills per neo genitori". All'interno di questa cornice istituzionale, le professioniste dello Studio Paroliamo di Monselice condurranno un ciclo di consulenze di gruppo intitolato "Insieme per saperne di pi&ugrave; sulle tappe di sv [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/published/educo-0-3-consulenza-bambini-sviluppo.png?1779104210" alt="Foto" style="width:826;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><span>Crescere un figlio nei primi tre anni di vita &egrave; un'avventura straordinaria, ricca di emozioni ma anche di naturali interrogativi. </span><span><span>Per offrire una bussola sicura e risposte concrete alle mamme e ai pap&agrave;, nasce il progetto </span><strong><span>"<a href="https://www.morinipedrina.it/progetto/edu-co-0-3-life-skills-per-neo-genitori/" target="_blank">Edu.Co 0-3 &ndash; Life Skills per neo genitori</a>"</span></strong></span><span>. </span><span><span>All'interno di questa cornice istituzionale, le professioniste dello </span><strong><span>Studio Paroliamo di Monselice</span></strong><span> condurranno un ciclo di consulenze di gruppo intitolato </span><em><span>"Insieme per saperne di pi&ugrave; sulle tappe di sviluppo dei bambini"</span></em></span><span>. </span><span>Si tratta di un'iniziativa preziosa e totalmente gratuita, volta a promuovere il benessere familiare e a potenziare le competenze genitoriali nella cura quotidiana dei pi&ugrave; piccoli</span><span>.</span></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Cos'&egrave; il Progetto Edu.Co 0-3: una comunit&agrave; educante per il supporto alla genitorialit&agrave; e la parit&agrave; di genere</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph">Il progetto <strong>&ldquo;Edu.Co 0-3, life skills per neo genitori&rdquo;</strong> nasce come un intervento strutturato di supporto alla genitorialit&agrave; nella cura di bambini e bambine nei primi tre anni di vita, inserito nella cornice della DGRV 115/2024 &ldquo;<em>1000 giorni di noi</em>&rdquo;. Finanziata all&rsquo;interno del Programma Operativo FSE+ 2021-2027 (DGR. 588/25 "50&amp;50 &ndash; Donne e uomini verso un futuro alla pari"), l'iniziativa vede come capofila Irecoop Veneto, con Fondazione IREA ETS in qualit&agrave; di partner operativo. Il nome stesso del progetto unisce le iniziali di <em>EDU.cazione/EDU.cante</em> e <em>CO.munit&agrave;/CO.ntesto</em>, con l'obiettivo di valorizzare la rete territoriale e accompagnare mamme e pap&agrave; nella consapevolezza che "<em>genitori si diventa</em>".<br />Questo percorso intende dare continuit&agrave; e solidit&agrave; ai risultati gi&agrave; ottenuti con la precedente iniziativa P.A.R.I., che ha coinvolto oltre 20.000 persone. Oggi pi&ugrave; che mai, l'intervento si rivela necessario: i dati del 2024 mostrano infatti che in Veneto il tasso di occupazione femminile (62,3%) &egrave; ancora distante da quello maschile (78%), con un divario retributivo che supera spesso i venti punti percentuali. Contrastare questa disparit&agrave; e sostenere la conciliazione famiglia-lavoro non &egrave; solo una risposta ai bisogni individuali, ma un investimento per l'intera societ&agrave;.<br /></div>  <h2 class="wsite-content-title"><font size="4" color="#2a2a2a">Gli obiettivi di Edu.Co nei primi 1000 giorni di vita dei bambini</font><br></h2>  <div class="paragraph">&#8203;Attivo da settembre 2024 a settembre 2026 nei 43 Comuni dei mandamenti di Este, Montagnana, Monselice e Conselve, il progetto si rivolge a famiglie, pediatri, educatori e psicologi per valorizzare i primi 1000 giorni di vita, che vanno dal concepimento al terzo compleanno. Questo periodo rappresenta una finestra di opportunit&agrave; unica per garantire uno sviluppo cognitivo, fisico ed emotivo ottimale.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Lo sviluppo motorio, cognitivo e relazionale nei primi tre anni</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph">Dal punto di vista della <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/servizi-tnpee.html">neuropsicomotricit&agrave; </a></strong>e della <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/servizi-psicologia.html">psicologia </a></strong>dello sviluppo, i primi 36 mesi di vita sono caratterizzati da una straordinaria plasticit&agrave; cerebrale. Durante gli incontri guidati dalle specialiste, verranno analizzate nel dettaglio le modalit&agrave; con cui il bambino impara a conoscere lo spazio e il proprio corpo: dal controllo del capo alla posizione seduta, fino al gattonamento e ai primi passi. Ciascuna di queste tappe motorie non &egrave; un semplice traguardo fisico, ma si lega strettamente allo <strong>sviluppo cognitivo</strong> e psicologico. <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/blog/il-gioco-come-motore-dello-sviluppo-un-evento-da-non-perdere-a-stanghella">Comprendere l'evoluzione del gioco</a></strong>, l'emergere della curiosit&agrave; e i meccanismi di autoregolazione emotiva permette ai genitori di creare un ambiente domestico stimolante e protetto, imparando a rispettare i tempi biologici e affettivi specifici di ogni singolo bambino.</div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/bambini-sviluppo-0-3-anni_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">L'evoluzione del linguaggio e della comunicazione: l'approccio logopedico</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph">Un focus centrale delle consulenze di gruppo sar&agrave; dedicato alla comunicazione e alla nascita del linguaggio, ambiti in cui le figure della <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/servizi-logopedia.html">logopedista </a></strong>e della psicologa collaborano sinergicamente. Verr&agrave; esplorato il viaggio comunicativo nello <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/blog/le-prime-parole-lo-sviluppo-linguistico-da-0-a-2-anni">sviluppo linguistico</a></strong>, che va dai primi sguardi e sorrisi sociali alla lallazione, fino alla comparsa delle prime parole e alla strutturazione delle frasi complete. I genitori apprenderanno l'importanza delle routine quotidiane e della lettura condivisa come facilitatori linguistici naturali. L'obiettivo &egrave; fornire strumenti pratici per decodificare correttamente i segnali verbali e non verbali del neonato, aiutando le famiglie a riconoscere i passaggi chiave della crescita e a favorire un'interazione relazionale ricca, sintonizzata e priva di ansie.</div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Programma degli incontri</font></h2>  <div class="paragraph"><strong>Mercoled&igrave; 27/05 -&nbsp;</strong><strong>Parliamoci chiaro!</strong><br />Comprendere le tappe dello sviluppo linguistico permette ai genitori di monitorare con<br />consapevolezza la crescita comunicativa del bambino. Partecipare a questo incontro offre strumenti<br />utili per favorire l&rsquo;interazione precoce e distinguere le naturali variabilit&agrave; individuali dai segnali che<br />richiedono attenzione, promuovendo un ambiente stimolante e sereno per il linguaggio.<br /><em>A cura della dr.ssa Irene Pavanello</em><br /></div>  <div class="paragraph"><span style="color:rgb(21, 30, 36)"><strong>Mercoled&igrave; 10/06</strong> -&nbsp;</span><strong style="color:rgb(21, 30, 36)">La bocca in crescita: viaggio nelle funzioni orali</strong><br /><span style="color:rgb(21, 30, 36)">L'incontro approfondisce l'evoluzione delle funzioni orali nel primo triennio, fondamentali per una</span><br /><span style="color:rgb(21, 30, 36)">corretta masticazione, deglutizione e futura articolazione verbale. Conoscere queste tappe consente</span><br /><span style="color:rgb(21, 30, 36)">ai genitori di promuovere uno sviluppo fisiologico armonico, prevenendo abitudini viziate e</span><br /><span style="color:rgb(21, 30, 36)">garantendo il benessere delle strutture oro-facciali del bambino sin dai primi mesi.</span><br /><em style="color:rgb(21, 30, 36)">A cura della dr.ssa Carolina Rossi</em><br /></div>  <div class="paragraph"><span style="color:rgb(21, 30, 36)"><strong>Mercoled&igrave; 17/06 -</strong>&nbsp;</span><strong style="color:rgb(21, 30, 36)">Mi piaci se ti muovi!