Studio Paroliamo a Monselice | Logopedia - Psicologia - TNPEE - Osteopatia - Nutrizione
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Le tappe dello sviluppo infantile: un ciclo di incontri gratuiti per neo genitori a Monselice

18/5/2026

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Crescere un figlio nei primi tre anni di vita è un'avventura straordinaria, ricca di emozioni ma anche di naturali interrogativi. Per offrire una bussola sicura e risposte concrete alle mamme e ai papà, nasce il progetto "Edu.Co 0-3 – Life Skills per neo genitori". All'interno di questa cornice istituzionale, le professioniste dello Studio Paroliamo di Monselice condurranno un ciclo di consulenze di gruppo intitolato "Insieme per saperne di più sulle tappe di sviluppo dei bambini". Si tratta di un'iniziativa preziosa e totalmente gratuita, volta a promuovere il benessere familiare e a potenziare le competenze genitoriali nella cura quotidiana dei più piccoli.

Cos'è il Progetto Edu.Co 0-3: una comunità educante per il supporto alla genitorialità e la parità di genere

Il progetto “Edu.Co 0-3, life skills per neo genitori” nasce come un intervento strutturato di supporto alla genitorialità nella cura di bambini e bambine nei primi tre anni di vita, inserito nella cornice della DGRV 115/2024 “1000 giorni di noi”. Finanziata all’interno del Programma Operativo FSE+ 2021-2027 (DGR. 588/25 "50&50 – Donne e uomini verso un futuro alla pari"), l'iniziativa vede come capofila Irecoop Veneto, con Fondazione IREA ETS in qualità di partner operativo. Il nome stesso del progetto unisce le iniziali di EDU.cazione/EDU.cante e CO.munità/CO.ntesto, con l'obiettivo di valorizzare la rete territoriale e accompagnare mamme e papà nella consapevolezza che "genitori si diventa".
Questo percorso intende dare continuità e solidità ai risultati già ottenuti con la precedente iniziativa P.A.R.I., che ha coinvolto oltre 20.000 persone. Oggi più che mai, l'intervento si rivela necessario: i dati del 2024 mostrano infatti che in Veneto il tasso di occupazione femminile (62,3%) è ancora distante da quello maschile (78%), con un divario retributivo che supera spesso i venti punti percentuali. Contrastare questa disparità e sostenere la conciliazione famiglia-lavoro non è solo una risposta ai bisogni individuali, ma un investimento per l'intera società.

Gli obiettivi di Edu.Co nei primi 1000 giorni di vita dei bambini

​Attivo da settembre 2024 a settembre 2026 nei 43 Comuni dei mandamenti di Este, Montagnana, Monselice e Conselve, il progetto si rivolge a famiglie, pediatri, educatori e psicologi per valorizzare i primi 1000 giorni di vita, che vanno dal concepimento al terzo compleanno. Questo periodo rappresenta una finestra di opportunità unica per garantire uno sviluppo cognitivo, fisico ed emotivo ottimale.

Lo sviluppo motorio, cognitivo e relazionale nei primi tre anni

Dal punto di vista della neuropsicomotricità e della psicologia dello sviluppo, i primi 36 mesi di vita sono caratterizzati da una straordinaria plasticità cerebrale. Durante gli incontri guidati dalle specialiste, verranno analizzate nel dettaglio le modalità con cui il bambino impara a conoscere lo spazio e il proprio corpo: dal controllo del capo alla posizione seduta, fino al gattonamento e ai primi passi. Ciascuna di queste tappe motorie non è un semplice traguardo fisico, ma si lega strettamente allo sviluppo cognitivo e psicologico. Comprendere l'evoluzione del gioco, l'emergere della curiosità e i meccanismi di autoregolazione emotiva permette ai genitori di creare un ambiente domestico stimolante e protetto, imparando a rispettare i tempi biologici e affettivi specifici di ogni singolo bambino.
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L'evoluzione del linguaggio e della comunicazione: l'approccio logopedico

Un focus centrale delle consulenze di gruppo sarà dedicato alla comunicazione e alla nascita del linguaggio, ambiti in cui le figure della logopedista e della psicologa collaborano sinergicamente. Verrà esplorato il viaggio comunicativo nello sviluppo linguistico, che va dai primi sguardi e sorrisi sociali alla lallazione, fino alla comparsa delle prime parole e alla strutturazione delle frasi complete. I genitori apprenderanno l'importanza delle routine quotidiane e della lettura condivisa come facilitatori linguistici naturali. L'obiettivo è fornire strumenti pratici per decodificare correttamente i segnali verbali e non verbali del neonato, aiutando le famiglie a riconoscere i passaggi chiave della crescita e a favorire un'interazione relazionale ricca, sintonizzata e priva di ansie.

Programma degli incontri

Mercoledì 27/05 - Parliamoci chiaro!
Comprendere le tappe dello sviluppo linguistico permette ai genitori di monitorare con
consapevolezza la crescita comunicativa del bambino. Partecipare a questo incontro offre strumenti
utili per favorire l’interazione precoce e distinguere le naturali variabilità individuali dai segnali che
richiedono attenzione, promuovendo un ambiente stimolante e sereno per il linguaggio.
A cura della dr.ssa Irene Pavanello
Mercoledì 10/06 - La bocca in crescita: viaggio nelle funzioni orali
L'incontro approfondisce l'evoluzione delle funzioni orali nel primo triennio, fondamentali per una
corretta masticazione, deglutizione e futura articolazione verbale. Conoscere queste tappe consente
ai genitori di promuovere uno sviluppo fisiologico armonico, prevenendo abitudini viziate e
garantendo il benessere delle strutture oro-facciali del bambino sin dai primi mesi.
A cura della dr.ssa Carolina Rossi
Mercoledì 17/06 - Mi piaci se ti muovi!
L'incontro approfondisce come il gioco rappresenti il principale strumento per promuovere le abilità
motorie nel primo triennio. Verranno fornite strategie pratiche per trasformare l'attività ludica in
un'opportunità di crescita, favorendo la coordinazione e la sicurezza del bambino attraverso un
ambiente stimolante e proposte di gioco mirate.
A cura della dr.ssa Luisa Ferrato

Info, calendario e modalità di iscrizione agli incontri di Monselice

Il ciclo di consulenze di gruppo (gratuito ma a numero chiuso) si terrà presso l'Asilo Nido "Papa Giovanni II" in Via Carrubbio 111a a Monselice (PD).

