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Da settembre prenderà avvio una nuova collaborazione tra il nostro studio e Promosport "Boars" Baone, realtà sportiva che si occupa di basket e di centri estivi sportivi durante l’estate, attiva da molti anni sul territorio. Si chiamerà "Oltre il canestro", un progetto nato dall'incontro tra professionalità e competenze differenti, ma accomunate da un obiettivo importante: mettere al centro il bambino e la sua crescita. Promosport Baone, infatti, ha sempre affiancato all'attenzione per il percorso sportivo dei propri atleti una particolare sensibilità verso gli aspetti educativi e relazionali dello sport. Per la stagione sportiva che si sta avviando, le attività coinvolgeranno bambini e ragazzi di diverse fasce d'età, dall’annata 2018 alla 2022 fino ai gruppi 2013-2014, quest’ultimi realizzati in collaborazione con un'altra realtà del territorio, oltre a una squadra amatoriale adulta. Studio Paroliamo, dal canto suo, è una realtà multidisciplinare che si occupa di neuropsicomotricità, logopedia, psicologia e osteopatia, con uno sguardo rivolto al benessere e al funzionamento globale della persona. Sport e neuropsicomotricità: possono collaborare?Da questo incontro nasce una domanda semplice, ma allo stesso tempo ricca di possibilità: cosa può accadere quando il mondo dello sport e quello della neuropsicomotricità iniziano a dialogare sullo stesso campo? Un allenatore e una terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva possono osservare lo stesso bambino, lo stesso movimento o la stessa situazione di gioco da punti di vista differenti e complementari: l 'allenatore si occupa di accompagnare l'apprendimento delle competenze sportive, progettando esercizi e situazioni di gioco, sostenendo la crescita tecnica e motoria dei propri atleti; mentre lo sguardo neuropsicomotorio può aggiungere ulteriori elementi di osservazione, ovvero:
L'osservazione neuropsicomotoria nel basket: come i bambini organizzano il movimento Uno degli aspetti che si sta valutando di introdurre all'inizio della stagione riguarda l'osservazione di alcune competenze particolarmente significative per la pratica del basket. Attraverso attività e compiti motori concordati insieme all'allenatore, sarà possibile raccogliere informazioni su alcuni aspetti come l'equilibrio, la coordinazione, le capacità di afferrare e intercettare, il mirare, la coordinazione visuomotoria e l'organizzazione del movimento. L'obiettivo non sarà quello di classificare i bambini o di stabilire chi sia più o meno competente. L'osservazione non avrà infatti una finalità diagnostica, ma potrà offrire una fotografia del funzionamento motorio, sia del singolo bambino sia del gruppo. Questo permetterà di porsi alcune domande:
Il ruolo del TNPEE nello sviluppo motorio dei bambini più piccoli Il lavoro prenderà forma soprattutto con i bambini più piccoli, con i quali la presenza del TNPEE sarà costante durante gli allenamenti del venerdì pomeriggio. In questa fascia d'età, l'obiettivo non sarà concentrarsi esclusivamente sull'apprendimento precoce di gesti e competenze specifiche del basket. Prima ancora di imparare a palleggiare, passare o tirare, un bambino ha infatti bisogno di sperimentare il proprio corpo e di costruire progressivamente solide basi motorie. Correre, fermarsi, cambiare direzione, saltare, mantenere l'equilibrio, coordinare movimenti diversi, orientarsi nello spazio, manipolare e intercettare oggetti: tutte queste esperienze rappresentano una parte importante del percorso di sviluppo. Il basket diventerà quindi anche un'occasione per giocare con queste competenze e osservare i movimenti del bambino. Alcune attività nasceranno dalla proposta dell'allenatore, altre dallo sguardo neuropsicomotorio e altre ancora prenderanno forma direttamente dal confronto tra le due figure. L'idea non è aggiungere qualcosa di esterno all'allenamento, ma arricchire l'esperienza sportiva attraverso proposte ludiche pensate insieme. Funzioni esecutive e neuropsicomotricità: corpo e mente in gioco Non ci si concentrerà però solamente sul movimento, in quanto durante una partita o un esercizio di basket un bambino è chiamato a fare molto di più. Deve prestare attenzione a ciò che accade intorno a lui, selezionare le informazioni importanti, ricordare regole e consegne, prendere decisioni, modificare rapidamente una strategia, pianificare un'azione e, in alcuni momenti, riuscire anche a inibire una risposta automatica per scegliere quella più adatta alla situazione. Sono tutte competenze che rientrano nel più ampio funzionamento delle funzioni esecutive. Attenzione, memoria di lavoro, controllo della risposta, flessibilità cognitiva, pianificazione e problem solving sono infatti continuamente chiamati in causa nelle situazioni di gioco. Anche per questo motivo, all'interno