</strong><br /><span style="color:rgb(21, 30, 36)">L'incontro approfondisce come il gioco rappresenti il principale strumento per promuovere le abilit&agrave;</span><br /><span style="color:rgb(21, 30, 36)">motorie nel primo triennio. Verranno fornite strategie pratiche per trasformare l'attivit&agrave; ludica in</span><br /><span style="color:rgb(21, 30, 36)">un'opportunit&agrave; di crescita, favorendo la coordinazione e la sicurezza del bambino attraverso un</span><br /><span style="color:rgb(21, 30, 36)">ambiente stimolante e proposte di gioco mirate.</span><br /><em style="color:rgb(21, 30, 36)">A cura della dr.ssa Luisa Ferrato</em></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Info, calendario e modalit&agrave; di iscrizione agli incontri di Monselice</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph">Il ciclo di consulenze di gruppo (gratuito ma a numero chiuso) si terr&agrave; presso l'<strong>Asilo Nido "Papa Giovanni II"</strong> in Via Carrubbio 111a a Monselice (PD).<br /><br />Gli appuntamenti in calendario sono programmati per i giorni <strong>27 Maggio 2026, 10 Giugno 2026 e 17 Giugno 2026</strong>, sempre nella fascia oraria <strong>17.30 - 19.30</strong>.<br /><br />L'iniziativa, come parte del progetto per l'Ambito Territoriale Sociale Ven 17 Este gestito da Fondazione IREA ETS, &egrave; aperta a tutti i genitori e professionisti del territorio. Per scoprire il programma completo e riservare il proprio posto, &egrave; necessario compilare il modulo di iscrizione online scansionando il QR code presente sulla locandina ufficiale o cliccando direttamente sul seguente link: <a href="https://forms.gle/rRcsFzFh4GDTSStt7" target="_blank">https://forms.gle/rRcsFzFh4GDTSStt7</a></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/educo-03-sviluppolinguaggio-bambini_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div style="text-align:center;"><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> <a class="wsite-button wsite-button-small wsite-button-normal" href="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/tappe-sviluppo-educo-0-3.pdf" > <span class="wsite-button-inner">SCARICA LA LOCANDINA UFFICIALE</span> </a> <div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il gioco come motore dello sviluppo: un evento da non perdere a Stanghella]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/il-gioco-come-motore-dello-sviluppo-un-evento-da-non-perdere-a-stanghella]]></link><comments><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/il-gioco-come-motore-dello-sviluppo-un-evento-da-non-perdere-a-stanghella#comments]]></comments><pubDate>Thu, 23 Apr 2026 07:07:19 GMT</pubDate><category><![CDATA[Logopedia]]></category><category><![CDATA[Neuropsicomotricit&agrave;]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.paroliamo.studio/blog/il-gioco-come-motore-dello-sviluppo-un-evento-da-non-perdere-a-stanghella</guid><description><![CDATA[       Il gioco non &egrave; solo un passatempo, ma il linguaggio naturale attraverso cui i bambini esplorano il mondo, mettono alla prova le proprie abilit&agrave; e costruiscono le basi del proprio futuro. Comprendere come supportare attivamente questo processo &egrave; fondamentale per chiunque si occupi di infanzia.Proprio per questo, siamo felici di annunciare l'evento "Il gioco per la crescita!", un incontro formativo dedicato a esplorare il legame profondo tra attivit&agrave; ludica e tap [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/gioco-educativo-crescita-bambino_orig.jpg" alt="Gioco educativo crescita bambino" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">Il gioco non &egrave; solo un passatempo, ma il linguaggio naturale attraverso cui i bambini esplorano il mondo, mettono alla prova le proprie abilit&agrave; e costruiscono le basi del proprio futuro. Comprendere come supportare attivamente questo processo &egrave; fondamentale per chiunque si occupi di infanzia.<br />Proprio per questo, siamo felici di annunciare l'evento <strong>"Il gioco per la crescita!"</strong>, un incontro formativo dedicato a esplorare il legame profondo tra attivit&agrave; ludica e tappe evolutive.<br /><span></span></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">L'importanza del gioco nello sviluppo infantile</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph">Il gioco ricopre un ruolo centrale nello <strong>sviluppo cognitivo, motorio e comunicativo</strong>. Attraverso "<em>pillole</em>" pratiche e approfondimenti teorici, analizzeremo come semplici gesti quotidiani possano trasformarsi in potenti strumenti di stimolazione. Durante l'incontro, verranno forniti consigli concreti per trasformare il tempo passato insieme in un'occasione di crescita armoniosa. Alcuni consigli li potete gi&agrave; trovare nei "<strong><a href="https://www.paroliamo.studio/giochi-educativi.html">Giochi di Paroliamo</a></strong>", una sezione del nostro sito interamente dedicata ai giochi per i pi&ugrave; piccoli!</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Un approccio multidisciplinare: Logopedia e Neuropsicomotricit&agrave;</font>  <br /></h2>  <div class="paragraph">La forza di questo evento risiede nel dialogo tra diverse figure professionali. Interverranno infatti:<ul><li><strong>Dott.ssa Carolina Rossi (<a href="https://www.paroliamo.studio/servizi-logopedia.html">Logopedista</a>):</strong> per approfondire come il gioco stimoli il linguaggio, l'interazione sociale e le abilit&agrave; comunicative.</li><li><strong>Dott.ssa Luisa Ferrato (<a href="https://www.paroliamo.studio/servizi-tnpee.html">Neuropsicomotricista</a>):</strong> per illustrare l'importanza del movimento, della coordinazione e della percezione corporea nello sviluppo psicomotorio.</li></ul> Entrambe le professioniste operano presso lo <strong>Studio Paroliamo di Monselice</strong>, portando la loro esperienza clinica al servizio della prevenzione e dell'educazione.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">A chi &egrave; rivolto l'incontro?</font></h2>  <div class="paragraph">L&rsquo;evento &egrave; pensato per creare una rete di supporto attorno al bambino. I principali destinatari sono:<ul><li><strong>Genitori:</strong> i primi e pi&ugrave; importanti attori nel processo evolutivo dei figli.</li><li><strong>Educatori:</strong> che collaborano quotidianamente alla crescita e al benessere dei pi&ugrave; piccoli.</li></ul> L'obiettivo &egrave; fornire strumenti utili e rispondere a dubbi comuni, promuovendo una cultura dell'infanzia basata sull'ascolto e sul supporto attivo.</div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/il-gioco-per-la-crescita_orig.jpeg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Dettagli dell'evento e come partecipare</font></h2>  <div class="paragraph">L'incontro si terr&agrave; in un ambiente accogliente e dedicato ai pi&ugrave; piccoli, ideale per discutere di tematiche educative.<ul><li><strong>Data:</strong> Mercoled&igrave; 29 Aprile 2026</li><li><strong>Orario:</strong> Dalle ore 18:00 alle ore 19:30</li><li><strong>Luogo:</strong> Micronido "Piccolo Mondo", via G. Mazzini 17, localit&agrave; Pisana - Stanghella (PD).</li></ul> <strong>Info e prenotazioni:</strong> la partecipazione richiede la prenotazione. Per riservare il tuo posto o richiedere ulteriori informazioni, puoi contattare il numero: &#128222; <strong><a href="tel:393899070570">389 907 0570</a></strong><br />Ti aspettiamo per scoprire insieme come il gioco possa davvero fare la differenza nella crescita dei nostri bambini!</div>  <div style="text-align:center;"><div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div> <a class="wsite-button wsite-button-small wsite-button-normal" href="tel:393899070570" > <span class="wsite-button-inner">CHIAMA ORA PER PRENOTARE!