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“Il mio bambino ha due anni e dice pochissime parole. Devo preoccuparmi?” Questa è una delle domande che accogliamo più di frequente allo Studio Paroliamo. È naturale, come genitori, confrontare i progressi del proprio figlio con quelli dei coetanei e provare un senso di apprensione se le tappe sembrano non allinearsi. Se stai vivendo questa situazione, fai un respiro profondo: non sei solo ad affrontare queste fatiche e ogni dubbio è legittimo. In questo articolo, esploreremo insieme quali sono i segnali da osservare per capire se ci troviamo di fronte a un ritardo del linguaggio e quando può essere utile il supporto di un professionista. Ogni bambino ha i propri tempi (ma l'osservazione è preziosa) È verissimo che ogni bambino è unico e segue un percorso di sviluppo personale. Tuttavia, lo sviluppo comunicativo e linguistico attraversa delle tappe fondamentali che fungono da preziosi punti di riferimento. Non si tratta di etichettare un bambino o di cercare a tutti i costi un problema, ma piuttosto di osservare con attenzione le sue modalità di interazione. Riconoscere precocemente una fatica comunicativa ci permette di intervenire in modo dolce, fornendo al bambino e alla famiglia le strategie migliori per supportare il suo potenziale. I campanelli d'attenzione: cosa osservare per fasce d'età Più che concentrarci esclusivamente sul numero di parole pronunciate, è fondamentale guardare alla comunicazione nel suo insieme: il bambino usa lo sguardo? Comprende quello che gli viene detto? Ecco alcuni segnali che meritano un approfondimento, suddivisi per età: Verso i 12 mesi
Tra i 18 e i 24 mesi
Dai 24 ai 30 mesi
L'importanza dell'ambiente e dell'alleanza terapeutica Se noti uno o più di questi segnali, il consiglio non è mai quello di farsi prendere dall'ansia, ma nemmeno di adottare un approccio eccessivamente passivo del "vediamo come va, prima o poi parlerà". L'attesa fiduciosa è utile solo se accompagnata da una stimolazione adeguata. Spesso, basta davvero poco: modificare il modo in cui ci si rivolge al bambino, abbassarsi al suo livello visivo, rallentare il ritmo della voce e trasformare i momenti di routine in occasioni di scambio comunicativo. Quando queste piccole attenzioni quotidiane non sembrano sufficienti, entra in gioco l'équipe multidisciplinare. Lavorare insieme, logopedista, neuropsicomotricista, psicologo e, soprattutto, i genitori, permette di creare una vera e propria alleanza. Quando fare una valutazione logopedica? Se hai dei dubbi sullo sviluppo del tuo bambino, richiedere una valutazione non significa "medicalizzare" la situazione. Al contrario, significa ritagliarsi uno spazio di ascolto qualificato.
Durante una valutazione, il professionista non si limiterà a testare il bambino, ma giocherà con lui, lo osserverà nel suo ambiente naturale (il gioco) e ascolterà la tua storia di genitore. Se necessario, verrà proposto un percorso personalizzato che ha come primo obiettivo il benessere del bambino e la serenità della famiglia, per accompagnare entrambi verso nuove conquiste. Una consulenza dedicata al nostro Servizio di Logopedia può aiutarti a fare chiarezza e a comprendere meglio lo sviluppo comunicativo del tuo bambino. Contattaci per parlarne insieme: siamo qui per ascoltarti.