della collaborazione potranno essere proposte attività e giochi capaci di mettere in relazione competenze motorie e cognitive. Un esercizio potrà richiedere, ad esempio, non soltanto di muoversi o gestire una palla, ma anche di ricordare una regola, modificare la propria risposta a un segnale, scegliere rapidamente tra diverse possibilità o trovare una soluzione a un problema. Perché nel gioco, così come nella vita quotidiana, corpo e mente non lavorano su binari separati. La dimensione relazionale nell'età evolutiva: crescere in squadra Non dimentichiamo poi che lo sport è anche relazione. Entrare in una squadra significa imparare a condividere spazi, regole e obiettivi con gli altri, sperimentare la collaborazione, confrontarsi con la competizione, gestire la vittoria e la sconfitta, tollerare la frustrazione e affrontare l'errore. Ogni bambino porta in palestra non soltanto le proprie competenze motorie, ma anche il proprio modo di entrare in relazione con gli altri. Per questo motivo, un'altra importante area di osservazione riguarderà proprio la dimensione relazionale. L'obiettivo sarà quello di cogliere eventuali difficoltà individuali o dinamiche che possono emergere all'interno del gruppo e confrontarsi con l'allenatore per individuare strategie utili. Anche in questo caso, non si tratta di “medicalizzare” la palestra, ma di riconoscere che una squadra è un gruppo di bambini e ragazzi in crescita e che la qualità delle relazioni rappresenta una parte importante dell'esperienza sportiva. Osservare le relazioni può quindi diventare un modo per aiutare il gruppo a crescere e, nel tempo, a diventare davvero una squadra. Prevenzione e intercettazione precoce: il TNPEE in palestra Infine, la presenza di una figura professionale con competenze specifiche sullo sviluppo può rappresentare anche un'importante opportunità dal punto di vista preventivo. Talvolta, infatti, una difficoltà osservata in palestra può essere interpretata semplicemente come scarsa coordinazione, disattenzione, poca motivazione o difficoltà a rispettare le regole. Ma in alcuni casi può essere utile fermarsi a osservare meglio. Naturalmente, il contesto sportivo non sostituisce una valutazione specialistica come lo screening logopedico e psicomotorio, e le osservazioni effettuate durante gli allenamenti non hanno finalità diagnostiche, ma possono rappresentare un primo campanello d'attenzione e, qualora emergessero difficoltà significative, permettere di suggerire alla famiglia l'opportunità di approfondire alcuni aspetti attraverso una valutazione specifica. In questo caso, Studio Paroliamo potrà offrire uno spazio di approfondimento e di presa in carico, qualora necessario, costruendo un eventuale percorso parallelo e rispettando sempre la specificità dei diversi contesti. La palestra, quindi, non diventa un luogo di diagnosi, ma un importante luogo di osservazione, ascolto e prevenzione. Un approccio integrato tra TNPEE, allenatori e specialisti dello sviluppo La collaborazione tra Studio Paroliamo di Monselice e Promosport "Boars" Baone sarà un percorso in continua evoluzione. Le osservazioni effettuate sul campo, il confronto tra le diverse professionalità e le caratteristiche dei gruppi guideranno progressivamente la progettazione delle attività. Il TNPEE sarà presente in modo continuativo con i più piccoli durante gli allenamenti del venerdì pomeriggio e, quando necessario, potrà affiancare anche le altre fasce d'età in un'ottica di osservazione e prevenzione. Alla base di tutto ci sarà il confronto costante con l'allenatore, laureato in Scienze Motorie, affinché le diverse competenze possano integrarsi senza sovrapporsi. L'obiettivo non è portare la terapia all'interno della palestra, ma mettere le conoscenze sullo sviluppo neuropsicomotorio al servizio dell'esperienza sportiva, creando un ponte tra osservazione, movimento, gioco e progettazione. Da settembre inizia "Oltre il canestro" a Baone: non perdertelo!Da settembre inizierà quindi questo nuovo percorso, con la curiosità e l'entusiasmo di sperimentare una collaborazione che mette insieme sport, movimento, sviluppo e relazione. L'idea di fondo è semplice: ogni bambino che entra in palestra è molto più del ruolo che ricopre in campo o del risultato che riesce a ottenere. È una persona in crescita, con un proprio modo di muoversi, pensare, imparare e stare con gli altri. Se lo sport può insegnare a correre, saltare, passare e tirare, può anche diventare uno spazio in cui imparare a conoscere il proprio corpo, affrontare un problema, gestire un errore, rispettare una regola, collaborare e trovare il proprio posto all'interno di un gruppo. Ed è proprio da qui che vogliamo partire. Non soltanto per aiutare i bambini a giocare meglio, ma per offrire loro un'esperienza sportiva capace di accompagnarli nella crescita, un allenamento alla volta.