</span> </a> <div style="height: 10px; overflow: hidden;"></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Oltre la diagnosi: il ruolo dello psicologo nel supporto a lungo termine per i DSA]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/oltre-la-diagnosi-il-ruolo-dello-psicologo-nel-supporto-a-lungo-termine-per-i-dsa]]></link><comments><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/oltre-la-diagnosi-il-ruolo-dello-psicologo-nel-supporto-a-lungo-termine-per-i-dsa#comments]]></comments><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 08:25:04 GMT</pubDate><category><![CDATA[Psicologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.paroliamo.studio/blog/oltre-la-diagnosi-il-ruolo-dello-psicologo-nel-supporto-a-lungo-termine-per-i-dsa</guid><description><![CDATA[       &#8203;Ricevere una diagnosi di DSA (Disturbo Specifico dell&rsquo;Apprendimento) viene spesso considerato il punto d'arrivo, ma molto spesso &egrave; in realt&agrave; il punto di partenza di un percorso per i bambini o ragazzi con DSA. Se la fase diagnostica &egrave; fondamentale, &egrave; la presa in carico nel lungo periodo a determinare il loro successo scolastico e benessere emotivo. &Egrave; qui che entra in gioco la figura dello Psicologo specializzato in DSA.  Dove interviene lo p [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/psicologo-dsa-diagnosi-bambino_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">&#8203;Ricevere una diagnosi di <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/blog/la-tutela-dei-dsa-con-la-legge-1702010">DSA </a></strong>(<strong>Disturbo Specifico dell&rsquo;Apprendimento</strong>) viene spesso considerato il punto d'arrivo, ma molto spesso &egrave; in realt&agrave; il punto di partenza di un percorso per i bambini o ragazzi con DSA. Se la fase diagnostica &egrave; fondamentale, &egrave; la presa in carico nel lungo periodo a determinare il loro successo scolastico e benessere emotivo. &Egrave; qui che entra in gioco la figura dello <strong>Psicologo specializzato in DSA</strong>.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Dove interviene lo psicologo? Strategie e autonomia</font></h2>  <div class="paragraph">&#8203;Mentre altre figure si concentrano sul recupero della funzione (leggere meglio, scrivere correttamente), lo psicologo sposta il focus sull'individuo che apprende. L&rsquo;obiettivo &egrave; sfruttare al meglio il potenziale dei ragazzi per raggiungere l&rsquo;autonomia, attraverso:</div>  <div class="paragraph"><ol><li><strong>Il metodo di studio personalizzato</strong>:&nbsp;lo psicologo personalizza il metodo di studio su misura del ragazzo con DSA in base ai punti di forza individuali, usando tecniche e strumenti come la metacognizione (far a riflettere sul proprio modo di imparare, individuando quali strategie funzionano e perch&eacute;) e l&rsquo;uso del planning settimanale (per organizzare e pianificare il proprio tempo in funzione dello studio, creando maggior consapevolezza di quanto tempo necessitano le varie attivit&agrave;).</li><li><strong>Strumenti compensativi</strong>:&nbsp;l&rsquo;uso di sintesi vocale, mappe concettuali o calcolatrici non &egrave; &ldquo;<em>imbrogliare</em>&rdquo;, ma un diritto. Lo psicologo accompagna il ragazzo nell'apprendimento dell&rsquo;uso di questi strumenti, di modo che possano diventare un mezzo per l'autonomia.</li></ol></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">&#8203;Perch&eacute; scegliere lo psicologo in fase di potenziamento e compensazione?</font><br /></h2>  <div class="paragraph">Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione che possono indirizzare verso uno psicologo per il supporto ad un bambino o ragazzo con DSA:&nbsp;</div>  <div class="paragraph"><ol><li><strong>L'aspetto emotivo-motivazionale</strong>: un bambino con DSA sperimenta quotidianamente la frustrazione di non riuscire in compiti che per i pari sono banali. Questo pu&ograve; portare a impotenza appresa, ansia scolastica e, nei casi pi&ugrave; gravi, abbandono o depressione. Lo psicologo &egrave; l&rsquo;unico professionista formato per integrare il potenziamento degli apprendimenti con la tutela della salute mentale.&nbsp;</li><li><strong>&#8203;Una presa in carico globale</strong>: scegliere uno psicologo per il percorso post-diagnostico significa investire sulla persona nella sua interezza. Non si tratta solo di finire i compiti per il giorno dopo, ma di costruire una base solida affinch&eacute; il ragazzo possa affrontare tutte le sfide future con la consapevolezza di esserne capace.</li><li><strong>Gli aspetti cognitivi</strong>: lo psicologo ha delle competenze specifiche per quanto riguarda i processi cognitivi e pu&ograve; guidare il paziente alla luce delle proprie conoscenze, personalizzando il percorso al meglio e usando strumenti e tecniche specifici (ad esempio la metacognizione).&nbsp;<span style="color:rgb(21, 30, 36)">In un nostro articolo, ad esempio,&nbsp;abbiamo parlato del&nbsp;</span><a href="https://www.paroliamo.studio/blog/perche-il-doposcuola-e-la-naturale-evoluzione-dei-percorsi-di-potenziamento-per-dsa-e-bes">perch&eacute; il doposcuola specializzato &egrave; la naturale evoluzione dei&nbsp;<strong>percorsi di potenziamento per i&nbsp;DSA</strong></a><span style="color:rgb(21, 30, 36)">.</span></li></ol></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il gioco simbolico: perché "far finta" è fondamentale per la crescita]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/il-gioco-simbolico-perche-far-finta-e-fondamentale-per-la-crescita]]></link><comments><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/il-gioco-simbolico-perche-far-finta-e-fondamentale-per-la-crescita#comments]]></comments><pubDate>Mon, 23 Feb 2026 08:48:38 GMT</pubDate><category><![CDATA[Neuropsicomotricit&agrave;]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.paroliamo.studio/blog/il-gioco-simbolico-perche-far-finta-e-fondamentale-per-la-crescita</guid><description><![CDATA[       Ti &egrave; mai capitato di vedere il tuo bambino parlare animatamente con un telecomando come se fosse un telefono, trasformare un semplice bastone in una potente spada magica, utilizzare una stoffa come se fosse un mantello o una gonna? Oppure di fingere di essere te, la maestra, il dottore o qualcun altro? Queste scene, tanto comuni quanto affascinanti, segnano l&rsquo;inizio del gioco simbolico, meglio conosciuto come il gioco del &ldquo;far finta&rdquo;.Si tratta di una tappa fondame [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/gioco-simbolico-supereroe-bambini_orig.jpg" alt="Bambino e bambina giocano al far finta con castello di cartone, spada e corona: esempio di gioco simbolico per lo sviluppo dell'autostima e della fantasia" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">Ti &egrave; mai capitato di vedere il tuo bambino parlare animatamente con un telecomando come se fosse un telefono, trasformare un semplice bastone in una potente spada magica, utilizzare una stoffa come se fosse un mantello o una gonna? Oppure di fingere di essere te, la maestra, il dottore o qualcun altro? Queste scene, tanto comuni quanto affascinanti, segnano l&rsquo;inizio del <strong>gioco simbolico</strong>, meglio conosciuto come il gioco del <em>&ldquo;far finta&rdquo;.</em><br />Si tratta di una tappa fondamentale della crescita che di solito si sviluppa a partire dai 18-24 mesi, quando il bambino smette di usare gli oggetti solo per la loro funzione reale ed inizia a trasformarli, separando l&rsquo;oggetto dal suo significato per creare nuovi mondi; oppure inizia ad impersonificare ruoli che vive nella sua quotidianit&agrave;.<br />Ma perch&eacute; questo gioco &egrave; cos&igrave; cruciale per lo sviluppo? Non &egrave; solo divertimento: dietro ogni<em> "facciamo che io ero..."</em> si nasconde un complesso lavoro di astrazione, l&rsquo;arricchimento del linguaggio e una palestra per gestire emozioni e paure. In questo articolo esploreremo i temi pi&ugrave; cari ai bambini e capiremo come questo gioco getti le basi per la loro crescita futura.