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Le tappe dello sviluppo infantile: un ciclo di incontri gratuiti per neo genitori a Monselice18/5/2026 Crescere un figlio nei primi tre anni di vita è un'avventura straordinaria, ricca di emozioni ma anche di naturali interrogativi. Per offrire una bussola sicura e risposte concrete alle mamme e ai papà, nasce il progetto "Edu.Co 0-3 – Life Skills per neo genitori". All'interno di questa cornice istituzionale, le professioniste dello Studio Paroliamo di Monselice condurranno un ciclo di consulenze di gruppo intitolato "Insieme per saperne di più sulle tappe di sviluppo dei bambini". Si tratta di un'iniziativa preziosa e totalmente gratuita, volta a promuovere il benessere familiare e a potenziare le competenze genitoriali nella cura quotidiana dei più piccoli. Cos'è il Progetto Edu.Co 0-3: una comunità educante per il supporto alla genitorialità e la parità di genere Il progetto “Edu.Co 0-3, life skills per neo genitori” nasce come un intervento strutturato di supporto alla genitorialità nella cura di bambini e bambine nei primi tre anni di vita, inserito nella cornice della DGRV 115/2024 “1000 giorni di noi”. Finanziata all’interno del Programma Operativo FSE+ 2021-2027 (DGR. 588/25 "50&50 – Donne e uomini verso un futuro alla pari"), l'iniziativa vede come capofila Irecoop Veneto, con Fondazione IREA ETS in qualità di partner operativo. Il nome stesso del progetto unisce le iniziali di EDU.cazione/EDU.cante e CO.munità/CO.ntesto, con l'obiettivo di valorizzare la rete territoriale e accompagnare mamme e papà nella consapevolezza che "genitori si diventa". Questo percorso intende dare continuità e solidità ai risultati già ottenuti con la precedente iniziativa P.A.R.I., che ha coinvolto oltre 20.000 persone. Oggi più che mai, l'intervento si rivela necessario: i dati del 2024 mostrano infatti che in Veneto il tasso di occupazione femminile (62,3%) è ancora distante da quello maschile (78%), con un divario retributivo che supera spesso i venti punti percentuali. Contrastare questa disparità e sostenere la conciliazione famiglia-lavoro non è solo una risposta ai bisogni individuali, ma un investimento per l'intera società. Gli obiettivi di Edu.Co nei primi 1000 giorni di vita dei bambini Attivo da settembre 2024 a settembre 2026 nei 43 Comuni dei mandamenti di Este, Montagnana, Monselice e Conselve, il progetto si rivolge a famiglie, pediatri, educatori e psicologi per valorizzare i primi 1000 giorni di vita, che vanno dal concepimento al terzo compleanno. Questo periodo rappresenta una finestra di opportunità unica per garantire uno sviluppo cognitivo, fisico ed emotivo ottimale. Lo sviluppo motorio, cognitivo e relazionale nei primi tre anni Dal punto di vista della neuropsicomotricità e della psicologia dello sviluppo, i primi 36 mesi di vita sono caratterizzati da una straordinaria plasticità cerebrale. Durante gli incontri guidati dalle specialiste, verranno analizzate nel dettaglio le modalità con cui il bambino impara a conoscere lo spazio e il proprio corpo: dal controllo del capo alla posizione seduta, fino al gattonamento e ai primi passi. Ciascuna di queste tappe motorie non è un semplice traguardo fisico, ma si lega strettamente allo sviluppo cognitivo e psicologico. Comprendere l'evoluzione del gioco, l'emergere della curiosità e i meccanismi di autoregolazione emotiva permette ai genitori di creare un ambiente domestico stimolante e protetto, imparando a rispettare i tempi biologici e affettivi specifici di ogni singolo bambino. L'evoluzione del linguaggio e della comunicazione: l'approccio logopedico Un focus centrale delle consulenze di gruppo sarà dedicato alla comunicazione e alla nascita del linguaggio, ambiti in cui le figure della logopedista e della psicologa collaborano sinergicamente. Verrà esplorato il viaggio comunicativo nello sviluppo linguistico, che va dai primi sguardi e sorrisi sociali alla lallazione, fino alla comparsa delle prime parole e alla strutturazione delle frasi complete. I genitori apprenderanno