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Le tappe dello sviluppo infantile: un ciclo di incontri gratuiti per neo genitori a Monselice18/5/2026 Crescere un figlio nei primi tre anni di vita è un'avventura straordinaria, ricca di emozioni ma anche di naturali interrogativi. Per offrire una bussola sicura e risposte concrete alle mamme e ai papà, nasce il progetto "Edu.Co 0-3 – Life Skills per neo genitori". All'interno di questa cornice istituzionale, le professioniste dello Studio Paroliamo di Monselice condurranno un ciclo di consulenze di gruppo intitolato "Insieme per saperne di più sulle tappe di sviluppo dei bambini". Si tratta di un'iniziativa preziosa e totalmente gratuita, volta a promuovere il benessere familiare e a potenziare le competenze genitoriali nella cura quotidiana dei più piccoli. Cos'è il Progetto Edu.Co 0-3: una comunità educante per il supporto alla genitorialità e la parità di genere Il progetto “Edu.Co 0-3, life skills per neo genitori” nasce come un intervento strutturato di supporto alla genitorialità nella cura di bambini e bambine nei primi tre anni di vita, inserito nella cornice della DGRV 115/2024 “1000 giorni di noi”. Finanziata all’interno del Programma Operativo FSE+ 2021-2027 (DGR. 588/25 "50&50 – Donne e uomini verso un futuro alla pari"), l'iniziativa vede come capofila Irecoop Veneto, con Fondazione IREA ETS in qualità di partner operativo. Il nome stesso del progetto unisce le iniziali di EDU.cazione/EDU.cante e CO.munità/CO.ntesto, con l'obiettivo di valorizzare la rete territoriale e accompagnare mamme e papà nella consapevolezza che "genitori si diventa". Questo percorso intende dare continuità e solidità ai risultati già ottenuti con la precedente iniziativa P.A.R.I., che ha coinvolto oltre 20.000 persone. Oggi più che mai, l'intervento si rivela necessario: i dati del 2024 mostrano infatti che in Veneto il tasso di occupazione femminile (62,3%) è ancora distante da quello maschile (78%), con un divario retributivo che supera spesso i venti punti percentuali. Contrastare questa disparità e sostenere la conciliazione famiglia-lavoro non è solo una risposta ai bisogni individuali, ma un investimento per l'intera società. Gli obiettivi di Edu.Co nei primi 1000 giorni di vita dei bambini Attivo da settembre 2024 a settembre 2026 nei 43 Comuni dei mandamenti di Este, Montagnana, Monselice e Conselve, il progetto si rivolge a famiglie, pediatri, educatori e psicologi per valorizzare i primi 1000 giorni di vita, che vanno dal concepimento al terzo compleanno. Questo periodo rappresenta una finestra di opportunità unica per garantire uno sviluppo cognitivo, fisico ed emotivo ottimale. Lo sviluppo motorio, cognitivo e relazionale nei primi tre anni Dal punto di vista della neuropsicomotricità e della psicologia dello sviluppo, i primi 36 mesi di vita sono caratterizzati da una straordinaria plasticità cerebrale. Durante gli incontri guidati dalle specialiste, verranno analizzate nel dettaglio le modalità con cui il bambino impara a conoscere lo spazio e il proprio corpo: dal controllo del capo alla posizione seduta, fino al gattonamento e ai primi passi. Ciascuna di queste tappe motorie non è un semplice traguardo fisico, ma si lega strettamente allo sviluppo cognitivo e psicologico. Comprendere l'evoluzione del gioco, l'emergere della curiosità e i meccanismi di autoregolazione emotiva permette ai genitori di creare un ambiente domestico stimolante e protetto, imparando a rispettare i tempi biologici e affettivi specifici di ogni singolo bambino. L'evoluzione del linguaggio e della comunicazione: l'approccio logopedico Un focus centrale delle consulenze di gruppo sarà dedicato alla comunicazione e alla nascita del linguaggio, ambiti in cui le figure della logopedista e della psicologa collaborano sinergicamente. Verrà esplorato il viaggio comunicativo nello sviluppo linguistico, che va dai primi sguardi e sorrisi sociali alla lallazione, fino alla comparsa delle prime parole e alla strutturazione delle frasi complete. I genitori apprenderanno l'importanza delle routine quotidiane e della lettura condivisa come facilitatori linguistici naturali. L'obiettivo è fornire strumenti pratici per decodificare correttamente i segnali verbali e non verbali del neonato, aiutando le famiglie a riconoscere i passaggi chiave della crescita e a favorire un'interazione relazionale ricca, sintonizzata e priva di ansie. Programma degli incontriMercoledì 27/05 - Parliamoci chiaro! Comprendere le tappe dello sviluppo linguistico permette ai genitori di monitorare con consapevolezza la crescita comunicativa del bambino. Partecipare a questo incontro offre strumenti utili per favorire l’interazione precoce e distinguere le naturali variabilità individuali dai segnali che richiedono attenzione, promuovendo un ambiente stimolante e sereno per il linguaggio. A cura della dr.ssa Irene Pavanello Mercoledì 10/06 - La bocca in crescita: viaggio nelle funzioni orali L'incontro approfondisce l'evoluzione delle funzioni orali nel primo triennio, fondamentali per una corretta masticazione, deglutizione e futura articolazione verbale. Conoscere queste tappe consente ai genitori