Gli appuntamenti in calendario sono programmati per i giorni 27 Maggio 2026, 10 Giugno 2026 e 17 Giugno 2026, sempre nella fascia oraria 17.30 - 19.30.

L'iniziativa, come parte del progetto per l'Ambito Territoriale Sociale Ven 17 Este gestito da Fondazione IREA ETS, è aperta a tutti i genitori e professionisti del territorio. Per scoprire il programma completo e riservare il proprio posto, è necessario compilare il modulo di iscrizione online scansionando il QR code presente sulla locandina ufficiale o cliccando direttamente sul seguente link: https://forms.gle/rRcsFzFh4GDTSStt7
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Il gioco come motore dello sviluppo: un evento da non perdere a Stanghella

23/4/2026

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Gioco educativo crescita bambino
Il gioco non è solo un passatempo, ma il linguaggio naturale attraverso cui i bambini esplorano il mondo, mettono alla prova le proprie abilità e costruiscono le basi del proprio futuro. Comprendere come supportare attivamente questo processo è fondamentale per chiunque si occupi di infanzia.
Proprio per questo, siamo felici di annunciare l'evento "Il gioco per la crescita!", un incontro formativo dedicato a esplorare il legame profondo tra attività ludica e tappe evolutive.

L'importanza del gioco nello sviluppo infantile

Il gioco ricopre un ruolo centrale nello sviluppo cognitivo, motorio e comunicativo. Attraverso "pillole" pratiche e approfondimenti teorici, analizzeremo come semplici gesti quotidiani possano trasformarsi in potenti strumenti di stimolazione. Durante l'incontro, verranno forniti consigli concreti per trasformare il tempo passato insieme in un'occasione di crescita armoniosa. Alcuni consigli li potete già trovare nei "Giochi di Paroliamo", una sezione del nostro sito interamente dedicata ai giochi per i più piccoli!

Un approccio multidisciplinare: Logopedia e Neuropsicomotricità

La forza di questo evento risiede nel dialogo tra diverse figure professionali. Interverranno infatti:
  • Dott.ssa Carolina Rossi (Logopedista): per approfondire come il gioco stimoli il linguaggio, l'interazione sociale e le abilità comunicative.
  • Dott.ssa Luisa Ferrato (Neuropsicomotricista): per illustrare l'importanza del movimento, della coordinazione e della percezione corporea nello sviluppo psicomotorio.
Entrambe le professioniste operano presso lo Studio Paroliamo di Monselice, portando la loro esperienza clinica al servizio della prevenzione e dell'educazione.

A chi è rivolto l'incontro?

L’evento è pensato per creare una rete di supporto attorno al bambino. I principali destinatari sono:
  • Genitori: i primi e più importanti attori nel processo evolutivo dei figli.
  • Educatori: che collaborano quotidianamente alla crescita e al benessere dei più piccoli.
L'obiettivo è fornire strumenti utili e rispondere a dubbi comuni, promuovendo una cultura dell'infanzia basata sull'ascolto e sul supporto attivo.

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Dettagli dell'evento e come partecipare

L'incontro si terrà in un ambiente accogliente e dedicato ai più piccoli, ideale per discutere di tematiche educative.
  • Data: Mercoledì 29 Aprile 2026
  • Orario: Dalle ore 18:00 alle ore 19:30
  • Luogo: Micronido "Piccolo Mondo", via G. Mazzini 17, località Pisana - Stanghella (PD).
Info e prenotazioni: la partecipazione richiede la prenotazione. Per riservare il tuo posto o richiedere ulteriori informazioni, puoi contattare il numero: 📞 389 907 0570
Ti aspettiamo per scoprire insieme come il gioco possa davvero fare la differenza nella crescita dei nostri bambini!
CHIAMA ORA PER PRENOTARE!
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Il gioco simbolico: perché "far finta" è fondamentale per la crescita

23/2/2026

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Bambino e bambina giocano al far finta con castello di cartone, spada e corona: esempio di gioco simbolico per lo sviluppo dell'autostima e della fantasia
Ti è mai capitato di vedere il tuo bambino parlare animatamente con un telecomando come se fosse un telefono, trasformare un semplice bastone in una potente spada magica, utilizzare una stoffa come se fosse un mantello o una gonna? Oppure di fingere di essere te, la maestra, il dottore o qualcun altro? Queste scene, tanto comuni quanto affascinanti, segnano l’inizio del gioco simbolico, meglio conosciuto come il gioco del “far finta”.
Si tratta di una tappa fondamentale della crescita che di solito si sviluppa a partire dai 18-24 mesi, quando il bambino smette di usare gli oggetti solo per la loro funzione reale ed inizia a trasformarli, separando l’oggetto dal suo significato per creare nuovi mondi; oppure inizia ad impersonificare ruoli che vive nella sua quotidianità.
Ma perché questo gioco è così cruciale per lo sviluppo? Non è solo divertimento: dietro ogni "facciamo che io ero..." si nasconde un complesso lavoro di astrazione, l’arricchimento del linguaggio e una palestra per gestire emozioni e paure. In questo articolo esploreremo i temi più cari ai bambini e capiremo come questo gioco getti le basi per la loro crescita futura.