l'importanza delle routine quotidiane e della lettura condivisa come facilitatori linguistici naturali. L'obiettivo è fornire strumenti pratici per decodificare correttamente i segnali verbali e non verbali del neonato, aiutando le famiglie a riconoscere i passaggi chiave della crescita e a favorire un'interazione relazionale ricca, sintonizzata e priva di ansie. Programma degli incontriMercoledì 27/05 - Parliamoci chiaro! Comprendere le tappe dello sviluppo linguistico permette ai genitori di monitorare con consapevolezza la crescita comunicativa del bambino. Partecipare a questo incontro offre strumenti utili per favorire l’interazione precoce e distinguere le naturali variabilità individuali dai segnali che richiedono attenzione, promuovendo un ambiente stimolante e sereno per il linguaggio. A cura della dr.ssa Irene Pavanello Mercoledì 10/06 - La bocca in crescita: viaggio nelle funzioni orali L'incontro approfondisce l'evoluzione delle funzioni orali nel primo triennio, fondamentali per una corretta masticazione, deglutizione e futura articolazione verbale. Conoscere queste tappe consente ai genitori di promuovere uno sviluppo fisiologico armonico, prevenendo abitudini viziate e garantendo il benessere delle strutture oro-facciali del bambino sin dai primi mesi. A cura della dr.ssa Carolina Rossi Mercoledì 17/06 - Mi piaci se ti muovi! L'incontro approfondisce come il gioco rappresenti il principale strumento per promuovere le abilità motorie nel primo triennio. Verranno fornite strategie pratiche per trasformare l'attività ludica in un'opportunità di crescita, favorendo la coordinazione e la sicurezza del bambino attraverso un ambiente stimolante e proposte di gioco mirate. A cura della dr.ssa Luisa Ferrato Info, calendario e modalità di iscrizione agli incontri di Monselice Il ciclo di consulenze di gruppo (gratuito ma a numero chiuso) si terrà presso l'Asilo Nido "Papa Giovanni II" in Via Carrubbio 111a a Monselice (PD).
Gli appuntamenti in calendario sono programmati per i giorni 27 Maggio 2026, 10 Giugno 2026 e 17 Giugno 2026, sempre nella fascia oraria 17.30 - 19.30. L'iniziativa, come parte del progetto per l'Ambito Territoriale Sociale Ven 17 Este gestito da Fondazione IREA ETS, è aperta a tutti i genitori e professionisti del territorio. Per scoprire il programma completo e riservare il proprio posto, è necessario compilare il modulo di iscrizione online scansionando il QR code presente sulla locandina ufficiale o cliccando direttamente sul seguente link: https://forms.gle/rRcsFzFh4GDTSStt7 Il gioco non è solo un passatempo, ma il linguaggio naturale attraverso cui i bambini esplorano il mondo, mettono alla prova le proprie abilità e costruiscono le basi del proprio futuro. Comprendere come supportare attivamente questo processo è fondamentale per chiunque si occupi di infanzia. Proprio per questo, siamo felici di annunciare l'evento "Il gioco per la crescita!", un incontro formativo dedicato a esplorare il legame profondo tra attività ludica e tappe evolutive. L'importanza del gioco nello sviluppo infantile Il gioco ricopre un ruolo centrale nello sviluppo cognitivo, motorio e comunicativo. Attraverso "pillole" pratiche e approfondimenti teorici, analizzeremo come semplici gesti quotidiani possano trasformarsi in potenti strumenti di stimolazione. Durante l'incontro, verranno forniti consigli concreti per trasformare il tempo passato insieme in un'occasione di crescita armoniosa. Alcuni consigli li potete già trovare nei "Giochi di Paroliamo", una sezione del nostro sito interamente dedicata ai giochi per i più piccoli! Un approccio multidisciplinare: Logopedia e Neuropsicomotricità La forza di questo evento risiede nel dialogo tra diverse figure professionali. Interverranno infatti:
A chi è rivolto l'incontro?L’evento è pensato per creare una rete di supporto attorno al bambino. I principali destinatari sono:
Dettagli dell'evento e come partecipareL'incontro si terrà in un ambiente accogliente e dedicato ai più piccoli, ideale per discutere di tematiche educative.