<br /></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Perch&eacute; il gioco simbolico &egrave; fondamentale: linguaggio, astrazione ed empatia</font></h2>  <div class="paragraph">L&rsquo;accesso al <strong>gioco simbolico</strong> &egrave; fondamentale per la crescita del bambino. Innanzitutto &egrave; importante in quanto favorisce la capacit&agrave; di astrazione, separando l&rsquo;oggetto reale dal suo significato trasformandolo in qualcosa di nuovo; ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo del linguaggio perch&eacute; mentre il bambino <em>&ldquo;fa finta&rdquo;</em>, assegna nomi ai personaggi, inventa storie, crea dialoghi, ecc. arricchendo cos&igrave; sia il suo vocabolario che la struttura della frase; lo aiuta a <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/blog/gestire-le-emozioni-a-casa" target="_blank">gestire emozioni</a></strong> e paure in quanto attraverso il gioco il bambino pu&ograve; rielaborare la situazione vissuta ed averne il controllo trasformandola in un&rsquo;azione attiva e rassicurante e, allo stesso tempo, stimola l&rsquo;empatia perch&eacute; interpretando un ruolo si mette nel panni degli altri<em>.</em><br /></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">8 temi comuni usati dai bambini nel gioco simbolico</font></h2>  <div class="paragraph">Vediamo ora quali sono alcuni dei temi pi&ugrave; comunemente usati dai bambini nel gioco simbolico.<br /></div>  <div class="paragraph"><ol><li><strong>Case, nascondigli, rifugi</strong>: qualunque oggetto contenitore pu&ograve; diventare una casa, un nascondiglio o un rifugio; un luogo sicuro per separare l&rsquo;interno dall&rsquo;esterno, dov&rsquo;&egrave; il bambino stesso a decidere chi far entrare e chi no, decidendo in modo metaforico chi far entrare nel suo mondo.</li><li><strong>La famiglia, la scuola:</strong> con queste tematiche il bambino riporta azioni che vive quotidianamente e nelle quali riveste un ruolo specifico a seconda della relazione e del vissuto che vuole rivivere. Ecco allora che diventa neonato se ricerca la regressione rassicurante fatta di accudimento e coccole, diventa genitore se vuole sperimentare il potere di decidere e dare regole ma anche il prendersi cura dell&rsquo;altro, diventa maestra che insegna agli altri consolidando cos&igrave; ci&ograve; che ha imparato, ecc.</li><li><strong>Il dottore/il dentista: </strong>&egrave; un modo per esorcizzare la paura di andare dal medico/dentista, prendersi cura dell&rsquo;altro e favorire la consapevolezza e la conoscenza del corpo.</li><li><strong>Gli animali: </strong>permettono di sperimentare schemi motori diversi, giocare con la voce a riprodurre i diversi versi, potersi dimostrare forti oppure pi&ugrave; indifesi e bisognosi di cure.</li><li><strong>Lupi, mostri e fantasmi:</strong> &egrave; un modo per rielaborare alcune delle tipiche paure infantili ed allenare il coraggio.</li><li><strong>Supereroi, fate e principesse</strong>: sono ruoli che aumentano la propria autostima creando un s&eacute; ideale, che protegge, difende e salva gli altri.</li><li><strong>Guerre e battaglie</strong>: al contrario di quanto si possa pensare non sono indice di aggressivit&agrave;, ma costruire armi e combattere serve al bambino per sentirsi forte e potente, per potersi sfogare, per far vincere il bene sul male (basti pensare che nei loro combattimenti i bambini lottano sempre contro &ldquo;i cattivi&rdquo;).</li><li><strong>Mezzi di trasporto: </strong>oltre a riprodurre scene di vita quotidiana, promuovono l&rsquo;autonomia, &egrave; il bambino stesso a decidere dove andare e con che mezzo andarci, se fermarsi dov&rsquo;&egrave; o allontanarsi.</li></ol></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0px;margin-right:0px;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/bambina-gioco-simbolico-dottore_orig.jpg" alt="Esempio di gioco simbolico: bambina che gioca al dottore con un peluche per sviluppare empatia e linguaggio" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Alcuni consigli per favorire il gioco simbolico a casa</font></h2>  <div class="paragraph">Spesso viene richiesto al <strong>TNPEE </strong>(Neuropsicomotricista dell'et&agrave; evolutiva) come fare per <strong>favorire il gioco simbolico a casa</strong>. Ecco alcuni consigli dalle nostre specialiste:</div>  <div class="paragraph"><ul><li>proponi al bambino materiali non strutturati quali tubi di cartone, stoffe, cuscini, bastoncini, ecc.</li><li>lascia che il sia il bambino a scegliere i ruoli di ogni partecipante al gioco;</li><li>non limitare la sua fantasia, ma accoglila aiutandolo a farla evolvere.</li></ul></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Sostieni la fantasia e osserva con cura: quando consultare uno specialista</font></h2>  <div class="paragraph">In definitiva, il <strong>gioco simbolico</strong> &egrave; il linguaggio attraverso cui i bambini imparano a stare al mondo, esplorando l'autonomia, l'empatia e il coraggio. Che si tratti di difendere un castello come un supereroe o di preparare una cena immaginaria in un rifugio sicuro, ogni azione simbolica contribuisce a costruire l'identit&agrave; e la sicurezza del bambino.<br />Tuttavia, &egrave; importante <strong>osservare con cura</strong> come evolve questo gioco: se verso i tre anni appare ancora statico e ripetitivo (esempio: il bambino muove le macchinine avanti e indietro senza uno scopo), mancano l&rsquo;imitazione o la condivisione dell&rsquo;idea di gioco, pu&ograve; essere utile rivolgersi ad un <strong>TNPEE </strong>(<strong>neuropsicomotricista</strong>).<br />Il TNPEE, partendo dall&rsquo;iniziativa spontanea del bambino, lo aiuta a dare un senso ad ogni sua azione, ad ampliare le cornici di gioco e a farle evolvere sul piano simbolico, trasformando ogni azione in un&rsquo;occasione di piacere condiviso e crescita evolutiva.<br />Sostenere il <em>"far finta" </em>oggi significa dare ai bambini gli strumenti per comprendere la realt&agrave; di domani.</div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Celiachia e abilità cognitive: che relazione c'è?]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/celiachia-e-abilita-cognitive-che-relazione-ce]]></link><comments><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/celiachia-e-abilita-cognitive-che-relazione-ce#comments]]></comments><pubDate>Tue, 13 Jan 2026 09:09:46 GMT</pubDate><category><![CDATA[Nutrizione]]></category><category><![CDATA[Psicologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.paroliamo.studio/blog/celiachia-e-abilita-cognitive-che-relazione-ce</guid><description><![CDATA[       La celiachia &egrave; una malattia autoimmune cronica che interessa l&rsquo;intestino tenue ed &egrave; scatenata dall&rsquo;ingestione di glutine in persone geneticamente predisposte. Secondo la definizione dell&rsquo;Istituto Superiore della Sanit&agrave; (Epicentro, 2023), si tratta di un&rsquo;enteropatia infiammatoria che, se non trattata, pu&ograve; avere conseguenze che vanno ben oltre l&rsquo;apparato digerente.  &#8203;In Italia la prevalenza stimata &egrave; intorno all&rsquo;1% [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/celiachia-psicologia_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph"><strong>La celiachia &egrave; una malattia autoimmune</strong> cronica che interessa l&rsquo;intestino tenue ed &egrave; scatenata dall&rsquo;ingestione di glutine in persone geneticamente predisposte. Secondo la definizione dell&rsquo;Istituto Superiore della Sanit&agrave; (Epicentro, 2023), si tratta di un&rsquo;enteropatia infiammatoria che, se non trattata, pu&ograve; avere conseguenze che vanno ben oltre l&rsquo;apparato digerente.</div>  <div class="paragraph"><span style="color:rgb(21, 30, 36)">&#8203;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">In Italia la prevalenza stimata &egrave; intorno all&rsquo;1% della popolazione. Attualmente si contano circa 265.000 persone con diagnosi, ma si stima che altre 400.000 non sappiano ancora di essere celiache, per un totale di circa 600.000 casi. La diagnosi riguarda <strong>soprattutto le donne</strong> (70% dei casi), con un rapporto di circa 2:1 rispetto agli uomini. La fascia d&rsquo;et&agrave; maggiormente interessata &egrave; quella tra i 18 e i 59 anni, mentre le diagnosi in et&agrave; evolutiva risultano meno frequenti.