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Da settembre prenderà avvio una nuova collaborazione tra il nostro studio e Promosport "Boars" Baone, realtà sportiva che si occupa di basket e di centri estivi sportivi durante l’estate, attiva da molti anni sul territorio. Si chiamerà "Oltre il canestro", un progetto nato dall'incontro tra professionalità e competenze differenti, ma accomunate da un obiettivo importante: mettere al centro il bambino e la sua crescita. Promosport Baone, infatti, ha sempre affiancato all'attenzione per il percorso sportivo dei propri atleti una particolare sensibilità verso gli aspetti educativi e relazionali dello sport. Per la stagione sportiva che si sta avviando, le attività coinvolgeranno bambini e ragazzi di diverse fasce d'età, dall’annata 2018 alla 2022 fino ai gruppi 2013-2014, quest’ultimi realizzati in collaborazione con un'altra realtà del territorio, oltre a una squadra amatoriale adulta. Studio Paroliamo, dal canto suo, è una realtà multidisciplinare che si occupa di neuropsicomotricità, logopedia, psicologia e osteopatia, con uno sguardo rivolto al benessere e al funzionamento globale della persona. Sport e neuropsicomotricità: possono collaborare?Da questo incontro nasce una domanda semplice, ma allo stesso tempo ricca di possibilità: cosa può accadere quando il mondo dello sport e quello della neuropsicomotricità iniziano a dialogare sullo stesso campo? Un allenatore e una terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva possono osservare lo stesso bambino, lo stesso movimento o la stessa situazione di gioco da punti di vista differenti e complementari: l 'allenatore si occupa di accompagnare l'apprendimento delle competenze sportive, progettando esercizi e situazioni di gioco, sostenendo la crescita tecnica e motoria dei propri atleti; mentre lo sguardo neuropsicomotorio può aggiungere ulteriori elementi di osservazione, ovvero:
L'osservazione neuropsicomotoria nel basket: come i bambini organizzano il movimento Uno degli aspetti che si sta valutando di introdurre all'inizio della stagione riguarda l'osservazione di alcune competenze particolarmente significative per la pratica del basket. Attraverso attività e compiti motori concordati insieme all'allenatore, sarà possibile raccogliere informazioni su alcuni aspetti come l'equilibrio, la coordinazione, le capacità di afferrare e intercettare, il mirare, la coordinazione visuomotoria e l'organizzazione del movimento. L'obiettivo non sarà quello di classificare i bambini o di stabilire chi sia più o meno competente. L'osservazione non avrà infatti una finalità diagnostica, ma potrà offrire una fotografia del funzionamento motorio, sia del singolo bambino sia del gruppo. Questo permetterà di porsi alcune domande:
Il ruolo del TNPEE nello sviluppo motorio dei bambini più piccoli Il lavoro prenderà forma soprattutto con i bambini più piccoli, con i quali la presenza del TNPEE sarà costante durante gli allenamenti del venerdì pomeriggio. In questa fascia d'età, l'obiettivo non sarà concentrarsi esclusivamente sull'apprendimento precoce di gesti e competenze specifiche del basket. Prima ancora di imparare a palleggiare, passare o tirare, un bambino ha infatti bisogno di sperimentare il proprio corpo e di costruire progressivamente solide basi motorie. Correre, fermarsi, cambiare direzione, saltare, mantenere l'equilibrio, coordinare movimenti diversi, orientarsi nello spazio, manipolare e intercettare oggetti: tutte queste esperienze rappresentano una parte importante del percorso di sviluppo. Il basket diventerà quindi anche un'occasione per giocare con queste competenze e osservare i movimenti del bambino. Alcune attività nasceranno dalla proposta dell'allenatore, altre dallo sguardo neuropsicomotorio e altre ancora prenderanno forma direttamente dal confronto tra le due figure. L'idea non è aggiungere qualcosa di esterno all'allenamento, ma arricchire l'esperienza sportiva attraverso proposte ludiche pensate insieme. Funzioni esecutive e neuropsicomotricità: corpo e mente in gioco Non ci si concentrerà però solamente sul movimento, in quanto durante una partita o un esercizio di basket un bambino è chiamato a fare molto di più. Deve prestare attenzione a ciò che accade intorno a lui, selezionare le informazioni importanti, ricordare regole e consegne, prendere decisioni, modificare rapidamente una strategia, pianificare un'azione e, in alcuni momenti, riuscire anche a inibire una risposta automatica per scegliere quella più adatta alla situazione. Sono tutte competenze che rientrano nel più ampio funzionamento delle funzioni esecutive. Attenzione, memoria di lavoro, controllo della risposta, flessibilità cognitiva, pianificazione e problem solving sono infatti continuamente chiamati in causa nelle situazioni di gioco. Anche per questo motivo, all'interno della collaborazione potranno essere proposte attività e giochi capaci di mettere in relazione