Perché il gioco simbolico è fondamentale: linguaggio, astrazione ed empatia

L’accesso al gioco simbolico è fondamentale per la crescita del bambino. Innanzitutto è importante in quanto favorisce la capacità di astrazione, separando l’oggetto reale dal suo significato trasformandolo in qualcosa di nuovo; ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo del linguaggio perché mentre il bambino “fa finta”, assegna nomi ai personaggi, inventa storie, crea dialoghi, ecc. arricchendo così sia il suo vocabolario che la struttura della frase; lo aiuta a gestire emozioni e paure in quanto attraverso il gioco il bambino può rielaborare la situazione vissuta ed averne il controllo trasformandola in un’azione attiva e rassicurante e, allo stesso tempo, stimola l’empatia perché interpretando un ruolo si mette nel panni degli altri.

8 temi comuni usati dai bambini nel gioco simbolico

Vediamo ora quali sono alcuni dei temi più comunemente usati dai bambini nel gioco simbolico.
  1. Case, nascondigli, rifugi: qualunque oggetto contenitore può diventare una casa, un nascondiglio o un rifugio; un luogo sicuro per separare l’interno dall’esterno, dov’è il bambino stesso a decidere chi far entrare e chi no, decidendo in modo metaforico chi far entrare nel suo mondo.
  2. La famiglia, la scuola: con queste tematiche il bambino riporta azioni che vive quotidianamente e nelle quali riveste un ruolo specifico a seconda della relazione e del vissuto che vuole rivivere. Ecco allora che diventa neonato se ricerca la regressione rassicurante fatta di accudimento e coccole, diventa genitore se vuole sperimentare il potere di decidere e dare regole ma anche il prendersi cura dell’altro, diventa maestra che insegna agli altri consolidando così ciò che ha imparato, ecc.
  3. Il dottore/il dentista: è un modo per esorcizzare la paura di andare dal medico/dentista, prendersi cura dell’altro e favorire la consapevolezza e la conoscenza del corpo.
  4. Gli animali: permettono di sperimentare schemi motori diversi, giocare con la voce a riprodurre i diversi versi, potersi dimostrare forti oppure più indifesi e bisognosi di cure.
  5. Lupi, mostri e fantasmi: è un modo per rielaborare alcune delle tipiche paure infantili ed allenare il coraggio.
  6. Supereroi, fate e principesse: sono ruoli che aumentano la propria autostima creando un sé ideale, che protegge, difende e salva gli altri.
  7. Guerre e battaglie: al contrario di quanto si possa pensare non sono indice di aggressività, ma costruire armi e combattere serve al bambino per sentirsi forte e potente, per potersi sfogare, per far vincere il bene sul male (basti pensare che nei loro combattimenti i bambini lottano sempre contro “i cattivi”).
  8. Mezzi di trasporto: oltre a riprodurre scene di vita quotidiana, promuovono l’autonomia, è il bambino stesso a decidere dove andare e con che mezzo andarci, se fermarsi dov’è o allontanarsi.
Esempio di gioco simbolico: bambina che gioca al dottore con un peluche per sviluppare empatia e linguaggio

Alcuni consigli per favorire il gioco simbolico a casa

Spesso viene richiesto al TNPEE (Neuropsicomotricista dell'età evolutiva) come fare per favorire il gioco simbolico a casa. Ecco alcuni consigli dalle nostre specialiste:
  • proponi al bambino materiali non strutturati quali tubi di cartone, stoffe, cuscini, bastoncini, ecc.
  • lascia che il sia il bambino a scegliere i ruoli di ogni partecipante al gioco;
  • non limitare la sua fantasia, ma accoglila aiutandolo a farla evolvere.

Sostieni la fantasia e osserva con cura: quando consultare uno specialista

In definitiva, il gioco simbolico è il linguaggio attraverso cui i bambini imparano a stare al mondo, esplorando l'autonomia, l'empatia e il coraggio. Che si tratti di difendere un castello come un supereroe o di preparare una cena immaginaria in un rifugio sicuro, ogni azione simbolica contribuisce a costruire l'identità e la sicurezza del bambino.
Tuttavia, è importante osservare con cura come evolve questo gioco: se verso i tre anni appare ancora statico e ripetitivo (esempio: il bambino muove le macchinine avanti e indietro senza uno scopo), mancano l’imitazione o la condivisione dell’idea di gioco, può essere utile rivolgersi ad un TNPEE (neuropsicomotricista).
Il TNPEE, partendo dall’iniziativa spontanea del bambino, lo aiuta a dare un senso ad ogni sua azione, ad ampliare le cornici di gioco e a farle evolvere sul piano simbolico, trasformando ogni azione in un’occasione di piacere condiviso e crescita evolutiva.
Sostenere il "far finta" oggi significa dare ai bambini gli strumenti per comprendere la realtà di domani.
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Quando rivolgersi ad un neuropsicomotricista (TNPEE)?

19/11/2025

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Il terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (abbreviato TNPEE o neuropsicomotricista) è l’unico professionista sanitario specializzato esclusivamente per l’età pediatrica (0-18 anni), la cui definizione tecnica e qualifica professionale è definita dal Decreto Ministeriale Sanità del 17 Gennaio 1997, N. 56.

Cosa fa un neuropsicomotricista (TNPEE)?