di promuovere uno sviluppo fisiologico armonico, prevenendo abitudini viziate e garantendo il benessere delle strutture oro-facciali del bambino sin dai primi mesi. A cura della dr.ssa Carolina Rossi Mercoledì 17/06 - Mi piaci se ti muovi! L'incontro approfondisce come il gioco rappresenti il principale strumento per promuovere le abilità motorie nel primo triennio. Verranno fornite strategie pratiche per trasformare l'attività ludica in un'opportunità di crescita, favorendo la coordinazione e la sicurezza del bambino attraverso un ambiente stimolante e proposte di gioco mirate. A cura della dr.ssa Luisa Ferrato Info, calendario e modalità di iscrizione agli incontri di Monselice Il ciclo di consulenze di gruppo (gratuito ma a numero chiuso) si terrà presso l'Asilo Nido "Papa Giovanni II" in Via Carrubbio 111a a Monselice (PD).
Gli appuntamenti in calendario sono programmati per i giorni 27 Maggio 2026, 10 Giugno 2026 e 17 Giugno 2026, sempre nella fascia oraria 17.30 - 19.30. L'iniziativa, come parte del progetto per l'Ambito Territoriale Sociale Ven 17 Este gestito da Fondazione IREA ETS, è aperta a tutti i genitori e professionisti del territorio. Per scoprire il programma completo e riservare il proprio posto, è necessario compilare il modulo di iscrizione online scansionando il QR code presente sulla locandina ufficiale o cliccando direttamente sul seguente link: https://forms.gle/rRcsFzFh4GDTSStt7 Il gioco non è solo un passatempo, ma il linguaggio naturale attraverso cui i bambini esplorano il mondo, mettono alla prova le proprie abilità e costruiscono le basi del proprio futuro. Comprendere come supportare attivamente questo processo è fondamentale per chiunque si occupi di infanzia. Proprio per questo, siamo felici di annunciare l'evento "Il gioco per la crescita!", un incontro formativo dedicato a esplorare il legame profondo tra attività ludica e tappe evolutive. L'importanza del gioco nello sviluppo infantile Il gioco ricopre un ruolo centrale nello sviluppo cognitivo, motorio e comunicativo. Attraverso "pillole" pratiche e approfondimenti teorici, analizzeremo come semplici gesti quotidiani possano trasformarsi in potenti strumenti di stimolazione. Durante l'incontro, verranno forniti consigli concreti per trasformare il tempo passato insieme in un'occasione di crescita armoniosa. Alcuni consigli li potete già trovare nei "Giochi di Paroliamo", una sezione del nostro sito interamente dedicata ai giochi per i più piccoli! Un approccio multidisciplinare: Logopedia e Neuropsicomotricità La forza di questo evento risiede nel dialogo tra diverse figure professionali. Interverranno infatti:
A chi è rivolto l'incontro?L’evento è pensato per creare una rete di supporto attorno al bambino. I principali destinatari sono:
Dettagli dell'evento e come partecipareL'incontro si terrà in un ambiente accogliente e dedicato ai più piccoli, ideale per discutere di tematiche educative.
Ti aspettiamo per scoprire insieme come il gioco possa davvero fare la differenza nella crescita dei nostri bambini! Ti è mai capitato di vedere il tuo bambino parlare animatamente con un telecomando come se fosse un telefono, trasformare un semplice bastone in una potente spada magica, utilizzare una stoffa come se fosse un mantello o una gonna? Oppure di fingere di essere te, la maestra, il dottore o qualcun altro? Queste scene, tanto comuni quanto affascinanti, segnano l’inizio del gioco simbolico, meglio conosciuto come il gioco del “far finta”. Si tratta di una tappa fondamentale della crescita che di solito si sviluppa a partire dai 18-24 mesi, quando il bambino smette di usare gli oggetti solo per la loro funzione reale ed inizia a trasformarli, separando l’oggetto dal suo significato per creare nuovi mondi; oppure inizia ad impersonificare ruoli che vive nella sua quotidianità. Ma perché questo gioco è così cruciale per lo sviluppo? Non è solo divertimento: dietro ogni "facciamo che io ero..." si nasconde un complesso lavoro di astrazione, l’arricchimento del linguaggio e una palestra per gestire emozioni e paure. In questo articolo esploreremo i temi più cari ai bambini e capiremo come questo gioco getti le basi per la loro crescita futura. Perché il gioco simbolico è fondamentale: linguaggio, astrazione ed empatiaL’accesso al gioco simbolico è fondamentale per la crescita del bambino. Innanzitutto è importante in quanto favorisce la capacità di astrazione, separando l’oggetto reale dal suo significato trasformandolo in qualcosa di nuovo; ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo del linguaggio perché mentre il bambino “fa finta”, assegna nomi ai personaggi, inventa storie, crea dialoghi, ecc. arricchendo così sia il suo vocabolario che la struttura della frase; lo aiuta a gestire emozioni e paure in quanto attraverso il gioco il bambino può rielaborare la situazione vissuta ed averne il controllo trasformandola in un’azione attiva e rassicurante e, allo stesso tempo, stimola l’empatia perché interpretando un ruolo si mette nel panni degli altri. 8 temi comuni usati dai bambini nel gioco simbolicoVediamo ora quali sono alcuni dei temi più comunemente usati dai bambini nel gioco simbolico.