</span></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Oltre l'intestino: impatto psicologico e sociale</font></h2>  <div class="paragraph">Essendo una patologia cronica, la <strong>celiachia </strong>non influisce solo sulla salute fisica, ma ha un impatto significativo anche sul <strong>benessere psicologico</strong> e sulla qualit&agrave; della vita. Tra i sintomi extra-intestinali pi&ugrave; comuni troviamo:<ul><li>astenia e affaticamento persistente</li><li>cefalea</li><li>dolori ossei</li><li>dermatiti</li><li>infezioni ricorrenti</li><li>infertilit&agrave;</li></ul> Dal punto di vista psicologico, numerosi studi evidenziano un aumento del <strong>rischio di depressione</strong> (circa +1,8 deviazioni standard rispetto alla popolazione generale) e di ansia sociale, spesso legata all&rsquo;imbarazzo per i sintomi intestinali o alle difficolt&agrave; nella gestione dei pasti fuori casa.<br />Anche la famiglia pu&ograve; risentirne profondamente: i familiari possono sperimentare sentimenti di colpa, frustrazione e preoccupazione, soprattutto nelle fasi immediatamente successive alla diagnosi.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Celiachia e funzioni cognitive: cosa dice la ricerca?</font></h2>  <div class="paragraph">Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha messo in luce una possibile <strong>associazione tra celiachia e difficolt&agrave; cognitive</strong>, in particolare per quanto riguarda memoria e attenzione.<br />Queste difficolt&agrave; sembrano emergere soprattutto nei soggetti diagnosticati recentemente in et&agrave; evolutiva con una aderenza non ottimale alla dieta priva di glutine.<br />In questi casi possono comparire <strong>problemi attentivi e mnemonici</strong> anche significativi. La buona notizia &egrave; che tali difficolt&agrave; possono ridursi parzialmente grazie a:<br /><ul><li>una dieta rigorosamente gluten-free</li><li>un training cognitivo mirato, pensato sulle specifiche esigenze della persona.</li></ul></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><strong><font size="5">L&rsquo;importanza dell&rsquo;et&agrave; alla diagnosi</font></strong><br /></h2>  <div class="paragraph">L&rsquo;aderenza alla dieta senza glutine &egrave; fondamentale, ma non sempre facile. Molto dipende dal momento del ciclo di vita in cui arriva la diagnosi.<br />Durante l&rsquo;infanzia, la dieta viene generalmente integrata pi&ugrave; facilmente nella routine quotidiana.<br />In <strong>et&agrave; scolare </strong>e <strong>adolescenziale</strong>, invece, le <strong>difficolt&agrave; aumentano</strong>: il ragazzo pu&ograve; vivere sentimenti di esclusione, rifiuto o negazione della malattia, con possibili ripercussioni emotive, comportamentali, sull&rsquo;autostima e sul senso di identit&agrave;.<br /></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Il ruolo della famiglia e del supporto psicologico</font></h2>  <div class="paragraph">A livello familiare &egrave; fondamentale responsabilizzare gradualmente il bambino o l&rsquo;adolescente celiaco, evitando un&rsquo;eccessiva dipendenza dai caregiver. <strong>Favorire l&rsquo;autonomia</strong> nella gestione della dieta, utilizzare rinforzi positivi e prestare attenzione alla sfera emotiva sono passaggi chiave.<br />In molti casi, un <strong>supporto psicologico</strong> e un <strong>percorso individualizzato</strong> di potenziamento delle abilit&agrave; cognitive possono rappresentare un valido aiuto per affrontare al meglio il periodo successivo alla diagnosi e promuovere un benessere globale, non solo fisico<br /></div>  <div><div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div> <hr class="styled-hr" style="width:100%;"></hr> <div style="height: 20px; overflow: hidden; width: 100%;"></div></div>  <div class="paragraph"><strong>Bibliografia</strong></div>  <div class="paragraph"><ul><li>Prevenzione e intervento psicologico nelle malattie croniche (corso FAD)</li><li>Hu, W. T., Murray, J. A., Greenaway, M. C., Parisi, J. E., &amp; Josephs, K. A. (2006). Cognitive impairment and celiac disease.&nbsp;<em>Archives of neurology</em>,&nbsp;<em>63</em>(10), 1440-1446.</li><li>Yelland, G. W. (2017). Gluten&#8208;induced cognitive impairment (&ldquo;brain fog&rdquo;) in coeliac disease.&nbsp;<em>Journal of gastroenterology and hepatology</em>,&nbsp;<em>32</em>, 90-93.</li><li>Abenavoli, L. (2010). Brain hypoperfusion and neurological symptoms in celiac disease.&nbsp;<em>Movement Disorders</em>,&nbsp;<em>25</em>(6), 799-800.</li><li>Hadi, K., Najimi, N., Luyat, M., Chigr, F., &amp; Alaoui, A. M. (2025). Neuropsychology and celiac disease: Analysis of neuro-cognitive impacts in children.&nbsp;<em>Neuroscience</em>,&nbsp;<em>580</em>, 26-27.</li></ul></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Quando rivolgersi ad un neuropsicomotricista (TNPEE)?]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/quando-rivolgersi-ad-un-neuropsicomotricista-tnpee]]></link><comments><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/quando-rivolgersi-ad-un-neuropsicomotricista-tnpee#comments]]></comments><pubDate>Wed, 19 Nov 2025 08:08:22 GMT</pubDate><category><![CDATA[Neuropsicomotricit&agrave;]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.paroliamo.studio/blog/quando-rivolgersi-ad-un-neuropsicomotricista-tnpee</guid><description><![CDATA[       Il terapista della neuro e psicomotricit&agrave; dell&rsquo;et&agrave; evolutiva (abbreviato TNPEE o neuropsicomotricista) &egrave; l&rsquo;unico professionista sanitario specializzato esclusivamente per l&rsquo;et&agrave; pediatrica (0-18 anni), la cui definizione tecnica e qualifica professionale &egrave; definita dal Decreto Ministeriale Sanit&agrave; del 17 Gennaio 1997, N. 56.  Cosa fa un neuropsicomotricista (TNPEE)?  Un neuropsicomotricista lavora sia in ambito educativo-preventivo [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/neuropsicomotricista-tnpee-analisi_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">Il<strong> terapista della neuro e psicomotricit&agrave; dell&rsquo;et&agrave; evolutiva </strong>(abbreviato <strong>TNPEE </strong>o <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/blog/neuropsicomotricista-e-psicomotricista-chi-sono-e-che-cosa-fanno">neuropsicomotricista</a></strong>) &egrave; l&rsquo;unico professionista sanitario specializzato esclusivamente per l&rsquo;et&agrave; pediatrica (0-18 anni), la cui definizione tecnica e qualifica professionale &egrave; definita dal <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1997/03/14/097G0084/sg" target="_blank">Decreto Ministeriale Sanit&agrave; del 17 Gennaio 1997, N. 56</a>.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Cosa fa un neuropsicomotricista (TNPEE)?</font></h2>  <div class="paragraph"><span style="color:rgb(21, 30, 36)">Un neuropsicomotricista lavora sia in ambito educativo-preventivo che abilitativo-riabilitativo in strutture pubbliche e private.<br />In&nbsp;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">ambito educativo-preventivo si rivolge a qualsiasi <strong>bambino</strong>, anche in assenza di difficolt&agrave;, al fine di&nbsp;</span>promuovere uno <strong>sviluppo </strong>armonico che va a coinvolgere tutte le aree:<ul><li style="color:rgb(21, 30, 36)">affettivo-relazionale,</li><li><span style="color:rgb(21, 30, 36)">motoria,</span></li><li><span style="color:rgb(21, 30, 36)">comunicativa,</span></li><li><span style="color:rgb(21, 30, 36)">cognitiva.