Un neuropsicomotricista lavora sia in ambito educativo-preventivo che abilitativo-riabilitativo in strutture pubbliche e private.
In 
ambito educativo-preventivo si rivolge a qualsiasi bambino, anche in assenza di difficoltà, al fine di promuovere uno sviluppo armonico che va a coinvolgere tutte le aree:
  • affettivo-relazionale,
  • motoria,
  • comunicativa,
  • cognitiva.
In ambito riabilitativo si occupa dell’abilitazione e riabilitazione dei disturbi dello sviluppo (ritardi psicomotori e cognitivi, disturbi dell’attenzione, aggressività, inibizione, iperattività), del disturbo dello spettro autistico, dei disturbi della regolazione emotivo-comportamentale, di difficoltà motorie (disprassia, impaccio motorio, mal destrezza), di disturbi sensoriali, di patologie neuromotorie (paralisi cerebrali infantili, distrofie, miopatie, ecc.), di sindromi genetiche, di difficoltà nella consapevolezza e rappresentazione dello schema corporeo e dell’organizzazione spazio-temporale, di disgrafia (un disturbo specifico dell’apprendimento) e di difficoltà grafiche e grafo-motorie.
Inoltre il TNPEE collabora con altri medici e professionisti sanitari (neuropsichiatra infantile, psicologa, pediatra, logopedista, ecc.) in equipe multidisciplinare per definire il profilo di sviluppo e il percorso terapeutico adatto ad ogni bambino; fornisce supporto indiritto alla famiglia condividendo costantemente il progetto riabilitativo e fornendo indicazioni da applicare nella vita quotidiana; collabora con la scuola in favore dell’integrazione scolastica.

Quando rivolgersi ad un neuropsicomotricista?

Una famiglia dunque quando dovrebbe rivolgersi ad uno neuropsicomotricista per una valutazione per il proprio figlio e per avviare in seguito un percorso?
Come spiegato sopra gli ambiti di intervento del TNPEE sono veramente tanti, proviamo quindi ad analizzare le difficoltà nelle varie aree che potrebbero accendere qualche campanello d’allarme e richiedere una consulenza per un approfondimento.
Area affettivo relazionale, problemi di comportamento e di regolazione emotiva:
  • difficoltà in contesti sociali o di fronte alle nuove situazioni;
  • difficoltà nel mantenere il contatto oculare;
  • inibizione e difficoltà di interazione sociale con i pari (sia comunicative che di gioco) con tendenza all’isolamento;
  • difficoltà nell’espressione e comunicazione delle proprie emozioni, o viceversa manifestazione esagerata delle stesse con scoppi d’ira immotivati e fatica nella gestione della frustrazione;
  • scarsa tolleranza e rispetto delle regole;
  • rigidità, scarsa tolleranza alle variazioni;
  • iperattività e difficoltà di inibizione degli impulsi;
  • anomalie nel gioco quali tendenza alla ripetitività, all’ordine maniacale degli oggetti (tutti in fila, uno sopra all’altro, ecc.), scarsa evoluzione sul piano simbolico, senza il coinvolgimento degli altri, ecc.
Area motoria:
  • ritardo nell’acquisizione delle tappe motorie (controllo del capo, rotolamento, posizione seduta, cammino, salto, ecc.);
  • osservazione di ipotono (riduzione del tono muscolare) o ipertono (eccessivo tono muscolare);
  • cammino sulle punte;
  • difficoltà di equilibrio;
  • impaccio motorio e mal destrezza;
  • difficoltà nelle prassie e autonomie quotidiane (vestirsi/svestirsi, mettere le scarpe, utilizzare le posate, aprire una porta, ecc.);
  • difficoltà nella motricità fine (utilizzare entrambe le mani contemporaneamente, utilizzare materiali di precisione quali forbici e matite, infilare perline, ecc.);
  • difficoltà nel riconoscimento dello schema corporeo e problemi di lateralizzazione.
Area comunicativa:
  • assenza dei gesti comunicativi come indicare e salutare;
  • nessuna risposta al nome o a stimoli sonori di richiamo;
  • chiusura relazionale oppure aggressività con i pari di fronte a difficoltà linguistiche (ritardi o disturbi del linguaggio) che impediscono al bambino una comunicazione efficace.
Area cognitiva e degli apprendimenti:
  • difficoltà nelle funzioni esecutive (attenzione, memoria, inibizione, pianificazione, problem solving, ecc.);
  • difficoltà grafiche e grafo-motorie (errata prensione dello strumento grafico, incapacità di gestione dello spazio grafico, difficoltà nella copia, ecc.);
  • scrittura illeggibile (possibile disgrafia) o anomala (grandezza eccessiva o minuscola, lettere atipiche, ecc.);
  • difficoltà visuo-percettive (distinguere dimensioni, forme e colori, distinguere la posizione di un oggetto nello spazio, ecc.);
  • difficoltà nell’organizzazione spazio-temporale;
  • difficoltà di conteggio, di riconoscimento dei numeri e nella abilità logico-matematiche di base.
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Non sottovalutare i segnali, agisci tempestivamente!

Come si può capire è importante non sottovalutare alcuni segnali o pensare che con il tempo si risolveranno spontaneamente, ma agire tempestivamente per cogliere sul nascere alcune difficoltà che potrebbero influire sul benessere e lo sviluppo globale del bambino. L’attivazione di un intervento di neuro e psicomotricità può contribuire a migliorare la qualità di vita del soggetto e della famiglia, favorendo il loro benessere emotivo, sociale e motorio.
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Cos'è il W-sitting e perché evitarlo

26/5/2025

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Vi è mai capitato di osservare i bambini piccoli mentre giocano seduti sul pavimento? Se provate ad osservare bene la maggior parte di loro utilizza una seduta caratteristica: quella a W, meglio definita come W-sitting.

Cos'è il W-sitting?

Il W-sitting è la posizione in cui il bambino si siede con il bacino a terra con i glutei a contatto con il suolo, le ginocchia piegate e con le gambe e i piedi spostati lateralmente ai lati delle anche con una posizione che se guardata dall’alto ricorda appunto la W.
È una posizione molto adottata dai bambini tra i 2 e i 5 anni in quando essendo una postura in cui il contatto con il suolo ha una base ampia, viene notevolmente ridotto lo sforzo del bambino necessario per mantenere l’equilibrio del tronco e riesce a giocare con una maggiore stabilità. È inoltre maggiormente osservabile nei bambini con lassità legamentosa ed ipotonia (scarso tono muscolare).
Se da una parte è una posizione che può essere considerata fisiologica, dall’altra è comunque bene limitarla suggerendo delle alternative. In particolare, se il bambino la utilizza costantemente non riuscendo ad utilizzare altre posture o permane oltre i 5 anni è bene consultare un professionista per valutare la stabilità posturale del bambino e per avere dei consigli su come favorire l’utilizzo di altre modalità per sedersi, definendo insieme se può essere necessario fare un percorso per potenziare la muscolatura e l’equilibrio, tutto ovviamente attraverso il gioco.