Alcuni consigli per favorire il gioco simbolico a casaSpesso viene richiesto al TNPEE (Neuropsicomotricista dell'età evolutiva) come fare per favorire il gioco simbolico a casa. Ecco alcuni consigli dalle nostre specialiste:
Sostieni la fantasia e osserva con cura: quando consultare uno specialistaIn definitiva, il gioco simbolico è il linguaggio attraverso cui i bambini imparano a stare al mondo, esplorando l'autonomia, l'empatia e il coraggio. Che si tratti di difendere un castello come un supereroe o di preparare una cena immaginaria in un rifugio sicuro, ogni azione simbolica contribuisce a costruire l'identità e la sicurezza del bambino.
Tuttavia, è importante osservare con cura come evolve questo gioco: se verso i tre anni appare ancora statico e ripetitivo (esempio: il bambino muove le macchinine avanti e indietro senza uno scopo), mancano l’imitazione o la condivisione dell’idea di gioco, può essere utile rivolgersi ad un TNPEE (neuropsicomotricista). Il TNPEE, partendo dall’iniziativa spontanea del bambino, lo aiuta a dare un senso ad ogni sua azione, ad ampliare le cornici di gioco e a farle evolvere sul piano simbolico, trasformando ogni azione in un’occasione di piacere condiviso e crescita evolutiva. Sostenere il "far finta" oggi significa dare ai bambini gli strumenti per comprendere la realtà di domani. Il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (abbreviato TNPEE o neuropsicomotricista) è l’unico professionista sanitario specializzato esclusivamente per l’età pediatrica (0-18 anni), la cui definizione tecnica e qualifica professionale è definita dal Decreto Ministeriale Sanità del 17 Gennaio 1997, N. 56. Cosa fa un neuropsicomotricista (TNPEE)?Un neuropsicomotricista lavora sia in ambito educativo-preventivo che abilitativo-riabilitativo in strutture pubbliche e private. In ambito educativo-preventivo si rivolge a qualsiasi bambino, anche in assenza di difficoltà, al fine di promuovere uno sviluppo armonico che va a coinvolgere tutte le aree:
Inoltre il TNPEE collabora con altri medici e professionisti sanitari (neuropsichiatra infantile, psicologa, pediatra, logopedista, ecc.) in equipe multidisciplinare per definire il profilo di sviluppo e il percorso terapeutico adatto ad ogni bambino; fornisce supporto indiritto alla famiglia condividendo costantemente il progetto riabilitativo e fornendo indicazioni da applicare nella vita quotidiana; collabora con la scuola in favore dell’integrazione scolastica. Quando rivolgersi ad un neuropsicomotricista?Una famiglia dunque quando dovrebbe rivolgersi ad uno neuropsicomotricista per una valutazione per il proprio figlio e per avviare in seguito un percorso? Come spiegato sopra gli ambiti di intervento del TNPEE sono veramente tanti, proviamo quindi ad analizzare le difficoltà nelle varie aree che potrebbero accendere qualche campanello d’allarme e richiedere una consulenza per un approfondimento. Area affettivo relazionale, problemi di comportamento e di regolazione emotiva:
Non sottovalutare i segnali, agisci tempestivamente!Come si può capire è importante non sottovalutare alcuni segnali o pensare che con il tempo si risolveranno spontaneamente, ma agire tempestivamente per cogliere sul nascere alcune difficoltà che potrebbero influire sul benessere e lo sviluppo globale del bambino. L’attivazione di un intervento di neuro e psicomotricità può contribuire a migliorare la qualità di vita del soggetto e della famiglia, favorendo il loro benessere emotivo, sociale e motorio.