Ti aspettiamo per scoprire insieme come il gioco possa davvero fare la differenza nella crescita dei nostri bambini! La balbuzie, o anche Disturbo della fluenza ad esordio infantile (DSM-5-TR), è un disturbo della comunicazione verbale caratterizzato da alterazioni del ritmo della parola, dette disfluenze. Attenzione però perché le disfluenze, ossia prolungamenti o ripetizioni del linguaggio orale, non sono sempre indici di balbuzie. Capita spesso che il bambino di età inferiore ai 4 anni, che sta sviluppando il suo linguaggio, possa presentare nel suo discorso esitazioni, prolungamenti di sillabe o di suoni, ripetizione di parole intere. Circa il 10% dei bambini di quest’età può presentare tali sintomi, che poi si risolvono spontaneamente nell’arco dei mesi successivi imparando a pianificare la produzione verbale orale. La distinzione netta tra le disfluenze del balbuziente dalle normali disfluenze del non balbuziente sta in un insieme di caratteristiche legate alla frequenza, alla collocazione e alla durata della disfluenza. Ad esempio, le ripetizioni e i prolungamenti di parti di parola sono molto più frequenti delle pause e delle revisioni di frase nel balbuziente. Inoltre il bambino con balbuzie balbetta più spesso all'inizio della frase e la durata di ripetizioni e prolungamenti è superiore alle due volte per ciascuna unità (es. "pa-pa-pa-parola" invece di "pa-parola"). La balbuzie è quindi un disturbo della fluenza del linguaggio che si manifesta con interruzioni involontarie del ritmo del parlato come ripetizioni, prolungamenti o blocchi dei suoni. Nonostante possa avere un impatto importante sulla vita quotidiana e sulle relazioni sociali, oggi sappiamo molto di più su come gestirla e affrontarla efficacemente. Cos'è le balbuzie?La balbuzie è un disturbo complesso che coinvolge aspetti linguistici, motori, emotivi e sociali. Si manifesta inizialmente in genere tra i 2 e i 6 anni, durante lo sviluppo del linguaggio e può avere un’evoluzione diversa da persona a persona. La frequenza della balbuzie varia dal 5% all’8%, con una maggiore probabilità nei maschi rispetto alle femmine, che varia a seconda dell’età. Principali tipologie di balbuzie
Quali sono le cause della balbuzie?Le cause della balbuzie sono multifattoriali. Tra i principali fattori riconosciuti:
Come fare la diagnosi di balbuzie?Essendo un disturbo che coinvolge diversi aspetti della persona – dalla sfera linguistica, a quella motoria, a quella emotivo-relazionale – la diagnosi verrà fatta da diversi specialisti ognuno secondo la propria competenza: neuropsichiatra infantile, logopedista, psicologo. Importante è individuare e riconoscere precocemente il disturbo, così da agire tempestivamente. È consigliata perciò la consultazione di un centro specializzato per la valutazione e il trattamento dei disturbi della comunicazione verbale per aiutare a inquadrare e affrontare tale difficoltà che non va sottovalutata, in quanto può condizionare fortemente la vita quotidiana e il funzionamento scolastico del bambino. Chi balbetta spesso prova frustrazione, vergogna o paura del giudizio. Questo può portare a evitare di parlare con altre persone (coetanei o adulti), in contesti sociali (a scuola, a una festa di compleanno), al telefono. Tuttavia, con il giusto supporto, è possibile migliorare in modo significativo la qualità della comunicazione e delle relazioni interpersonali. Consigli pratici per genitori di figli con balbuzie