Perché il W-sitting è dannoso se protratto a lungo?

Innanzitutto in questa postura di W-sitting la mobilità del tronco è molto limitata e quini di bambino si troverà a giocare solo con oggetti posti di fronte a lui e farà fatica a raggiungere quelli posti di lato o dietro. Di conseguenza la coordinazione bilaterale che coinvolge l’integrazione della parte destra e quella sinistra del corpo viene poco stimolata con ricadute e ritardi nello sviluppo della motricità fine e della lateralità.
Ne risente inoltre lo sviluppo delle articolazioni con rischio di un allineamento non fisiologico di anche, ginocchia e piedi che vanno ad influire nella camminata che potrebbe risultare con i piedi intraruotati (punte verso l’interno) con conseguente difficoltà nell’equilibrio ed impaccio motorio.
È bene quindi fin da piccoli cercare di correggere questa posizione offrendo ai bambini delle posture diverse durante il gioco sul pavimento, quali:
  • Sedersi con le gambe incrociate (come gli indiani);
  • Sedersi con le gambe distese (posizione long-sitting);
  • Mettersi in ginocchio con i glutei appoggiati ai talloni;
  • Distendersi a pancia in giù;
  • Sedersi lateralmente con le gambe da un lato.
Se vuoi dei consigli su giochi da proporre per rafforzare i muscoli addominali e dorsali in modo da sostenere l’adozione di altre posture, non esitare a contattarci!
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Un viaggio nel mondo della psicomotricità al nido

19/3/2025

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Nei primi anni di vita, il bambino scopre il mondo attraverso il movimento e il gioco. Ogni esperienza corporea è un’opportunità di crescita, di apprendimento e di relazione con gli altri. La psicomotricità, attraverso un approccio ludico e coinvolgente, diventa uno strumento prezioso per accompagnare i più piccoli in questa fase fondamentale dello sviluppo. Con questo progetto, vogliamo offrire ai bambini un ambiente sicuro e stimolante, dove possano esplorare le proprie capacità motorie, comunicative ed emozionali, crescendo in modo armonico e sereno.

​Cos'è la psicomotricità e perché è importante?

La psicomotricità è una disciplina che favorisce uno sviluppo armonico del bambino attraverso il gioco e il movimento. Nei primi tre anni di vita, il bambino costruisce le basi della propria personalità e sviluppa le principali caratteristiche della comunicazione e della relazione con gli altri. In questa fase, il gioco è la sua principale forma di espressione e apprendimento.
Mediante la psicomotricità educativa, si promuove uno sviluppo globale del bambino, prestando particolare attenzione agli aspetti psico-affettivi e sociali. Il gioco psicomotorio, unito alla relazione corporea, favorisce la crescita non solo sul piano motorio, ma anche su quello emotivo, relazionale e cognitivo.

Gli obiettivi del progetto di psicomotricità al nido

Obiettivi generali
  • Creare un ambiente sicuro e accogliente per il bambino.
  • Promuovere un'immagine positiva di sé e dell’ambiente.
  • Favorire l'autonomia e il processo di separazione-individuazione.
  • Sostenere l'inserimento nella scuola.
  • Osservare e rispondere ai bisogni individuali.
  • Stimolare la comunicazione e lo sviluppo di modelli comportamentali adeguati.
  • Fornire strumenti di lettura e gestione del gruppo classe agli insegnanti.
Obiettivi specifici
  • Sviluppare competenze motorie adeguate all'età.
  • Promuovere la conoscenza del corpo e dello spazio.
  • Stimolare la manualità fine e la manipolazione di oggetti.
  • Migliorare le capacità comunicative, verbali e non verbali.
  • Rafforzare le capacità sensoriali (vista, tatto, udito).
  • Favorire la gestione delle emozioni.
  • Sviluppare la creatività e il rispetto delle regole.

Struttura del programma di psicomotricità

Le attività proposte si sviluppano attraverso tre principali tipologie di gioco: il gioco sensomotorio, il gioco simbolico e il gioco di socializzazione.
Nel gioco sensomotorio, il bambino sperimenta diverse modalità di movimento come strisciare, rotolare, camminare, correre e saltare, sviluppando il piacere dell’azione e un’immagine positiva di sé.
Il gioco simbolico, invece, permette al bambino di esplorare la fantasia e la creatività utilizzando oggetti semplici come palle, stoffe e bambole, favorendo le sue capacità relazionali e comunicative attraverso il gioco del “facciamo finta che”.
Infine, nel gioco di socializzazione, vengono proposti giochi di gruppo come trenini e girotondi, che aiutano il bambino a interagire con i coetanei e a rispettare semplici regole sociali.

Il ruolo della neuropsicomotricista

La neuropsicomotricista guida il bambino nel gioco senza imporre attività, ma lasciandolo libero di esplorare. Attraverso un atteggiamento empatico, accompagna il bambino nel suo percorso di crescita, intervenendo solo per ampliare e arricchire le esperienze di gioco.
Vederla all'opera ci evidenzia ancora una volta le differenze tra psicomotricista e neuropsicomoptricista.
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 Modalità di realizzazione del progetto psicomotricità al nido

  • Suddivisione in gruppi: massimo 12 bambini, suddivisi per età.
  • Durata delle lezioni: 45 minuti (30 per i più piccoli).
  • Fasi della lezione:
  1. Rituale di entrata (5 min) - Introduzione e ripetizione delle regole.
  2. Fase centrale (25-30 min) - Attività ludiche e tematiche.
  3. Fase di decentramento (5 min) - Ritorno alla calma con storie o attività manipolative.
  4. Rituale di uscita (5 min) - Chiusura della lezione.
Le attività si svolgono in una stanza ampia e sicura, con materiali adeguati e normativamente conformi.