</span></li></ul> <span style="color:rgb(21, 30, 36)">In ambito riabilitativo si occupa dell&rsquo;abilitazione e riabilitazione dei <strong>disturbi dello&nbsp;</strong></span><span style="color:rgb(21, 30, 36)"><strong>sviluppo</strong> (ritardi psicomotori e cognitivi, disturbi dell&rsquo;attenzione, aggressivit&agrave;, inibizione, iperattivit&agrave;), del&nbsp;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">disturbo dello spettro autistico, dei disturbi della regolazione emotivo-comportamentale, di difficolt&agrave;&nbsp;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">motorie (<a href="https://www.paroliamo.studio/blog/cose-la-disprassia-e-come-si-puo-intervenire" target="_blank">disprassia</a>, impaccio motorio, mal destrezza), di disturbi sensoriali, di patologie neuromotorie&nbsp;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">(paralisi cerebrali infantili, distrofie, miopatie, ecc.), di sindromi genetiche, di difficolt&agrave; nella consapevolezza&nbsp;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">e rappresentazione dello schema corporeo e dell&rsquo;organizzazione spazio-temporale, di <a href="https://www.paroliamo.studio/blog/cose-la-disgrafia-ce-lo-scrive-la-nostra-tnpee">disgrafia </a>(un disturbo&nbsp;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">specifico dell&rsquo;apprendimento) e di difficolt&agrave; grafiche e grafo-motorie.</span><br /><span style="color:rgb(21, 30, 36)">Inoltre il TNPEE collabora con altri medici e professionisti sanitari (neuropsichiatra infantile, <a href="https://www.paroliamo.studio/servizi-psicologia.html">psicologa</a>,&nbsp;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">pediatra, <a href="https://www.paroliamo.studio/servizi-logopedia.html">logopedista</a>, ecc.) in equipe multidisciplinare per definire il profilo di sviluppo e il percorso&nbsp;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">terapeutico adatto ad ogni bambino; fornisce supporto indiritto alla famiglia condividendo costantemente il&nbsp;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">progetto riabilitativo e fornendo indicazioni da applicare nella vita quotidiana; collabora con la scuola in&nbsp;</span><span style="color:rgb(21, 30, 36)">favore dell&rsquo;integrazione scolastica.</span></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Quando rivolgersi ad un neuropsicomotricista?</font></h2>  <div class="paragraph">Una famiglia dunque<strong> quando dovrebbe rivolgersi ad uno neuropsicomotricista</strong> per una valutazione per il proprio figlio e per avviare in seguito un percorso?<br />Come spiegato sopra gli ambiti di intervento del TNPEE sono veramente tanti, proviamo quindi ad analizzare le difficolt&agrave; nelle varie aree che potrebbero accendere qualche campanello d&rsquo;allarme e richiedere una consulenza per un approfondimento.<br /><strong>Area affettivo relazionale, problemi di comportamento e di regolazione emotiva</strong>:<br /><ul><li>difficolt&agrave; in contesti sociali o di fronte alle nuove situazioni;</li><li>difficolt&agrave; nel mantenere il contatto oculare;</li><li>inibizione e difficolt&agrave; di interazione sociale con i pari (sia comunicative che di gioco) con tendenza all&rsquo;isolamento;</li><li>difficolt&agrave; nell&rsquo;espressione e comunicazione delle proprie emozioni, o viceversa manifestazione esagerata delle stesse con scoppi d&rsquo;ira immotivati e fatica nella gestione della frustrazione;</li><li>scarsa tolleranza e rispetto delle regole;</li><li>rigidit&agrave;, scarsa tolleranza alle variazioni;</li><li>iperattivit&agrave; e difficolt&agrave; di inibizione degli impulsi;</li><li>anomalie nel gioco quali tendenza alla ripetitivit&agrave;, all&rsquo;ordine maniacale degli oggetti (tutti in fila, uno sopra all&rsquo;altro, ecc.), scarsa evoluzione sul piano simbolico, senza il coinvolgimento degli altri, ecc.</li></ul><strong>Area motoria:</strong><br /><ul><li>ritardo nell&rsquo;acquisizione delle tappe motorie (controllo del capo, rotolamento, posizione seduta, cammino, salto, ecc.);</li><li>osservazione di ipotono (riduzione del tono muscolare) o ipertono (eccessivo tono muscolare);</li><li>cammino sulle punte;</li><li>difficolt&agrave; di equilibrio;</li><li>impaccio motorio e mal destrezza;</li><li>difficolt&agrave; nelle prassie e autonomie quotidiane (vestirsi/svestirsi, mettere le scarpe, utilizzare le posate, aprire una porta, ecc.);</li><li>difficolt&agrave; nella motricit&agrave; fine (utilizzare entrambe le mani contemporaneamente, utilizzare materiali di precisione quali forbici e matite, infilare perline, ecc.);</li><li>difficolt&agrave; nel riconoscimento dello schema corporeo e problemi di lateralizzazione.</li></ul><strong>Area comunicativa:</strong><br /><ul><li>assenza dei gesti comunicativi come indicare e salutare;</li><li>nessuna risposta al nome o a stimoli sonori di richiamo;</li><li>chiusura relazionale oppure aggressivit&agrave; con i pari di fronte a difficolt&agrave; linguistiche (ritardi o disturbi del linguaggio) che impediscono al bambino una comunicazione efficace.</li></ul><strong>Area cognitiva e degli apprendimenti:</strong><br /><ul><li>difficolt&agrave; nelle funzioni esecutive (attenzione, memoria, inibizione, pianificazione, problem solving, ecc.);</li><li>difficolt&agrave; grafiche e grafo-motorie (errata prensione dello strumento grafico, incapacit&agrave; di gestione dello spazio grafico, difficolt&agrave; nella copia, ecc.);</li><li>scrittura illeggibile (possibile disgrafia) o anomala (grandezza eccessiva o minuscola, lettere atipiche, ecc.);</li><li>difficolt&agrave; visuo-percettive (distinguere dimensioni, forme e colori, distinguere la posizione di un oggetto nello spazio, ecc.);</li><li>difficolt&agrave; nell&rsquo;organizzazione spazio-temporale;</li><li>difficolt&agrave; di conteggio, di riconoscimento dei numeri e nella abilit&agrave; logico-matematiche di base.</li></ul></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/neuropsicomotricista-studio-valutazione_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Non sottovalutare i segnali, agisci tempestivamente!</font></h2>  <div class="paragraph">Come si pu&ograve; capire &egrave; importante <strong>non sottovalutare alcuni segnali</strong> o pensare che con il tempo si risolveranno spontaneamente, ma agire tempestivamente per cogliere sul nascere alcune difficolt&agrave; che potrebbero influire sul benessere e lo sviluppo globale del bambino. L&rsquo;attivazione di un<strong> intervento di neuro e psicomotricit&agrave; </strong>pu&ograve; contribuire a migliorare la qualit&agrave; di vita del soggetto e della famiglia, favorendo il loro benessere emotivo, sociale e motorio.<br /></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La balbuzie: come comprendere il disturbo per migliorare la comunicazione]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/la-balbuzie-come-comprendere-il-disturbo-per-migliorare-la-comunicazione]]></link><comments><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/la-balbuzie-come-comprendere-il-disturbo-per-migliorare-la-comunicazione#comments]]></comments><pubDate>Fri, 24 Oct 2025 07:14:10 GMT</pubDate><category><![CDATA[Logopedia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.paroliamo.studio/blog/la-balbuzie-come-comprendere-il-disturbo-per-migliorare-la-comunicazione</guid><description><![CDATA[       La balbuzie, o anche Disturbo della fluenza ad esordio infantile (DSM-5-TR), &egrave; un disturbo della comunicazione verbale caratterizzato da alterazioni del ritmo della parola, dette&nbsp;disfluenze.Attenzione per&ograve; perch&eacute; le disfluenze, ossia prolungamenti o ripetizioni del linguaggio orale, non sono sempre indici di balbuzie. Capita spesso che il bambino di et&agrave; inferiore ai 4 anni, che sta sviluppando il suo linguaggio, possa presentare nel suo discorso esitazioni [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/baluzie-infantile-logopedia_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">La <strong>balbuzie</strong>, o anche <strong>Disturbo della fluenza ad esordio infantile</strong> (<strong>DSM-5-TR</strong>), &egrave; un disturbo della <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/blog/tre-consigli-per-sviluppare-efficacemente-il-linguaggio-verbale">comunicazione verbale</a></strong> caratterizzato da alterazioni del ritmo della parola, dette&nbsp;<strong>disfluenze</strong>.