competenze motorie e cognitive. Un esercizio potrà richiedere, ad esempio, non soltanto di muoversi o gestire una palla, ma anche di ricordare una regola, modificare la propria risposta a un segnale, scegliere rapidamente tra diverse possibilità o trovare una soluzione a un problema. Perché nel gioco, così come nella vita quotidiana, corpo e mente non lavorano su binari separati. La dimensione relazionale nell'età evolutiva: crescere in squadra Non dimentichiamo poi che lo sport è anche relazione. Entrare in una squadra significa imparare a condividere spazi, regole e obiettivi con gli altri, sperimentare la collaborazione, confrontarsi con la competizione, gestire la vittoria e la sconfitta, tollerare la frustrazione e affrontare l'errore. Ogni bambino porta in palestra non soltanto le proprie competenze motorie, ma anche il proprio modo di entrare in relazione con gli altri. Per questo motivo, un'altra importante area di osservazione riguarderà proprio la dimensione relazionale. L'obiettivo sarà quello di cogliere eventuali difficoltà individuali o dinamiche che possono emergere all'interno del gruppo e confrontarsi con l'allenatore per individuare strategie utili. Anche in questo caso, non si tratta di “medicalizzare” la palestra, ma di riconoscere che una squadra è un gruppo di bambini e ragazzi in crescita e che la qualità delle relazioni rappresenta una parte importante dell'esperienza sportiva. Osservare le relazioni può quindi diventare un modo per aiutare il gruppo a crescere e, nel tempo, a diventare davvero una squadra. Prevenzione e intercettazione precoce: il TNPEE in palestra Infine, la presenza di una figura professionale con competenze specifiche sullo sviluppo può rappresentare anche un'importante opportunità dal punto di vista preventivo. Talvolta, infatti, una difficoltà osservata in palestra può essere interpretata semplicemente come scarsa coordinazione, disattenzione, poca motivazione o difficoltà a rispettare le regole. Ma in alcuni casi può essere utile fermarsi a osservare meglio. Naturalmente, il contesto sportivo non sostituisce una valutazione specialistica come lo screening logopedico e psicomotorio, e le osservazioni effettuate durante gli allenamenti non hanno finalità diagnostiche, ma possono rappresentare un primo campanello d'attenzione e, qualora emergessero difficoltà significative, permettere di suggerire alla famiglia l'opportunità di approfondire alcuni aspetti attraverso una valutazione specifica. In questo caso, Studio Paroliamo potrà offrire uno spazio di approfondimento e di presa in carico, qualora necessario, costruendo un eventuale percorso parallelo e rispettando sempre la specificità dei diversi contesti. La palestra, quindi, non diventa un luogo di diagnosi, ma un importante luogo di osservazione, ascolto e prevenzione. Un approccio integrato tra TNPEE, allenatori e specialisti dello sviluppo La collaborazione tra Studio Paroliamo di Monselice e Promosport "Boars" Baone sarà un percorso in continua evoluzione. Le osservazioni effettuate sul campo, il confronto tra le diverse professionalità e le caratteristiche dei gruppi guideranno progressivamente la progettazione delle attività. Il TNPEE sarà presente in modo continuativo con i più piccoli durante gli allenamenti del venerdì pomeriggio e, quando necessario, potrà affiancare anche le altre fasce d'età in un'ottica di osservazione e prevenzione. Alla base di tutto ci sarà il confronto costante con l'allenatore, laureato in Scienze Motorie, affinché le diverse competenze possano integrarsi senza sovrapporsi. L'obiettivo non è portare la terapia all'interno della palestra, ma mettere le conoscenze sullo sviluppo neuropsicomotorio al servizio dell'esperienza sportiva, creando un ponte tra osservazione, movimento, gioco e progettazione. Da settembre inizia "Oltre il canestro" a Baone: non perdertelo!Da settembre inizierà quindi questo nuovo percorso, con la curiosità e l'entusiasmo di sperimentare una collaborazione che mette insieme sport, movimento, sviluppo e relazione. L'idea di fondo è semplice: ogni bambino che entra in palestra è molto più del ruolo che ricopre in campo o del risultato che riesce a ottenere. È una persona in crescita, con un proprio modo di muoversi, pensare, imparare e stare con gli altri. Se lo sport può insegnare a correre, saltare, passare e tirare, può anche diventare uno spazio in cui imparare a conoscere il proprio corpo, affrontare un problema, gestire un errore, rispettare una regola, collaborare e trovare il proprio posto all'interno di un gruppo. Ed è proprio da qui che vogliamo partire. Non soltanto per aiutare i bambini a giocare meglio, ma per offrire loro un'esperienza sportiva capace di accompagnarli nella crescita, un allenamento alla volta.
1 Commento
Antonio Ferrato
30/8/2026 12:06:25
Bella iniziativa, originale e pionieristica, non ricordo niente di simile. Complimenti!
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