Quali materiali sono stati utilizzati?

Durante le attività vengono utilizzati diversi materiali che stimolano il gioco e la creatività del bambino. Tra questi troviamo materiali di recupero (scatoloni, fogli di giornale, bottiglie di plastica), materassi e cuscini di gommapiuma per l’attività motoria, palloni e cerchi per il gioco sensomotorio e di socializzazione. Inoltre, si utilizzano tessuti colorati per giochi di drammatizzazione, corde per esplorazioni spaziali, costruzioni e contenitori per sviluppare la manualità, strumenti musicali per stimolare la percezione sonora e bambolotti per il gioco simbolico.
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​Collaborazione con le educatrici del Nido

Le educatrici sono coinvolte nel progetto per favorire l’inserimento dei bambini e osservare l’evoluzione del gruppo. Il confronto costante con la neuropsicomotricista permette di individuare eventuali situazioni di disagio e di intervenire in modo mirato.

La fase di valutazione e verifica: quali competenze vengono monitorate?

Durante il percorso, si monitorano diverse competenze:​
  • Relazione con lo spazio: sicurezza nei movimenti, equilibrio, gestione della distanza.
  • Relazione con gli altri: modalità di interazione e comunicazione.
  • Relazione con gli oggetti: utilizzo e manipolazione dei materiali.
  • Relazione con sé stesso: riconoscimento del corpo, gestione delle emozioni.
Se necessario, si possono compilare schede di valutazione individuali e organizzare colloqui con i genitori.

Psicomotricità al nido, un'opportunità unica!

Il progetto di psicomotricità al nido rappresenta un'opportunità unica per accompagnare i bambini in un percorso di crescita armonioso e divertente. Grazie al gioco e al movimento, ogni bambino può esprimere il proprio mondo interiore, sviluppare competenze fondamentali e affrontare con maggiore sicurezza le tappe della sua evoluzione.

Il risultato della psicomotricità educativa? Dei bellissimi disegni!

Durante gli incontri di psicomotricità educativa i bambini hanno avuto la possibilità di sperimentare liberamente con il proprio corpo e di esprimere sé stessi, senza vincoli e senza imposizioni; di capire le proprie capacità, di svilupparne di nuove e di conoscere i propri limiti.
Il tutto scandito da momenti ben precisi:​
  • Rituale iniziale: seduti insieme ognuno viene toccato sulla testa e lui/lei, oppure i compagni o l’educatrice se non vuole o non è ancora in grado, dice il suo nome, si ripetono le regole (non farsi male, non uscire dalla stanza e fermarsi allo stop) e si conta fino a 5 prima di partire
  • Momento del gioco: gioco sensomotorio e primi approcci al gioco simbolico, individuale o di gruppo, guidati dalla neuropsicomotricista che coglie ciò che ogni bambino propone liberamente, con il materiale via via proposto
  • Momento del rilassamento: per ritornare alla calma dopo tanto movimento, gioco delle statue e controllo della respirazione con il gioco del palloncino
  • Momento della sperimentazione grafica: ad ogni incontro è stato dato uno strumento grafico diverso con cui il bambino poteva disegnare; si è provato a chiedere ad ogni bambino cosa avesse disegnato per favorire la mentalizzazione, ma se non rispondeva non era un problema.
  • Rituale finale: saluto tutti insieme
Di seguito tutti i disegni fatti dal bambino/a: a questa età il disegno viene utilizzato come scarica sensomotoria sul foglio (lo scarabocchio) ma già c’è chi inizia a dare comunque un significato a ciò che ha disegnato, indice che c’è un pensiero dietro.
​Nell’ordine sono stati proposti: pennarelli, matite colorate, penne, cerette, gessi e acquarelli utilizzati con le dita.
"Si può scoprire di più su una persona in un'ora di gioco, che in un anno di conversazione" - Platone
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Il mio koala: 6 incontri su massaggio infantile, pappa e gioco nel primo anno di vita

6/2/2025

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Dopo il successo della seconda edizione dedicata a massaggio infantile e svezzamento, torna la terza edizione del percorso dedicato a genitori e bambini, organizzato dallo Studio Paroliamo in collaborazione con Elisa Callegaro, insegnante di Massaggio Infantile AIMI.
Il programma prevede sei incontri a Monselice, pensati per offrire momenti di riflessione, sostegno, condivisione e attenzione per mamme e papà insieme ai loro bambini.
I temi principali degli incontri saranno:
✅ Massaggio infantile
🍽️ Pappa e svezzamento
🚼 Sviluppo motorio nel primo anno di vita
​
Un'occasione speciale per accompagnare i primi mesi di crescita con consapevolezza e serenità!
Foto

5 incontri sul massaggio infantile A.I.M.I.

Con Elisa Callegaro
​
Sabato 15,22 e 29 marzo 2025
Sabato 5, 12 aprile 2025


Dalle 10.00 alle 11.30
Il massaggio infantile è un’esperienza di contatto dolce e consapevole che rafforza il legame tra genitori e bambini. Attraverso il tocco, favorisce il rilassamento, migliora il benessere fisico ed emotivo e potenzia la comunicazione non verbale. È particolarmente utile per alleviare le coliche, favorire un sonno più sereno e accompagnare il bambino in un crescita armoniosa.
PRENOTA ORA

1 incontro sui temi svezzamento e sviluppo motorio

Sabato 19 aprile 2025
dalle 10.00 alle 11.30


Con Dott. Carolina Rossi
Logopedista

e Dott. Luisa Ferrato
Neuropsicomotricista

Con la partecipazione di
Dott. Caterina Scarparo
Odontoiatra Pediatrica
PRENOTA ORA

