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Il gioco simbolico: perché "far finta" è fondamentale per la crescita

23/2/2026

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Bambino e bambina giocano al far finta con castello di cartone, spada e corona: esempio di gioco simbolico per lo sviluppo dell'autostima e della fantasia
Ti è mai capitato di vedere il tuo bambino parlare animatamente con un telecomando come se fosse un telefono, trasformare un semplice bastone in una potente spada magica, utilizzare una stoffa come se fosse un mantello o una gonna? Oppure di fingere di essere te, la maestra, il dottore o qualcun altro? Queste scene, tanto comuni quanto affascinanti, segnano l’inizio del gioco simbolico, meglio conosciuto come il gioco del “far finta”.
Si tratta di una tappa fondamentale della crescita che di solito si sviluppa a partire dai 18-24 mesi, quando il bambino smette di usare gli oggetti solo per la loro funzione reale ed inizia a trasformarli, separando l’oggetto dal suo significato per creare nuovi mondi; oppure inizia ad impersonificare ruoli che vive nella sua quotidianità.
Ma perché questo gioco è così cruciale per lo sviluppo? Non è solo divertimento: dietro ogni "facciamo che io ero..." si nasconde un complesso lavoro di astrazione, l’arricchimento del linguaggio e una palestra per gestire emozioni e paure. In questo articolo esploreremo i temi più cari ai bambini e capiremo come questo gioco getti le basi per la loro crescita futura.

Perché il gioco simbolico è fondamentale: linguaggio, astrazione ed empatia

L’accesso al gioco simbolico è fondamentale per la crescita del bambino. Innanzitutto è importante in quanto favorisce la capacità di astrazione, separando l’oggetto reale dal suo significato trasformandolo in qualcosa di nuovo; ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo del linguaggio perché mentre il bambino “fa finta”, assegna nomi ai personaggi, inventa storie, crea dialoghi, ecc. arricchendo così sia il suo vocabolario che la struttura della frase; lo aiuta a gestire emozioni e paure in quanto attraverso il gioco il bambino può rielaborare la situazione vissuta ed averne il controllo trasformandola in un’azione attiva e rassicurante e, allo stesso tempo, stimola l’empatia perché interpretando un ruolo si mette nel panni degli altri.

8 temi comuni usati dai bambini nel gioco simbolico

Vediamo ora quali sono alcuni dei temi più comunemente usati dai bambini nel gioco simbolico.
  1. Case, nascondigli, rifugi: qualunque oggetto contenitore può diventare una casa, un nascondiglio o un rifugio; un luogo sicuro per separare l’interno dall’esterno, dov’è il bambino stesso a decidere chi far entrare e chi no, decidendo in modo metaforico chi far entrare nel suo mondo.
  2. La famiglia, la scuola: con queste tematiche il bambino riporta azioni che vive quotidianamente e nelle quali riveste un ruolo specifico a seconda della relazione e del vissuto che vuole rivivere. Ecco allora che diventa neonato se ricerca la regressione rassicurante fatta di accudimento e coccole, diventa genitore se vuole sperimentare il potere di decidere e dare regole ma anche il prendersi cura dell’altro, diventa maestra che insegna agli altri consolidando così ciò che ha imparato, ecc.
  3. Il dottore/il dentista: è un modo per esorcizzare la paura di andare dal medico/dentista, prendersi cura dell’altro e favorire la consapevolezza e la conoscenza del corpo.
  4. Gli animali: permettono di sperimentare schemi motori diversi, giocare con la voce a riprodurre i diversi versi, potersi dimostrare forti oppure più indifesi e bisognosi di cure.
  5. Lupi, mostri e fantasmi: è un modo per rielaborare alcune delle tipiche paure infantili ed allenare il coraggio.
  6. Supereroi, fate e principesse: sono ruoli che aumentano la propria autostima creando un sé ideale, che protegge, difende e salva gli altri.
  7. Guerre e battaglie: al contrario di quanto si possa pensare non sono indice di aggressività, ma costruire armi e combattere serve al bambino per sentirsi forte e potente, per potersi sfogare, per far vincere il bene sul male (basti pensare che nei loro combattimenti i bambini lottano sempre contro “i cattivi”).
  8. Mezzi di trasporto: oltre a riprodurre scene di vita quotidiana, promuovono l’autonomia, è il bambino stesso a decidere dove andare e con che mezzo andarci, se fermarsi dov’è o allontanarsi.
Esempio di gioco simbolico: bambina che gioca al dottore con un peluche per sviluppare empatia e linguaggio

Alcuni consigli per favorire il gioco simbolico a casa

Spesso viene richiesto al TNPEE (Neuropsicomotricista dell'età evolutiva) come fare per favorire il gioco simbolico a casa. Ecco alcuni consigli dalle nostre specialiste:
  • proponi al bambino materiali non strutturati quali tubi di cartone, stoffe, cuscini, bastoncini, ecc.
  • lascia che il sia il bambino a scegliere i ruoli di ogni partecipante al gioco;
  • non limitare la sua fantasia, ma accoglila aiutandolo a farla evolvere.

Sostieni la fantasia e osserva con cura: quando consultare uno specialista

In definitiva, il gioco simbolico è il linguaggio attraverso cui i bambini imparano a stare al mondo, esplorando l'autonomia, l'empatia e il coraggio. Che si tratti di difendere un castello come un supereroe o di preparare una cena immaginaria in un rifugio sicuro, ogni azione simbolica contribuisce a costruire l'identità e la sicurezza del bambino.
Tuttavia, è importante osservare con cura come evolve questo gioco: se verso i tre anni appare ancora statico e ripetitivo (esempio: il bambino muove le macchinine avanti e indietro senza uno scopo), mancano l’imitazione o la condivisione dell’idea di gioco, può essere utile rivolgersi ad un TNPEE (neuropsicomotricista).
Il TNPEE, partendo dall’iniziativa spontanea del bambino, lo aiuta a dare un senso ad ogni sua azione, ad ampliare le cornici di gioco e a farle evolvere sul piano simbolico, trasformando ogni azione in un’occasione di piacere condiviso e crescita evolutiva.
Sostenere il "far finta" oggi significa dare ai bambini gli strumenti per comprendere la realtà di domani.
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