<br />Attenzione per&ograve; perch&eacute; le disfluenze, ossia prolungamenti o ripetizioni del linguaggio orale, non sono sempre indici di balbuzie. Capita spesso che il bambino di et&agrave; inferiore ai 4 anni, che sta sviluppando il suo linguaggio, possa presentare nel suo discorso esitazioni, prolungamenti di sillabe o di suoni, ripetizione di parole intere. Circa il 10% dei bambini di quest&rsquo;et&agrave; pu&ograve; presentare tali sintomi, che poi si risolvono spontaneamente nell&rsquo;arco dei mesi successivi imparando a pianificare la produzione verbale orale.<br />La distinzione netta tra le disfluenze del balbuziente dalle normali disfluenze del non balbuziente sta in un insieme di caratteristiche legate alla frequenza, alla collocazione e alla durata della disfluenza. Ad esempio, le ripetizioni e i prolungamenti di parti di parola sono molto pi&ugrave; frequenti delle pause e delle revisioni di frase nel balbuziente. Inoltre il bambino con balbuzie balbetta pi&ugrave; spesso all'inizio della frase e la durata di ripetizioni e prolungamenti &egrave; superiore alle due volte per ciascuna unit&agrave; (es. "<em>pa-pa-pa-parola</em>" invece di "<em>pa-parola</em>").<br />La&nbsp;<strong>balbuzie</strong>&nbsp;&egrave; quindi un disturbo della fluenza del linguaggio che si manifesta con interruzioni involontarie del ritmo del parlato come&nbsp;<strong>ripetizioni</strong>,&nbsp;<strong>prolungamenti</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>blocchi</strong>&nbsp;dei suoni. Nonostante possa avere un impatto importante sulla vita quotidiana e sulle relazioni sociali, oggi sappiamo molto di pi&ugrave; su come gestirla e affrontarla efficacemente.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Cos'&egrave; le balbuzie?</font></h2>  <div class="paragraph">La balbuzie &egrave; un&nbsp;<strong>disturbo complesso</strong>&nbsp;che coinvolge aspetti<strong> linguistici, motori, emotivi e sociali</strong>. Si manifesta inizialmente in genere tra i 2 e i 6 anni, durante lo sviluppo del linguaggio e pu&ograve; avere un&rsquo;evoluzione diversa da persona a persona. La frequenza della balbuzie varia dal 5% all&rsquo;8%, con una maggiore probabilit&agrave; nei maschi rispetto alle femmine, che varia a seconda dell&rsquo;et&agrave;.<br /></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Principali tipologie di balbuzie</font></h2>  <div class="paragraph"><ol><li><strong>Balbuzie tonica</strong><br />&Egrave; caratterizzata da&nbsp;<strong>blocchi</strong>&nbsp;improvvisi all&rsquo;inizio o nel corso di una parola. La persona &ldquo;si blocca&rdquo; e non riesce a far uscire il suono, nonostante lo sforzo.</li><li><strong>Balbuzie clonica</strong><br />Si manifesta con&nbsp;<strong>ripetizioni rapide e involontarie</strong>&nbsp;di suoni, sillabe o parole (es. &ldquo;ma-ma-ma-mamma&rdquo;). &Egrave; la forma pi&ugrave; comune e spesso la pi&ugrave; evidente.</li><li><strong>Balbuzie mista</strong><br />Combina elementi della forma tonica e clonica, con blocchi e ripetizioni alternati.</li><li><strong>Balbuzie situazionale o psicogena</strong><br />Non ha origine motoria, ma compare in particolari situazioni emotive o sociali (ansia, stress, paura del giudizio). Pu&ograve; comparire anche in et&agrave; adulta.</li></ol></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Quali sono le cause della balbuzie?</font></h2>  <div class="paragraph">Le cause della balbuzie sono&nbsp;<strong>multifattoriali</strong>. Tra i principali fattori riconosciuti:<br /><ul><li><strong>Genetici</strong>: la predisposizione familiare &egrave; frequente;</li><li><strong>Neurofisiologici</strong>: differenze nell&rsquo;attivit&agrave; cerebrale legata alla produzione del linguaggio;</li><li><strong>Linguistici e ambientali</strong>: velocit&agrave; di linguaggio, stimolazione precoce, reazioni dei genitori;</li><li><strong>Emotivi e psicologici</strong>: ansia e insicurezza possono amplificare il disturbo, ma non ne sono la causa primaria.</li></ul></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Come fare la diagnosi di balbuzie?</font></h2>  <div class="paragraph">Essendo un disturbo che coinvolge diversi aspetti della persona &ndash; dalla sfera linguistica, a quella motoria, a quella emotivo-relazionale &ndash;<strong> la diagnosi verr&agrave; fatta da diversi specialisti </strong>ognuno secondo la propria competenza: <strong>neuropsichiatra </strong>infantile, <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/servizi-logopedia.html">logopedista</a></strong>, <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/servizi-psicologia.html">psicologo</a></strong>.<br />Importante &egrave; individuare e riconoscere precocemente il disturbo, cos&igrave; da agire tempestivamente. &Egrave; consigliata perci&ograve; la consultazione di un centro specializzato per la valutazione e il trattamento dei disturbi della comunicazione verbale per aiutare a inquadrare e affrontare tale difficolt&agrave; che non va sottovalutata, in quanto pu&ograve; condizionare fortemente la vita quotidiana e il funzionamento scolastico del bambino.<br />Chi <strong>balbetta </strong>spesso prova&nbsp;<strong>frustrazione</strong>, <strong>vergogna </strong>o <strong>paura del giudizio</strong>. Questo pu&ograve; portare a evitare di parlare con altre persone (coetanei o adulti), in contesti sociali (a scuola, a una festa di compleanno), al telefono. Tuttavia, con il giusto supporto, &egrave; possibile migliorare in modo significativo la qualit&agrave; della comunicazione e delle relazioni interpersonali.&nbsp;<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/baluzie-infantile-logopedia-genitori_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Consigli pratici per genitori di figli con balbuzie</font></h2>  <div class="paragraph"><ul><li><strong>Ascoltare</strong>, senza completare le parole o interrompere;</li><li><strong>Non anticipare il suo pensiero</strong>, lasciare esprimere tutto ci&ograve; che vuole dire;</li><li><strong>Mantenere il contatto visivo</strong>&nbsp;mostrando interesse, non imbarazzo;</li><li><strong>Dare tempo e spazio</strong>, rispettando il turno comunicativo;</li><li><strong>Ridurre il numero di domande, </strong>preferire commenti rispetto a ci&ograve; che &egrave; stato detto in modo da favorire la produzione orale del bambino stesso;</li><li><strong>Evitare di dire &ldquo;rilassati&rdquo;, &ldquo;parla piano&rdquo;, &ldquo;prendi un respiro&rdquo;</strong>, perch&eacute; pu&ograve; aumentare la tensione;</li><li><strong>Favorire un ambiente accogliente</strong>, dove la persona si senta ascoltata.</li></ul></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Comprendere e affrontare i traumi con l'EMDR]]></title><link><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/comprendere-e-affrontare-i-traumi-con-lemdr]]></link><comments><![CDATA[https://www.paroliamo.studio/blog/comprendere-e-affrontare-i-traumi-con-lemdr#comments]]></comments><pubDate>Sun, 28 Sep 2025 13:05:39 GMT</pubDate><category><![CDATA[Psicologia]]></category><guid isPermaLink="false">https://www.paroliamo.studio/blog/comprendere-e-affrontare-i-traumi-con-lemdr</guid><description><![CDATA[       Viviamo in un&rsquo;epoca in cui il benessere psicologico &egrave; sempre pi&ugrave; riconosciuto come parte integrante della salute generale. Tuttavia, eventi dolorosi o traumatici come ad esempio un lutto, un incidente, un&rsquo;esperienza medica difficile o situazioni di stress prolungato, possono lasciare un segno profondo. In alcuni casi, quei ricordi rimangono &ldquo;bloccati&rdquo; nella memoria, continuando a influenzare il presente anche a distanza di anni.&nbsp;Proprio per rispo [...] ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/emdr-eye-movement-psicologia_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <div class="paragraph">Viviamo in un&rsquo;epoca in cui il <strong>benessere psicologico</strong> &egrave; sempre pi&ugrave; riconosciuto come parte integrante della salute generale. Tuttavia, eventi dolorosi o traumatici come ad esempio un lutto, un incidente, un&rsquo;esperienza medica difficile o situazioni di stress prolungato, possono lasciare un segno profondo. In alcuni casi, quei ricordi rimangono &ldquo;bloccati&rdquo; nella memoria, continuando a influenzare il presente anche a distanza di anni.