Vi è mai capitato di osservare i bambini piccoli mentre giocano seduti sul pavimento? Se provate ad osservare bene la maggior parte di loro utilizza una seduta caratteristica: quella a W, meglio definita come W-sitting. Cos'è il W-sitting?Il W-sitting è la posizione in cui il bambino si siede con il bacino a terra con i glutei a contatto con il suolo, le ginocchia piegate e con le gambe e i piedi spostati lateralmente ai lati delle anche con una posizione che se guardata dall’alto ricorda appunto la W. È una posizione molto adottata dai bambini tra i 2 e i 5 anni in quando essendo una postura in cui il contatto con il suolo ha una base ampia, viene notevolmente ridotto lo sforzo del bambino necessario per mantenere l’equilibrio del tronco e riesce a giocare con una maggiore stabilità. È inoltre maggiormente osservabile nei bambini con lassità legamentosa ed ipotonia (scarso tono muscolare). Se da una parte è una posizione che può essere considerata fisiologica, dall’altra è comunque bene limitarla suggerendo delle alternative. In particolare, se il bambino la utilizza costantemente non riuscendo ad utilizzare altre posture o permane oltre i 5 anni è bene consultare un professionista per valutare la stabilità posturale del bambino e per avere dei consigli su come favorire l’utilizzo di altre modalità per sedersi, definendo insieme se può essere necessario fare un percorso per potenziare la muscolatura e l’equilibrio, tutto ovviamente attraverso il gioco. Perché il W-sitting è dannoso se protratto a lungo?Innanzitutto in questa postura di W-sitting la mobilità del tronco è molto limitata e quini di bambino si troverà a giocare solo con oggetti posti di fronte a lui e farà fatica a raggiungere quelli posti di lato o dietro. Di conseguenza la coordinazione bilaterale che coinvolge l’integrazione della parte destra e quella sinistra del corpo viene poco stimolata con ricadute e ritardi nello sviluppo della motricità fine e della lateralità.
Ne risente inoltre lo sviluppo delle articolazioni con rischio di un allineamento non fisiologico di anche, ginocchia e piedi che vanno ad influire nella camminata che potrebbe risultare con i piedi intraruotati (punte verso l’interno) con conseguente difficoltà nell’equilibrio ed impaccio motorio. È bene quindi fin da piccoli cercare di correggere questa posizione offrendo ai bambini delle posture diverse durante il gioco sul pavimento, quali:
Nei primi anni di vita, il bambino scopre il mondo attraverso il movimento e il gioco. Ogni esperienza corporea è un’opportunità di crescita, di apprendimento e di relazione con gli altri. La psicomotricità, attraverso un approccio ludico e coinvolgente, diventa uno strumento prezioso per accompagnare i più piccoli in questa fase fondamentale dello sviluppo. Con questo progetto, vogliamo offrire ai bambini un ambiente sicuro e stimolante, dove possano esplorare le proprie capacità motorie, comunicative ed emozionali, crescendo in modo armonico e sereno. Cos'è la psicomotricità e perché è importante?La psicomotricità è una disciplina che favorisce uno sviluppo armonico del bambino attraverso il gioco e il movimento. Nei primi tre anni di vita, il bambino costruisce le basi della propria personalità e sviluppa le principali caratteristiche della comunicazione e della relazione con gli altri. In questa fase, il gioco è la sua principale forma di espressione e apprendimento. Mediante la psicomotricità educativa, si promuove uno sviluppo globale del bambino, prestando particolare attenzione agli aspetti psico-affettivi e sociali. Il gioco psicomotorio, unito alla relazione corporea, favorisce la crescita non solo sul piano motorio, ma anche su quello emotivo, relazionale e cognitivo. Gli obiettivi del progetto di psicomotricità al nidoObiettivi generali
Struttura del programma di psicomotricitàLe attività proposte si sviluppano attraverso tre principali tipologie di gioco: il gioco sensomotorio, il gioco simbolico e il gioco di socializzazione. Nel gioco sensomotorio, il bambino sperimenta diverse modalità di movimento come strisciare, rotolare, camminare, correre e saltare, sviluppando il piacere dell’azione e un’immagine positiva di sé. Il gioco simbolico, invece, permette al bambino di esplorare la fantasia e la creatività utilizzando oggetti semplici come palle, stoffe e bambole, favorendo le sue capacità relazionali e comunicative attraverso il gioco del “facciamo finta che”. Infine, nel gioco di socializzazione, vengono proposti giochi di gruppo come trenini e girotondi, che aiutano il bambino a interagire con i coetanei e a rispettare semplici regole sociali. Il ruolo della neuropsicomotricistaLa neuropsicomotricista guida il bambino nel gioco senza imporre attività, ma lasciandolo libero di esplorare. Attraverso un atteggiamento empatico, accompagna il bambino nel suo percorso di crescita, intervenendo solo per ampliare e arricchire le esperienze di gioco. Vederla all'opera ci evidenzia ancora una volta le differenze tra psicomotricista e neuropsicomoptricista. Modalità di realizzazione del progetto psicomotricità al nido