Lo screening comunicativo-psicomotorio, che ha coinvolto le figure della logopedista e della neuropsicomotricista dello studio, ha raccolto buoni frutti! A seguito dello scoring del questionario posto ai genitori, riguardo i loro figli dell’età che variava dai 2 ai 3 anni, molti di questi hanno richiesto una consulenza per ricevere informazioni e consigli riguardo la buona evoluzione del proprio figlio. Durante la correzione sono state individuate 5 aree indice di sviluppo neuropsicomotorio e comunicativo-linguistico: motoria, delle autonomie, delle funzioni orali (respirazione, masticazione, deglutizione), del comportamento e del linguaggio. Come stimolare il linguaggio? 3 consigli praticiDa logopedista, la domanda più frequente che mi viene posta è: “ma come faccio a stimolare il suo linguaggio?”. Ecco quindi di seguito alcuni consigli utili e pratici. 1. Ripetizione Si dice “repetita iuvant” ed è un metodo efficace anche in questo caso. Quando vostro figlio dice per la prima volta una parola ripetetela, enfatizzatela, almeno 3 volte. Così il bambino potrà ricordare la sequenza fonologica dei suoni per poter produrre proprio questa nuova parola. Il concetto vale anche per una parola detta “non molto bene”, con delle lettere sostituite o mancanti, voi genitori provate a ripeterla corretta sempre per 3 volte. “Geato” → “Vuoi GELATO? Eh sì si chiama GELATO, GELATO proprio così!” 2. Riformulazione Spesso i genitori riportano la difficoltà di produzione di frasi corrette: il bambino omette parti frasali importanti come articoli, preposizioni che da soli infatti non avrebbero senso di esistere per cui sono più difficili da apprendere e consolidare. Ecco che allora se vostro figlio produce una frase scorretta grammaticalmente, il genitore può riprenderla in mano e riformularla corretta di modo che il bambino possa ascoltarla e comprendere quale sia la forma giusta. “Papà rupe!” → “Hai visto che ci sono le ruspe?” 3. Espansione Si tratta semplicemente di espandere la produzione linguistica del proprio figlio in modo da arricchire con più dettagli il messaggio verbale. Il bambino intanto si limiterà ad ascoltare tale produzione linguistica e non appena ne avrà gli strumenti adatti potrà anche provarci in prima persona. Con questi semplici consigli si può aiutare il bambino nell’evoluzione linguistica in modo efficace e gentile, senza frustrarlo o farlo sentire meno capace. “Mamma scivolo!” → “C’è lo scivolo qua al parco, è divertente lo scivolo, si va giù veloci!” Con questi semplici consigli si può aiutare il bambino nell’evoluzione linguistica in modo efficace e gentile, senza frustrarlo o farlo sentire meno capace. I bambini sono furbi... non pigri!
Dopo il successo della seconda edizione dedicata a massaggio infantile e svezzamento, torna la terza edizione del percorso dedicato a genitori e bambini, organizzato dallo Studio Paroliamo in collaborazione con Elisa Callegaro, insegnante di Massaggio Infantile AIMI. Il programma prevede sei incontri a Monselice, pensati per offrire momenti di riflessione, sostegno, condivisione e attenzione per mamme e papà insieme ai loro bambini. I temi principali degli incontri saranno: ✅ Massaggio infantile 🍽️ Pappa e svezzamento 🚼 Sviluppo motorio nel primo anno di vita Un'occasione speciale per accompagnare i primi mesi di crescita con consapevolezza e serenità! 5 incontri sul massaggio infantile A.I.M.I.Con Elisa Callegaro Sabato 15,22 e 29 marzo 2025 Sabato 5, 12 aprile 2025 Dalle 10.00 alle 11.30 Il massaggio infantile è un’esperienza di contatto dolce e consapevole che rafforza il legame tra genitori e bambini. Attraverso il tocco, favorisce il rilassamento, migliora il benessere fisico ed emotivo e potenzia la comunicazione non verbale. È particolarmente utile per alleviare le coliche, favorire un sonno più sereno e accompagnare il bambino in un crescita armoniosa. 1 incontro sui temi svezzamento e sviluppo motorioSabato 19 aprile 2025 dalle 10.00 alle 11.30 Con Dott. Carolina Rossi Logopedista e Dott. Luisa Ferrato Neuropsicomotricista Con la partecipazione di Dott. Caterina Scarparo Odontoiatra Pediatrica Info e contattiGli incontri si svolgeranno presso:
STUDIO PAROLIAMO Via Fratelli Cervi, 25 Monselice (PD) CONTATTI Tel: 340.2539556 Mail: [email protected] FB: ec.ioeilmiokoala Settembre è il mese dove tutto è ricominciato. E c’è chi inizia proprio una nuova avventura, chiamata scuola primaria, a cui partecipa l’intera famiglia. I genitori infatti spesso si chiedono se il proprio figlio sia effettivamente pronto ad affrontare questo grande passo: la scuola, apprendere le diverse materie, star seduto, ascoltare, intervenire, fare i compiti, relazionarsi in una nuova classe. Per noi professioniste in studio, questo è un tema caldo, anzi caldissimo! Per cui oggi in questo articolo verrà trattato il tema dei prerequisiti alla scuola primaria. Cosa sono e quali sono i prerequisiti per la scuola primaria?I prerequisiti per la scuola primaria sono abilità innate che evolvono sin dai 5 anni di età, vengono potenziate durante l’ultimo anno della scuola dell’infanzia e anche durante la vita quotidiana in modo indiretto. I principali prerequisiti sono:
Nell’articolo verranno approfondite le capacità inerenti alla sfera linguistica, illustrando quindi le competenze metafonologiche ossia le abilità che servono poi per leggere e scrivere. Cosa sono e quali sono le competenze metafonologiche?I bambini, a partire dai 5 anni, quando padroneggiano il linguaggio orale nelle varie e diverse componenti (i fonemi, le frasi e il racconto), possono iniziare a fare ragionamenti sul linguaggio stesso promuovendo così il pensiero astratto. Ecco quindi che entra in campo la metafonologia: la capacità di riconoscere per via uditiva i fonemi (le lettere) che compongono le parole e saperli manipolare in modo autonomo al di là del significato della parola stessa. Le abilità metafonologiche si dividono in due categorie: globale e analatica.
Quali sono le abilità metafonologiche globali?È importante che i bambini arrivino alla scuola primaria con il loro bagaglio di competenze metafonologiche globali (riguardo la sillaba) altrimenti faranno fatica a sviluppare quelle complesse, ossia analitiche, e poi anche a leggere e scrivere più in generale. Le competenze metafonologiche che riguardano la sillaba sono:
Come stimolare le abilità metafonologiche?Esistono semplici giochi, che possono assomigliare a indovinelli, da fare assieme ai vostri bambini per stimolare queste capacità. Eccone alcuni!
Difficoltà nelle abilità metafonologiche? Intervenire subito è meglioPossono esserci difficoltà nei compiti sopra descritti, le cause possono essere molteplici e sicuramente i professionisti sapranno individuarle.
Potrebbero essere bambini di 6 anni che non hanno ancora sviluppato un adeguato linguaggio orale, con difficoltà di pronuncia ad esempio. Ancora potrebbero essere presenti difficoltà nell’espressione verbale più in generale: a raccontare un episodio o una semplice storia. In questi casi è bene intervenire immediatamente affinché venga fatta una valutazione specifica del linguaggio, nelle sue componenti recettiva ed espressiva, per approfondire tale carenza. Le competenze metafonologiche sono alla base del corretto sviluppo della letto-scrittura! Chiedi un consiglio alle nostre logopediste. Il mio koala: 6 incontri su massaggio infantile, svezzamento e sviluppo motorio dei neonati7/9/2024 A grande richiesta, torna quest'anno la seconda edizione del percorso dedicato a genitori e bambini, organizzato dallo Studio Paroliamo in collaborazione con Elisa Callegaro, insegnante di Massaggio Infantile AIMI. Il programma prevede sei incontri a Monselice, pensati per offrire occasioni di riflessione, sostegno, condivisione e attenzione, sia per le mamme che per i papà, insieme ai loro bambini. I temi principali degli incontri saranno il massaggio infantile, la pappa e lo svezzamento, lo sviluppo motorio nel primo anno di vita. 5 incontri sul massaggio infantile A.I.M.I.Con Elisa Callegaro Sabato 21 e 28 settembre 2024 Sabato 5, 12 e 19 ottobre 2024 Dalle 10.00 alle 11.30 Il massaggio infantile è una pratica che favorisce il legame tra genitori e bambini attraverso il contatto fisico delicato e consapevole. Aiuta a rilassare il bambino, a migliorare il suo benessere fisico ed emotivo, e a rafforzare la comunicazione non verbale. È spesso utilizzato per alleviare coliche, migliorare il sonno e promuovere uno sviluppo armonioso. 