&nbsp;<br />Proprio per rispondere a questa necessit&agrave;, negli ultimi decenni si &egrave; affermata una tecnica innovativa di <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/blog/il-sostegno-psicologico-un-percorso-di-crescita-personale">sostegno psicologico</a></strong> e validata scientificamente: l&rsquo;<strong>EMDR</strong> (<strong>Eye Movement Desensitization and Reprocessing</strong>), in italiano &ldquo;<em>Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari</em>&rdquo;.&nbsp;</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Cos'&egrave; l'EMDR?</font></h2>  <div class="paragraph">L'<strong>EMDR</strong> (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) &egrave; una <strong>psicoterapia focalizzata sul trauma</strong> che utilizza la <strong>stimolazione bilaterale ritmica</strong> (come movimenti oculari, <em>tapping</em> o suoni alternati) per aiutare il cervello a rielaborare e "digerire" i ricordi disturbanti legati a traumi o stress. Questo processo <strong>desensibilizza il ricordo</strong>, riducendone il potere emotivo, e lo integra in modo pi&ugrave; adattivo, alleviando il disagio psicologico. &Egrave; un trattamento <strong>riconosciuto dall'OMS</strong> per il disturbo da stress post-traumatico (<strong>PTSD</strong>) e si &egrave; dimostrato efficace anche per altri problemi d'ansia e depressione.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Le origini dell'EMDR</font></h2>  <div class="paragraph">L&rsquo;EMDR &egrave; stato sviluppato alla fine degli anni &rsquo;80 dalla psicologa americana <strong>Francine Shapiro</strong>, che osserv&ograve; come particolari movimenti oculari potessero ridurre l&rsquo;intensit&agrave; delle emozioni legate a ricordi disturbanti. Da quell&rsquo;intuizione nacque un metodo che oggi &egrave; praticato in tutto il mondo, applicato in contesti clinici, ospedalieri e umanitari.<br />Nel tempo, la ricerca ha confermato che l&rsquo;EMDR agisce stimolando i naturali processi di <strong>elaborazione del cervello</strong>. Un evento traumatico, infatti, pu&ograve; rimanere immagazzinato nella memoria in maniera disfunzionale: non solo il ricordo dell&rsquo;accaduto, ma anche le emozioni, le immagini e le sensazioni fisiche collegate possono riattivarsi come se l&rsquo;esperienza fosse ancora in corso.<br /></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Come funziona l'EMDR?</font></h2>  <div class="paragraph">Durante una seduta di EMDR, il terapeuta aiuta il paziente a <strong>concentrarsi sul ricordo disturbante</strong>, mentre applica una <strong>stimolazione bilaterale</strong>, di solito con movimenti oculari guidati, ma anche con suoni alternati o tocchi sulle mani. Questo meccanismo facilita la rielaborazione dei ricordi, che vengono integrati in modo pi&ugrave; funzionale.<br />Il processo non cancella ci&ograve; che &egrave; accaduto, ma consente di ricordare senza esserne sopraffatti: il ricordo rimane nella memoria, ma perde la sua carica emotiva invalidante.<br />Molti pazienti riportano <strong>un senso di alleggerimento</strong> e una nuova prospettiva, come se l&rsquo;esperienza fosse finalmente collocata nel passato e non pi&ugrave; presente nella vita quotidiana.<br /></div>  <div><div class="wsite-image wsite-image-border-none " style="padding-top:10px;padding-bottom:10px;margin-left:0;margin-right:0;text-align:center"> <a> <img src="https://www.paroliamo.studio/uploads/1/3/5/9/135921502/seduta-emdr-terapeuta-ricordi_orig.jpg" alt="Foto" style="width:auto;max-width:100%" /> </a> <div style="display:block;font-size:90%"></div> </div></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Ambiti di applicazione dell'EMDR</font></h2>  <div class="paragraph">Inizialmente l&rsquo;EMDR &egrave; stato utilizzato per il <strong>Disturbo Post-Traumatico da Stress</strong> (<strong>PTSD</strong>), in particolare nei reduci di guerra e nelle vittime di incidenti o violenze. Oggi, grazie a decenni di ricerche, il campo di applicazione si &egrave; ampliato notevolmente.<br />L&rsquo;EMDR viene utilizzato con efficacia per:<ul><li><strong>traumi singoli</strong>: incidenti, lutti, catastrofi naturali, diagnosi mediche gravi;</li><li><strong>traumi complessi</strong>: abusi, trascuratezza, violenza domestica o eventi ripetuti nel tempo;</li><li>disturbi d&rsquo;<strong>ansia</strong>, attacchi di panico e fobie;</li><li><strong>depressione </strong>e disturbi dell&rsquo;umore;</li><li>disturbi alimentari;</li><li><strong>dolore cronico </strong>e sintomi psicosomatici;</li><li><strong>difficolt&agrave; relazionali o lavorative</strong> legate a esperienze negative del passato.</li></ul> Secondo le linee guida internazionali e l&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave;, l&rsquo;EMDR &egrave; uno dei trattamenti raccomandati per il trauma psicologico, accanto ad altri approcci psicoterapeutici consolidati.</div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Evidenze scientifiche e diffusione dell'EMDR</font></h2>  <div class="paragraph">Negli ultimi vent&rsquo;anni l&rsquo;EMDR &egrave; stato oggetto di centinaia di studi clinici, pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali. La letteratura concorda nel sottolineare la sua efficacia e la rapidit&agrave; dei risultati in confronto a molte altre terapie tradizionali.<br />In Italia, l&rsquo;associazione <strong><a href="https://emdr.it/" target="_blank">EMDR Italia</a></strong> rappresenta il punto di riferimento nazionale per la formazione, l&rsquo;aggiornamento e la supervisione dei terapeuti. Solo i professionisti che hanno completato il percorso ufficiale, come la <strong><a href="https://www.paroliamo.studio/contatti-psicologo-monselice.html">Dott.ssa Laura Gallana</a></strong>, possono applicare la tecnica in modo corretto e in linea con gli standard internazionali.<br /></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">EMDR nello studio Paroliamo di Monselice</font></h2>  <div class="paragraph">L&rsquo;introduzione dell&rsquo;EMDR nel nostro studio nasce dalla volont&agrave; di offrire ai pazienti uno strumento terapeutico all&rsquo;avanguardia, riconosciuto a livello mondiale e, soprattutto, <strong>centrato sulla persona</strong>.<br />Ogni percorso viene calibrato in base alla storia e ai bisogni di chi si rivolge a noi: l&rsquo;EMDR non &egrave; un metodo standardizzato da applicare indistintamente, ma una tecnica che si inserisce in una relazione terapeutica attenta e rispettosa.&nbsp;<br />La possibilit&agrave; di elaborare i ricordi traumatici e ridurre il loro impatto emotivo permette alle persone di recuperare benessere, di guardare avanti con maggiore serenit&agrave; e di sentirsi pi&ugrave; libere dal peso del passato.<br /></div>  <h2 class="wsite-content-title" style="text-align:left;"><font size="5">Un passo in pi&ugrave; verso la cura</font></h2>  <div class="paragraph">Ogni <strong>percorso di EMDR</strong> viene costruito a partire dalla storia personale e dalle esigenze specifiche della persona. Non si tratta di un protocollo rigido o uguale per tutti: ogni ricordo traumatico ha una sua complessit&agrave; e un suo modo di riemergere, che va compreso e rispettato all&rsquo;interno della relazione terapeutica.<br />L&rsquo;obiettivo non &egrave; &ldquo;<em>cancellare</em>&rdquo; ci&ograve; che &egrave; accaduto, ma favorire un&rsquo;elaborazione che permetta di integrare l&rsquo;esperienza nel proprio vissuto senza che essa continui a generare sofferenza. Quando questo avviene, la memoria dell&rsquo;evento rimane, ma perde quella carica emotiva che la rendeva dolorosa o destabilizzante. In questo modo la persona pu&ograve; riconoscere il trauma come parte della propria storia, ma senza che esso condizioni pi&ugrave; il presente o limiti le possibilit&agrave; future.<br /><span></span></div>]]></content:encoded></item></channel></rss>