Quali materiali sono stati utilizzati?Durante le attività vengono utilizzati diversi materiali che stimolano il gioco e la creatività del bambino. Tra questi troviamo materiali di recupero (scatoloni, fogli di giornale, bottiglie di plastica), materassi e cuscini di gommapiuma per l’attività motoria, palloni e cerchi per il gioco sensomotorio e di socializzazione. Inoltre, si utilizzano tessuti colorati per giochi di drammatizzazione, corde per esplorazioni spaziali, costruzioni e contenitori per sviluppare la manualità, strumenti musicali per stimolare la percezione sonora e bambolotti per il gioco simbolico. Collaborazione con le educatrici del NidoLe educatrici sono coinvolte nel progetto per favorire l’inserimento dei bambini e osservare l’evoluzione del gruppo. Il confronto costante con la neuropsicomotricista permette di individuare eventuali situazioni di disagio e di intervenire in modo mirato. La fase di valutazione e verifica: quali competenze vengono monitorate?Durante il percorso, si monitorano diverse competenze:
Psicomotricità al nido, un'opportunità unica! Il progetto di psicomotricità al nido rappresenta un'opportunità unica per accompagnare i bambini in un percorso di crescita armonioso e divertente. Grazie al gioco e al movimento, ogni bambino può esprimere il proprio mondo interiore, sviluppare competenze fondamentali e affrontare con maggiore sicurezza le tappe della sua evoluzione. Il risultato della psicomotricità educativa? Dei bellissimi disegni!Durante gli incontri di psicomotricità educativa i bambini hanno avuto la possibilità di sperimentare liberamente con il proprio corpo e di esprimere sé stessi, senza vincoli e senza imposizioni; di capire le proprie capacità, di svilupparne di nuove e di conoscere i propri limiti. Il tutto scandito da momenti ben precisi:
Di seguito tutti i disegni fatti dal bambino/a: a questa età il disegno viene utilizzato come scarica sensomotoria sul foglio (lo scarabocchio) ma già c’è chi inizia a dare comunque un significato a ciò che ha disegnato, indice che c’è un pensiero dietro. Nell’ordine sono stati proposti: pennarelli, matite colorate, penne, cerette, gessi e acquarelli utilizzati con le dita. "Si può scoprire di più su una persona in un'ora di gioco, che in un anno di conversazione" - Platone Dopo il successo della seconda edizione dedicata a massaggio infantile e svezzamento, torna la terza edizione del percorso dedicato a genitori e bambini, organizzato dallo Studio Paroliamo in collaborazione con Elisa Callegaro, insegnante di Massaggio Infantile AIMI. Il programma prevede sei incontri a Monselice, pensati per offrire momenti di riflessione, sostegno, condivisione e attenzione per mamme e papà insieme ai loro bambini. I temi principali degli incontri saranno: ✅ Massaggio infantile 🍽️ Pappa e svezzamento 🚼 Sviluppo motorio nel primo anno di vita Un'occasione speciale per accompagnare i primi mesi di crescita con consapevolezza e serenità! 5 incontri sul massaggio infantile A.I.M.I.Con Elisa Callegaro Sabato 15,22 e 29 marzo 2025 Sabato 5, 12 aprile 2025 Dalle 10.00 alle 11.30 Il massaggio infantile è un’esperienza di contatto dolce e consapevole che rafforza il legame tra genitori e bambini. Attraverso il tocco, favorisce il rilassamento, migliora il benessere fisico ed emotivo e potenzia la comunicazione non verbale. È particolarmente utile per alleviare le coliche, favorire un sonno più sereno e accompagnare il bambino in un crescita armoniosa. 1 incontro sui temi svezzamento e sviluppo motorioSabato 19 aprile 2025 dalle 10.00 alle 11.30 Con Dott. Carolina Rossi Logopedista e Dott. Luisa Ferrato Neuropsicomotricista Con la partecipazione di Dott. Caterina Scarparo Odontoiatra Pediatrica Info e contattiGli incontri si svolgeranno presso:
STUDIO PAROLIAMO Via Fratelli Cervi, 25 Monselice (PD) CONTATTI Tel: 340.2539556 Mail: [email protected] FB: ec.ioeilmiokoala Psicomotricista e Neuropsicomotricista (TNPEE): professioni diverse, competenze complementari16/11/2024 Quando si tratta di supportare il corretto sviluppo dei bambini, è fondamentale avere ben chiara la distinzione tra le figure dello psicomotricista e del neuropsicomotricista (TNPEE). Sebbene entrambi i professionisti lavorino nel campo dello sviluppo infantile, le loro competenze, finalità e modalità di intervento presentano differenze significative. Comprendere queste differenze è essenziale per garantire che ogni bambino riceva l'intervento più adatto alle proprie necessità, favorendo uno sviluppo sereno e armonioso. Il ruolo del psicomotricistaLo psicomotricista opera prevalentemente in ambito educativo e preventivo, lavorando con bambini che hanno uno sviluppo tipico o che presentano lievi difficoltà. Le attività proposte mirano a stimolare la relazione tra il corpo, l'affettività e la dimensione cognitiva del bambino, attraverso il gioco e il movimento. Il Psicomotricista favorisce il potenziamento delle competenze motorie, relazionali ed emotive, creando un contesto di gioco strutturato in cui il bambino può esplorare e crescere. Le sue attività si svolgono principalmente in contesti scolastici, gruppi di gioco o sessioni private, promuovendo il benessere e l'armonia dello sviluppo. La sua formazione è acquisita attraverso diplomi presso scuole private o master post-laurea, offrendo una preparazione mirata ma non abilitante a livello sanitario. Il ruolo del neuropsicomotricista (TNPEE)Il neuropsicomotricista, o Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE), è un professionista sanitario la cui competenza si estende dalla prevenzione alla valutazione, abilitazione e riabilitazione delle fragilità dell'età evolutiva. Lavora con bambini che presentano difficoltà più complesse e strutturate, come:
La sua formazione prevede una laurea triennale abilitante e un obbligo di formazione continua, che lo qualifica come esperto nella diagnosi funzionale e nella riabilitazione. Cos'hanno in comune psicomotricista e TNPEE?Entrambi i professionisti condividono una visione olistica del bambino, ponendo attenzione al corpo, alla dimensione affettiva e cognitiva, e rispettandone il modo di essere e di agire. La relazione, il gioco e il movimento sono strumenti centrali nel loro lavoro, che mira a favorire l'autonomia e il benessere globale del bambino. Quali sono le differenze tra psicomotricista e neuropsicomotricista?Le differenze tra psicomomotricista e TNPEE riguardano soprattutto le finalità del percorso, gli obiettivi e il loro percorso formativo. Vediamo nel dettaglio i ruoli di neuropsicomotricista e psicomotricista: chi sono e che cosa fanno? Finalità del percorso
Obiettivi
Formazione
Perché scegliere un neuropsicomotricista (TNPEE)? Il TNPEE è una professione sanitaria regolamentata, che dal 2019 prevede l'obbligo di iscrizione all'Albo delle Professioni Sanitarie. Questa iscrizione assicura che il professionista risponda a standard formativi e deontologici precisi, offrendo un servizio di alta qualità sia nella prevenzione che nella riabilitazione delle difficoltà evolutive. Scegliere un neuropsicomotricista significa garantire al proprio bambino un percorso terapeutico mirato, sicuro e basato sulle evidenze scientifiche.
Il mio koala: 6 incontri su massaggio infantile, svezzamento e sviluppo motorio dei neonati7/9/2024 A grande richiesta, torna quest'anno la seconda edizione del percorso dedicato a genitori e bambini, organizzato dallo Studio Paroliamo in collaborazione con Elisa Callegaro, insegnante di Massaggio Infantile AIMI. Il programma prevede sei incontri a Monselice, pensati per offrire occasioni di riflessione, sostegno, condivisione e attenzione, sia per le mamme che per i papà, insieme ai loro bambini. I temi principali degli incontri saranno il massaggio infantile, la pappa e lo svezzamento, lo sviluppo motorio nel primo anno di vita. 5 incontri sul massaggio infantile A.I.M.I.Con Elisa Callegaro Sabato 21 e 28 settembre 2024 Sabato 5, 12 e 19 ottobre 2024 Dalle 10.00 alle 11.30 Il massaggio infantile è una pratica che favorisce il legame tra genitori e bambini attraverso il contatto fisico delicato e consapevole. Aiuta a rilassare il bambino, a migliorare il suo benessere fisico ed emotivo, e a rafforzare la comunicazione non verbale. È spesso utilizzato per alleviare coliche, migliorare il sonno e promuovere uno sviluppo armonioso. 1 incontro sui temi svezzamento e sviluppo motorioSabato 26 ottobre 2024 dalle 10.00 alle 11.30 Con Dott. Carolina Rossi Logopedista e Dott. Luisa Ferrato Neuropsicomotricista Con la partecipazione di Dott. Caterina Scarparo Odontoiatra Pediatrica Info e contattiGli incontri si svolgeranno presso:
STUDIO PAROLIAMO Via Fratelli Cervi, 25 Monselice (PD) CONTATTI Tel: 340.2539556 Mail: [email protected] FB: ec.ioeilmiokoala |
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Agosto 2026
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