1 incontro sui temi svezzamento e sviluppo motorioSabato 26 ottobre 2024 dalle 10.00 alle 11.30 Con Dott. Carolina Rossi Logopedista e Dott. Luisa Ferrato Neuropsicomotricista Con la partecipazione di Dott. Caterina Scarparo Odontoiatra Pediatrica Info e contattiGli incontri si svolgeranno presso:
STUDIO PAROLIAMO Via Fratelli Cervi, 25 Monselice (PD) CONTATTI Tel: 340.2539556 Mail: [email protected] FB: ec.ioeilmiokoala Spesso si pensa al logopedista come ad un terapista per i più piccoli, ma in realtà si tratta di un professionista che lavora con gli adulti molto più di quanto si creda! Quando il logopedista interviene sul paziente adulto, spesso il suo obiettivo è aiutarlo ad affrontare la perdita di una capacità. Il logopedista diventa un alleato prezioso per i pazienti adulti che hanno problemi di comunicazione o di deglutizione. Grazie alla sua dedizione e competenza, il logopedista per adulti aiuta queste persone a superare le loro difficoltà e a migliorare la loro qualità di vita. Anche presso il nostro Studio ci occupiamo di pazienti adulti, in particolare in questi casi. Danni cerebraliQuando il cervello subisce improvvisamente un danno, ad esempio nel caso degli ictus e dei traumi cranici, può succedere che alcune sue funzioni si riducano. Può capitare che le capacità comunicative e linguistiche siano danneggiate (come nel caso dell’afasia e della disartria) e la persona potrebbe non comprendere più ciò che le viene detto oppure potrebbe non essere più in grado di esprimersi adeguatamente. In questi casi la terapia logopedica è di fondamentale importanza perché aiuta a ripristinare il più possibile le funzioni linguistiche e comunicative compromesse dal danno. La terapia logopedica può aiutare a migliorare la capacità di parlare, comprendere il linguaggio, leggere, scrivere e comunicare in generale, migliorando la qualità della vita del paziente e aiutandolo a reintegrarsi nella società. Interventi precoci e intensivi da parte di un logopedista possono portare a risultati migliori e più duraturi nel recupero delle funzioni compromesse. Altre volte, il danno cerebrale intacca i meccanismi della deglutizione (è il caso della disfagia), riducendo la capacità di nutrirsi adeguatamente. Il logopedista svolge un ruolo fondamentale nella gestione e nel trattamento delle difficoltà di deglutizione, che spesso hanno un impatto significativo sulla salute e sulla qualità di vita di un individuo. Il logopedista pianifica un programma di trattamento personalizzato per migliorare le capacità di deglutizione e ridurre il rischio di complicanze. Interventi chirurgiciLa terapia logopedica è di fondamentale importanza nel caso di interventi chirurgici che causano difficoltà a parlare o deglutire, poiché aiuta a ripristinare la funzionalità e le capacità del paziente. Potrebbe modificarsi la qualità della voce (in questi casi si parla di disfonia) dopo alcuni tipi di interventi, soprattutto quelli che coinvolgono le corde vocali, ma anche quelli che riguardano altre zone del distretto testa-collo o gli interventi di cardiochirurgia. L’intervento del logopedista è fondamentale per aiutare il paziente a riappropriarsi della propria voce e a migliorare la chiarezza e la fluidità del discorso. Negli stessi interventi chirurgici, un’altra complicanza possibile è la difficoltà di deglutizione (la già citata disfagia). In questo caso il logopedista attua un percorso riabilitativo volto