Info e contatti

Gli incontri si svolgeranno presso:
STUDIO PAROLIAMO
Via Fratelli Cervi, 25
Monselice (PD)

CONTATTI
Tel: 
340.2539556
Mail: [email protected]
FB: ec.ioeilmiokoala
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Psicomotricista e Neuropsicomotricista (TNPEE): professioni diverse, competenze complementari

16/11/2024

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Quando si tratta di supportare il corretto sviluppo dei bambini, è fondamentale avere ben chiara la distinzione tra le figure dello psicomotricista e del neuropsicomotricista (TNPEE). Sebbene entrambi i professionisti lavorino nel campo dello sviluppo infantile, le loro competenze, finalità e modalità di intervento presentano differenze significative. Comprendere queste differenze è essenziale per garantire che ogni bambino riceva l'intervento più adatto alle proprie necessità, favorendo uno sviluppo sereno e armonioso.

Il ruolo del psicomotricista

Lo psicomotricista opera prevalentemente in ambito educativo e preventivo, lavorando con bambini che hanno uno sviluppo tipico o che presentano lievi difficoltà. Le attività proposte mirano a stimolare la relazione tra il corpo, l'affettività e la dimensione cognitiva del bambino, attraverso il gioco e il movimento. Il Psicomotricista favorisce il potenziamento delle competenze motorie, relazionali ed emotive, creando un contesto di gioco strutturato in cui il bambino può esplorare e crescere.
Le sue attività si svolgono principalmente in contesti scolastici, gruppi di gioco o sessioni private, promuovendo il benessere e l'armonia dello sviluppo.
​La sua formazione è acquisita attraverso diplomi presso scuole private o master post-laurea, offrendo una preparazione mirata ma non abilitante a livello sanitario.

Il ruolo del neuropsicomotricista (TNPEE)

Il neuropsicomotricista, o Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva (TNPEE), è un professionista sanitario la cui competenza si estende dalla prevenzione alla valutazione, abilitazione e riabilitazione delle fragilità dell'età evolutiva.
Lavora con bambini che presentano difficoltà più complesse e strutturate, come:
  • disturbi del neurosviluppo
  • ritardi motori
  • disturbi del linguaggio
  • altre problematiche evolutive
Il TNPEE interviene in modo mirato con programmi terapeutici personalizzati, volti a migliorare le capacità motorie, cognitive, comportamentali e relazionali del bambino.
La sua formazione prevede una laurea triennale abilitante e un obbligo di formazione continua, che lo qualifica come esperto nella diagnosi funzionale e nella riabilitazione.
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Cos'hanno in comune psicomotricista e TNPEE?

​Entrambi i professionisti condividono una visione olistica del bambino, ponendo attenzione al corpo, alla dimensione affettiva e cognitiva, e rispettandone il modo di essere e di agire. La relazione, il gioco e il movimento sono strumenti centrali nel loro lavoro, che mira a favorire l'autonomia e il benessere globale del bambino.

Quali sono le differenze tra psicomotricista e neuropsicomotricista?

Le differenze tra psicomomotricista e TNPEE riguardano soprattutto le finalità del percorso, gli obiettivi e il loro percorso formativo. Vediamo nel dettaglio i ruoli di neuropsicomotricista e psicomotricista: chi sono e che cosa fanno?

Finalità del percorso

  • Psicomotricista: lo psicomotricista opera in un contesto prevalentemente educativo e preventivo. La sua finalità è favorire uno sviluppo armonico del bambino, lavorando sul gioco e sulla relazione per prevenire eventuali difficoltà. Questo approccio è particolarmente indicato per bambini che non presentano disturbi specifici ma che necessitano di un supporto per potenziare le proprie capacità.
  • Neuropsicomotricista (TNPEE): il TNPEE interviene anche in ambiti clinici, occupandosi della valutazione, abilitazione e riabilitazione delle difficoltà più strutturate. La finalità del suo percorso non è solo preventiva, ma anche terapeutica, volta a migliorare competenze specifiche e a colmare eventuali deficit. Preferire un TNPEE può essere la scelta giusta per bambini con difficoltà complesse o diagnosi specifiche che richiedono un approccio scientifico e personalizzato.

Obiettivi

  • Psicomotricista: l'obiettivo primario dello psicomotricista è sostenere lo sviluppo globale del bambino, promuovendo il benessere fisico ed emotivo attraverso il gioco e il movimento. La sua attenzione è rivolta al rafforzamento delle competenze sociali, affettive e motorie in un contesto ludico e relazionale.
  • Neuropsicomotricista (TNPEE): il TNPEE si pone come obiettivo sia il sostegno dello sviluppo che la riabilitazione delle aree deficitarie. Questo significa lavorare in modo specifico e mirato sulle difficoltà del bambino, attraverso protocolli terapeutici strutturati e basati sulle evidenze scientifiche. Per i bambini con bisogni complessi, un TNPEE è in grado di offrire un percorso terapeutico completo, capace di integrare gli aspetti clinici e riabilitativi con l'interazione ludica.

Formazione

  • Psicomotricista: la formazione dello psicomotricista può essere ottenuta attraverso diplomi privati o master post-laurea, offrendo una preparazione specifica per l'ambito educativo e preventivo. Tuttavia, non essendo una professione sanitaria regolamentata, il suo intervento ha limiti in termini di competenza clinica e terapeutica.
  • Neuropsicomotricista (TNPEE): il TNPEE è un professionista sanitario, con una laurea triennale abilitante e un obbligo di formazione continua per garantire il costante aggiornamento delle proprie competenze. Dal 2019, l'iscrizione all'Albo delle Professioni Sanitarie garantisce una regolamentazione rigorosa e una vigilanza costante sul suo operato. Preferire un TNPEE significa scegliere un professionista con un percorso di studi strutturato e un riconoscimento istituzionale, in grado di offrire garanzie di qualità e competenza.
Differenze tra psicomotricista e tnpee
Le differenze tra psicomotricista e neuropsicomotricista (TNPEE)

Perché scegliere un neuropsicomotricista (TNPEE)?