a garantire l’assunzione di una dieta il più possibile varia in termini di consistenze, a fronte del mantenimento di un rischio il più basso possibile. Invecchiamento, demenze e patologie neurodegenerativeIl logopedista per adulto svolge un ruolo chiave anche nell'invecchiamento, nelle demenze e nelle altre patologie neurodegenerative in quanto è in grado di fornire interventi mirati per migliorare la comunicazione e la deglutizione dei pazienti. Nell'invecchiamento, è comune che insorgano problemi di comunicazione (possono comparire tratti di disartria o di afasia) e difficoltà sensoriali che ostacolano la comunicazione (la sordità o presbiacusia). Nelle demenze e nelle altre patologie neurodegenerative, la comunicazione può essere ulteriormente compromessa a causa del progressivo decadimento cognitivo. Il logopedista può aiutare la persona a mantenere le proprie abilità il più a lungo possibile, portandola a conservare la propria autonomia e la partecipazione alla vita sociale. Queste condizioni spesso portano anche ad un deterioramento delle abilità di deglutizione (quadri di disfagia o presbifagia). Anche qui il logopedista interviene con percorsi riabilitativi o compensativi per condurre il paziente nella strada che lo porta a mantenere le proprie abilità e un rischio di complicanze basso. SorditàIl logopedista riveste un ruolo fondamentale nel trattamento delle problematiche uditive anche in età adulta (ipoacusia o presbiacusia), poiché è in grado di aiutare la persona ad acquisire e migliorare le capacità di comunicazione. Può fornire interventi mirati per migliorare la capacità di comprensione del linguaggio parlato, al fine di massimizzare il suo benessere e la sua qualità di vita, favorendone l'autonomia e l'inclusione sociale e consentendogli di superare le barriere comunicative e di vivere una vita piena e soddisfacente nonostante i limiti sensoriali. Quando la logopedia può aiutare in età adulta?Ricapitolando, abbiamo visto quindi quando gli adulti si rivolgono ad un logopedista:
Torna quest'anno il percorso dedicato a genitori e bambini, promosso dallo Studio Paroliamo in collaborazione con Elisa Callegaro, insegnante di Massaggio Infantile AIMI. Saranno sei incontri a Monselice, progettati per offrire momenti di riflessione, supporto, confronto e cura sia per la mamma che per il papà, insieme al proprio bambino. Cos'è e perché è importante il massaggio infantile?Il massaggio infantile rappresenta un potente strumento per consolidare il legame con i nostri piccoli. Non si tratta solamente di apprendere una tecnica, ma di perfezionare un'attitudine: quella di comunicare in modo profondo con il nostro neonato. Questa pratica, radicata in numerose culture da tempi antichi, sta vivendo una rinascita anche nel mondo occidentale, con il contributo di organizzazioni come l'A.I.M.I. (Associazione Italiana Massaggio Infantile), di cui la specialista che coordina gli incontri è membro. Il massaggio infantile è importante poiché favorisce lo sviluppo fisico, emotivo e cognitivo del bambino. Aiuta a rafforzare il sistema immunitario, allevia le tensioni muscolari, promuove il rilassamento e migliora il sonno. Inoltre, costituisce un momento prezioso di connessione e di intimità tra genitore e figlio, contribuendo così alla costruzione di un legame sicuro e affettuoso fin dai primi giorni di vita. 5 incontri sul massaggio infantile A.I.M.I a MonseliceCon Elisa Callegaro 9, 16, 23, 30 marzo 2024 6 aprile 2024 Dalle 10.00 alle 12.30 1 incontro sui temi svezzamento e sviluppo motorio13 aprile 2024 dalle 10.00 alle 11.30 Con Dott. Carolina Rossi Logopedista e Dott. Luisa Ferrato Neuropsicomotricista Con la partecipazione di Dott. Caterina Scarparo Odontoiatra Pediatrica Info e contattiGli incontri si svolgeranno presso:
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