Il TNPEE è una professione sanitaria regolamentata, che dal 2019 prevede l'obbligo di iscrizione all'Albo delle Professioni Sanitarie. Questa iscrizione assicura che il professionista risponda a standard formativi e deontologici precisi, offrendo un servizio di alta qualità sia nella prevenzione che nella riabilitazione delle difficoltà evolutive. Scegliere un neuropsicomotricista significa garantire al proprio bambino un percorso terapeutico mirato, sicuro e basato sulle evidenze scientifiche.
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Il mio koala: 6 incontri su massaggio infantile, svezzamento e sviluppo motorio dei neonati

7/9/2024

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A grande richiesta, torna quest'anno la seconda edizione del percorso dedicato a genitori e bambini, organizzato dallo Studio Paroliamo in collaborazione con Elisa Callegaro, insegnante di Massaggio Infantile AIMI. Il programma prevede sei incontri a Monselice, pensati per offrire occasioni di riflessione, sostegno, condivisione e attenzione, sia per le mamme che per i papà, insieme ai loro bambini.
I temi principali degli incontri saranno il massaggio infantile, la pappa e lo svezzamento, lo sviluppo motorio nel primo anno di vita.
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5 incontri sul massaggio infantile A.I.M.I.

Con Elisa Callegaro
​
Sabato 21 e 28 settembre 2024
Sabato 5, 12 e 19 ottobre 2024


Dalle 10.00 alle 11.30
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Il massaggio infantile è una pratica che favorisce il legame tra genitori e bambini attraverso il contatto fisico delicato e consapevole. Aiuta a rilassare il bambino, a migliorare il suo benessere fisico ed emotivo, e a rafforzare la comunicazione non verbale. È spesso utilizzato per alleviare coliche, migliorare il sonno e promuovere uno sviluppo armonioso.
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1 incontro sui temi svezzamento e sviluppo motorio

Sabato 26 ottobre 2024
dalle 10.00 alle 11.30


Con Dott. Carolina Rossi
Logopedista

e Dott. Luisa Ferrato
Neuropsicomotricista

Con la partecipazione di
Dott. Caterina Scarparo
Odontoiatra Pediatrica
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Info e contatti

Gli incontri si svolgeranno presso:
STUDIO PAROLIAMO
Via Fratelli Cervi, 25
Monselice (PD)

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Tel: 
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Tummy Time: quando iniziare

8/8/2024

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In questo articolo parleremo di un argomento fondamentale per lo sviluppo motorio dei neonati: il "tummy time". Se siete genitori alle prime armi o avete semplicemente bisogno di chiarimenti su quando e come iniziare, siete nel posto giusto.

Cos'è il Tummy Time?

Il "tummy time" è un termine inglese che si riferisce al tempo che un neonato trascorre sdraiato a pancia in giù durante le ore di veglia. Questa pratica è cruciale per il corretto sviluppo muscolare e motorio del bambino. Aiuta a rafforzare i muscoli del collo, delle spalle e della schiena, essenziali per tappe di sviluppo come il rotolamento, il sedersi e il gattonare.

Tummy Time: quando iniziare?

L'American Academy of Pediatrics raccomanda di iniziare il tummy time fin dai primi giorni di vita. Anche pochi minuti al giorno possono fare la differenza. È importante ricordare che il tummy time deve avvenire solo quando il bambino è sveglio e sotto stretta supervisione. Mai lasciare un neonato incustodito durante questa attività.

Tummy Time: 4 consigli per iniziare

Ecco alcuni suggerimenti per iniziare in modo sicuro ed efficace:
  1. Gradualità: All'inizio, il bambino potrebbe non gradire molto questa posizione. È normale! Iniziate con brevi sessioni di 2-3 minuti, diverse volte al giorno. Con il tempo, potrete aumentare gradualmente la durata fino a raggiungere un totale di circa 20-30 minuti al giorno.
  2. Ambiente sicuro: Assicuratevi che il bambino sia posizionato su una superficie sicura e confortevole. Un tappetino da gioco o una coperta ben imbottita sono ottime opzioni. Evitate superfici troppo morbide o cuscini che potrebbero ostacolare i movimenti del neonato.
  3. Coinvolgimento e interazione: Rendete il tummy time un momento piacevole e interattivo. Sdraiarsi accanto al bambino, parlare, cantare o mostrare giocattoli colorati può aiutare a distrarlo e a rendere l'attività più divertente.
  4. Utilizzo di supporti: Per i neonati molto piccoli, un asciugamano arrotolato o un piccolo cuscino sotto il petto può offrire un po' di supporto aggiuntivo, rendendo la posizione più comoda.

I benefici del Tummy Time

I benefici del tummy time sono numerosi e vanno oltre il rafforzamento muscolare. Questa pratica può prevenire la plagiocefalia posizionale, una condizione in cui la testa del neonato assume una forma piatta a causa del tempo trascorso sdraiato sulla schiena. Inoltre, il tummy time stimola lo sviluppo delle abilità motorie grossolane, come il controllo della testa e del tronco, e favorisce la coordinazione occhio-mano.

Chiedi supporto al neuropsicomotricista

Il tummy time è una componente essenziale per il sano sviluppo dei neonati. Iniziare presto e fare di questa pratica una parte regolare della routine quotidiana può portare a benefici significativi a lungo termine. Ricordate, ogni bambino è unico e può avere tempi di adattamento diversi. L'importante è essere pazienti, costanti e creare un ambiente positivo e stimolante per il vostro piccolo.
Per ulteriori consigli e informazioni sullo sviluppo infantile, non esitate a contattarci. Siamo qui per supportarvi nel meraviglioso viaggio della crescita del vostro bambino!
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